comunicato stampa

Ieri 30 maggio dalle ore 10.00 alle ore 14.00 si è svolta in Piazza Sanità la manifestazione “Percorsi tra Borgo Vergini e Piazza Sanità”, organizzata dall’Associazione “Vergini Sanità”. L’evento ha dato prosecuzione alle attività di cittadinanza attiva e democrazia partecipata con la presenza di stands, la costruzione in loco di laboratori condotti da esperti di settori diversi (documentaristica, giornalismo, fotografia, gastronomia, artigianato artistico, arti visive), la realizzazione di performances artistiche.

Quanto proposto, nel quadro della promozione delle istanze e degli obiettivi della Manifestazione d’Interesse “Riqualificazione Urbana dell’Area Vergini Sanità” presentata ufficialmente all’Amministrazione Comunale (Prot. Ric. N. 106) da un Comitato Civico di quartiere nel quadro del Grande Programma per il Centro Storico Patrimonio UNESCO.
La Manifestazione d’Interesse, sottoscritta da 45 realtà del territorio in buona parte presenti in piazza, ha ricevuto l’ interesse dell’Assessore Nicola Oddati, con delega dell’Amministrazione Comunale per il driver “Cultura”, affinchè diventi lo strumento istituzionale di dialogo tra Istituzioni e cittadini quale esperienza pilota per la riqualificazione del Centro Storico attraverso una metodologia di intervento espressiva del diritto alla pratica di cittadinanza attiva e democrazia partecipata.

“La pratica di cittadinanza attiva e di democrazia partecipata è uno strumento indispensabile - ha affermato Francesca Pagetta del “Comitato Civico di Quartiere Promotore della Manifestazione d’Interesse”, durante l’incontro in Piazza con l’Assessore - per una politica che finalmente ci includa nei processi decisionali. Infatti, anche la migliore delle opportunità rischia di vanificarsi se calata dall’alto e non partecipata. Oggi intendiamo richiedere la programmazione di una pratica di condivisione delle scelte strategiche utili ad una riqualificazione urbana che veda gli abitanti quali attori principali della valorizzazione del tessuto sociale e non solo utenti finali.” Impegniamoci tutti a verificare che le promesse vengano mantenute.

vergini sanità... dopo

LE PRIME FOTO DELLA MANIFESTAZIONE BORGOVERGINI E PIAZZASANITA'

LE IMMAGINI DEL PERCORSO A PIAZZA SANITA'


vergini sanità bis

Domani 30/05/2010 dalle ore 10 alle ore 14 festa a piazza Sanità con la partecipazione delle associazioni artigiani le scuole del quartiere. Oltre agli stand tradizionali sul palco ci saranno lo spettacolo della scuola Ozanam, dell’associazione Sott ’O Ponte, Antonella Monetti, e un gruppo musicale Srilankese. Si parlerà di microcredito, di acqua pubblica e del progetto UNESCO per il rione.

Tre laboratori, sono invitati tutti i bambini a partecipare, sull’arte di costruire i presepi, sul giornalismo online e sulla fotografica; inoltre un esperta mostrerà come si decorano i cibi per le feste, mentre alcuni ragazzi di una scuola calcio si esibiranno con un pallone virtuale, una degustazione di mozzarella e altri prodotti artigianali del luogo.


...non più burattini

La città antica non è solo centro antico, ma antica, antichissima periferia; dove passa la strada che i napoletani percorrevano l’ultima volta nella vita, e qui sepolcreti greco-romani, e poi cristiani, ne sono fulgidi testimoni; dove transitavano in carrozza Papa, re e Cardinali; dove vive e resiste l’opera nelle mani dell’uomo, robuste di sapienza, bravura e onestà; […] Un tetro ponte illuministico ci ha isolati, scavalcati e sepolti. Ma noi risusciteremo, non più cave da antropologia culturale, non più burattinai di luoghi comuni, non più ghetto di rarità sociologiche. Noi siamo Napoli, la città antica e sorprendentemente nuova; siamo la civiltà mediterranea, ieri come oggi all’Europa ed al mondo intero. [giuseppe rassello]

Così l’ex vice parroco della basilica di San Severo, poi parroco della basilica di S. M. della Sanità, descriveva il quartiere, Napoli, la città aperta, accogliente e inimmaginabile. Oggi Alex Zanotelli in una piccolissima casa a livelli si batte per gli altri, così come la rete Sanità e tutti i cittadini che intendono riappropriarsi dei beni comuni e storici. Napoli non è mai risorta perché non è mai tramontata, essa giace sotto una cappa di etichette livide e pregiudizievoli. Ma se date speranze gli sguardi assopiti, trasversali, illusi e disincantati si trasformeranno in limpidi, armonici, sereni e rilassati. Difficile il cammino insieme e con le stesse idee, ma quel poco che si muove, che fa rumore, che si infiamma è linfa per il futuro e sostegno per gli esempi che verranno. [+blogger]

cimitero occupato



cimitero e altro

Oggi l’incontro con Oddati: rassicurazioni, impegni, previsioni… ma perché le Istituzioni hanno aspettato così tanto tempo per risolvere la questione dell’ossario delle Fontanelle? Perché un posto così importante, un luogo storico, artistico, culturale è restato chiuso per così tanto tempo? In passato si era parlato di un cedimento strutturale, poi erano stati spesi diversi milioni di euro per ripristinarlo, e chiuderlo definitivamente nell’incredulità di tutti.

Un luogo dove sono ammassare migliaia di ossa, dove il culto delle anime purganti non è mai finito, dove numerosi registi hanno girato metri e metri di pellicola, moltissimi studiosi hanno scritto libri, articoli e testi scientifici, un luogo sacro d’importanza cruciale sia sotto il profilo storico che culturale.

Quelle poche visite che venivano organizzate (si apriva e di chiudeva per poche ore all’anno), erano gestite da guide inesperte, molte volte improvvisate per l’occasione, poco informate e senza un briciolo di competenza. I lavori, che sono terminati circa 7 anni fa, hanno in parte snaturato il luogo. Centinai di ossa buttate e rotte dentro un fosso, tappate poi da un vetro per mascherare l'assurdità. Per spostarle sono state staccate in modo indiscriminato: ci spiegano che è un regalo di chi si è occupato di salvaguardare la struttura. Menomale che voleva salvaguardarla.

Appena si entra nell’ossario c’è un enorme scaffale dove, prima dei lavori, sembrava che le ossa ti cadessero addosso (calcificate nel tempo). Oggi quello stesso scaffale ha le ossa dei defunti tutte allineate e perfette; per fare questo significa che sono state staccate con la forza, rotte sicuramente e buttate chi sa dove. Visitando il cimitero si vedono enorme centraline della luce appese alle balaustre, per un sistema di illuminazione che poteva essere sicuramente fatto in un altro modo.

Il cimitero è stato in parte snaturato, alcuni "utensili di scena" sono stati messi lì a bella posta, ma che bisogno c’era? L’ossario è un luogo magico, straordinario, lasciato così come era parlava la storia, la tradizione, il culto. Invece la mano dell’artefatto ha colpito anche contro le imprecazioni delle anime purganti. [+blogger].

un giorno purgante






occupato il cimitero


Tutto in gran segreto, riunione, organizzazione, proposte e in seguito, azione. La rete Sanità, la Paranza, padre Alex Zanotelli, Insurgencia, don Antonio Loffredo, il blog del rione sanità. Atto inaspettato, deciso a ridare al rione l’ossario delle Fontanelle chiuso da circa 15 anni. Dai “bassifondi” di Napoli partono azioni di civiltà e di partecipazione, il rione ancora una volta in prima fila per la riappropriazione della cosa pubblica, come atto dimostrativo, come atto che scardina le incoerenze e le perplessità.

Intorno alle 18 una cinquantina di persone, ragazzi, adulti, suore, preti, qualche giornalista infiltrato grazie ad una talpa, insieme per ridare dignità ad un luogo, ad un’opera d’arte, bistrattato dal Comune di Napoli, ignorato, trasfigurato nella sua storia, nella sua tradizione, nelle sue bellezze. Così il Cimitero delle Fontanelle “rivede la luce”, dischiuso dai cittadini, dalla sua gente che ancora crede nelle anime purganti.

Un atto di straordinaria educazione, di straordinario sviluppo. Questa sera alle 21 gli occupanti spiegheranno il perché di questa occupazione, ma non è facile intuire le loro ragioni. Un luogo troppo importante per essere ignorato, inspiegabile il “silenzio” delle Istituzioni e degli organi preposti. La gente ha voglia di “rivivere”, di pregare per intercessione di un teschio; creare di nuovo quello spazio che intercorre tra l’indefinito e la certezza, un modo per riconoscere e riconoscersi, una sensazione che si sposta all’infinito, che appare nitido e sensazionale: un gesto che distingue ancora una volta la storia. [+blogger]


sputa sentenze

Come siamo bravi a sputar sentenza, bravi a scrivere senza firmarsi, come se la faccia fosse un optional buona solo per trangugiar traguardi. Ma la questione degli alberi della Sanità sprofonda su facebook, povera chi invece non sapendo che la questione diventasse pubblica si trova a dover confondere le idee di molte persone.

Internet a volte è una lama a doppio taglio, anche se stavolta chi non vuole farsi sentire si firma anonimo. Qualche coraggioso, apprezzato molto dalla redazione, si mette in discussione, commenta, litiga e critica anche il blog. Molti però che sono stati invitati a scrivere, chi sa perché, non presentano il loro conto in termini di “grafica” o altro. È la solita minestra del cane che si morde la coda. Allora se qualcuno scrive, a volte anche sbagliando, si trova ad essere più coraggioso di chi butta la pietra e nasconde la mano. Questa è un questione di stile ma che non tutti percepiscono, spesso chi ha voglia di parlare tace per viltà o per presunzione.

Un blog nasce per la libertà di sentire, di scrivere anche delle assurdità, poi tocca a chi di competenza sdrammatizzare o correggere se tale scritto offende o denigra. Ma scrivere e poi non firmare equivale a sputare in cielo. Naturalmente questo non significa che il blogger toglierà l’opzione anonimo, se un invisibile ha voglia di sputtanare qualcuno che lo faccia pure, tanto la questione non si pone, l’invenzione è pur sempre un’”arte”. [+blogger]

non storia

Come ho già scritto ascoltando e guardando Ebe Alongi, nessuno ha più tempo per le poesie, per la ricerca di quello che si sente dentro, di quello che si vive e si vuole dimostrare. La poesie è bistrattata anche se il filmato di cui sotto dimostra il contrario. I numerosi commenti ci spiazzano e ci fanno gioire perché forse i “buoni” sono realmente nascosti, stanno davvero aspettando, esultano nell’euforia che un giorno tutto diverrà silenzio.

Qui, nel rione Sanità, in una Napoli affossata, dimagrita; qui, nella città purgante, dove la bestemmia è un ossimoro, dove il lavoro è disonorato e sui muri scostati e putridi la pioggia lava le illusioni del malato mentale, ci si sveglia impauriti e allegri, storditi e coscienti, pronti a rappresentare un altro luogo, un altro tempo, un altro vuoto.

Ebe rappresenta le tante anime che si muovono, che hanno voglia di raccontare, di parlare, di capire, di essere. Il quartiere che apre le sue finestre, dove l’odore dei panni stessi si confonde con i gas di scarico delle auto e degli scooter, in una Napoli frenetica e lenta, dove chi lavora per non soccombere si adagia sulle mille rappresentazioni, dove chi raffigura la sua innocenza adotta le sue ragioni nelle strade e nel caos, nell’assetto di un qualcosa già costituito e perverso, impera la volontà di “mostrarsi”, di intraprendere, di reagire, di vivere.

“Qui, dove qualcuno definisce “la terra dolente, la terra di camorra, di inciviltà, di persecuzioni e distruzione”, c’è la storia non raccontata di migliaia e migliaia di ombre, di migliaia e migliaia di ossa, di migliaia e migliaia di uomini. Ebe Alongi è una tra le tante donne semioscure che nella penombra racconta la sua immagine. [+blogger]