rassello accuse o complotto?

Il 22 Gennaio le ceneri di don Giuseppe Rassello saranno portate da Procida alla Sanità. Centinaia di persone accompagneranno i resti del parroco che per circa 20 anni è vissuto nel rione combattendo la droga, le camorra, le ingiustizie. Attualmente il nome del prete è associato a quello di reato infimo e vergognoso: la pedofilia. Infatti don Rassello fu accusato e condannato per aver “violentato” un minorenne. Le virgolette sono state messe apposta non per accusare o assolvere ma per argomentare ulteriormente una sentenza che, per chi lo ha conosciuto, è assurda e inverosimile. Dalle interviste girate per un documentario che sarà proiettato nei giorni della commemorazione, gli interrogati tracciano un profilo di un uomo e di un prete integerrimo, colto, amante di Dante, dell’Arte e del quartiere. Niente di nuovo per una corretta analisi della sua vicenda giudiziaria. Tutti però nel rione ricordano che il Parroco cacciava via dalla chiesa i camorristi, i venditori di droga, i politici corrotti e tutti quelli che cercavano le “bustarelle”. Ricordano che non volle ricevere un importante uomo politico, non voleva parlare con i consiglieri di quartiere né con i commercianti truffaldini. Tutti ricordano che negli anni Ottanta e Novanta il rione Sanità era al c'entro di una disputa Chiesa – Politica. Nella Basilica di San Severo, quando Padre Giuseppe era viceparroco e il cugino, Don Michele Del Prete, era invece Parroco, entrambi vennero minacciati e accusati di essere i “disturbatori del quartiere”. Il coraggio di don Rassello, sfumato invece quello di Del Prete chiusosi in un silenzio tombale anche in relazione alla vicenda giudiziaria del cugino, sfiorò l’apice quando Michele Santoro con la sua troupe televisiva dedicò un’intera puntata al quartiere Sanità e ad un uomo che dissacrava le ingiustizie in nome di un Dio trafitto da un potere manipolatore. In quegli anni il rione (come oggi d’altronde) era un crocevia di intrecci di voti circoscrizionali e comunali, provinciali e regionali. Il caso volle che subito dopo quella trasmissione di denuncia il Parroco, che da San Severo era stato trasferito alla Basilica di S. M. della Sanità, venne accusato da un quattordicenne, Antonio B.: “ogni tanto faccio i pompini al Parroco”. Inverosimile per centinaia di ragazzi che avevano frequentato don Giuseppe e la sua parrocchia, per quei ragazzi che avevano dormito e passato interi giorni e settimane con lui; assurdo per chi aveva dialogato con un uomo che aveva un’intelligenza al di sopra della media. Ma allora perché fu condannato? E per di più, su quali prove visto che, Antonio B. non aveva subìto violenza fisica? E ancora, perché il ragazzo che accusava Don Rassello dopo poco l’accaduto diventò prete? Certo la difesa fu un po’ scialba visto che un testimone del parroco dimenticò di dire all’avvocato difensore che in passato aveva avuto problemi con la giustizia. Dopo la sentenza don Giuseppe Rassello venne affiancato da don Bruno Forte (oggi vescovo di Vasto, Chieti), uno dei teologi più illustri e importanti d’Italia. Perché un teologo che aspirava alla carica di vescovo di Napoli celebrava la santa messa alla Sanità? Don Bruno Forte non era viceparroco, né frequentava stabilmente il quartiere, ma allora perché affiancò padre Giuseppe? Se da una parte è vero che le sentenze non si commentano (le condanne si basano tutte su prove certe!) altrimenti un potere fondamentale della Costituzione verrebbe meno ai principi cardini, dall’altra parte è altrettanto vero che non sarà stato difficile accusare un uomo di pedofilia in un quartiere ghetto dove l’ignoranza della gente è la causa ultima di centinaia di giornalisti. Non la morte, per chi rompe certi schemi clientelari, ma il marchio mette fine alle illusioni. Se le illusioni di Don Giuseppe Rassello erano di impronta politica, una politica genuina fatta di vangelo e di “allucchi” (grida), di processioni e di indignazione verso chi sfruttava la gente del rione, di dialogo con la persone oneste e di anatemi contro gli ignavi, per dirla in un solo termine, di Teologia della Liberazione, allora era pur vero che il fastidioso prete prendeva le distanze dai piani alti denunciando le ingiustizie attraverso la sua povertà. Un esempio per il purgatorio Sanità ma che non doveva arrivare a vedere la luce bensì doveva fare marcia indietro e riscendere nell’Inferno. E in effetti all’inferno è arrivato, è arrivato perché dopo poco Antonio B. prese i voti di castità, povertà e obbedienza. Questo, cosa avrebbe potuto significare? Che in parte la chiesa era contro di lui? E se sì, perché? Forse perché alcuni religiosi sapevano che il parroco del rione sanità era pedofilo? Forse perché il parroco non faceva distribuire volantini elettorali in basilica? Forse perché dal pulpito Don Rassello faceva nomi e cognomi? [+Blogger]

16 commenti:

Anonimo ha detto...

don giuseppe rassello era una gran bella persona, un po' scontroso ma con un grande cuore. anche gesu' cristo fu condannato e a soffrirne furono solo la mamma e i suoi discepoli. padre giuseppe non diventerà santo ma era un uomo che combatteva per la giustizia e la verità. Antonella.

Anonimo ha detto...

GIUSEPPE RESSALLO SEI NEI MIO CUORE. MASSIMO P.

Anonimo ha detto...

Peppe Rassello è Innocente!! lo è e lo sarà sempre, "l'ingiusta giustizia" colpì allora come colpisce anche oggi, padre Giuseppe era da abolire da annientare, era scomodo per un quartiere che doveva restare sottomesso dalla politica ae dalle istituzioni era scomodo.
All'epoca la camorra del quartiere era debole e lo stato non poteva servirsi di quella per abolire un prete uccidendolo fisicamente, studiò a tavolino, forse complottando insieme alla chiesa, dopo lunghe ricerche venne fuori Antonio, un quattordicenne gay che con padre Giuseppe non è mai andato d'accordo, lui, con problemi familiari alle spalle notevoli.
Si scrisse una sceneggiatura dove il protagonista Antonio doveva recitare la parte di vittima, ragazzino indifeso, che un prete di frontiera approfittava sessualmente della sua mancanza d'affetto.
premio oscar per un grande attore che invece della statuetta è stato premiato con i voti di castità e oggi è un prete
"DURANTE IL PROCESSO LA MADRE DI ANTONIO B. SI INGINOCCHIO', BACIO' LE MANI DI PADRE GIUSEPPE E DISSE: PERDONATELO AD ANTONIO NON E' STATA COLPA SUA...LUI NON VOLEVA DIE QUESTE BUGIE LO HANNO COSTRETTO"
e con questo lo stato e la chiesa ci hanno strappato un "padre" che a me ed altri che vivevano con padre Giuseppe quasi tutta la giornata ha un insegnamento sublime: quello di amare e vivere la vita e DIO con la propria testa, la propria dignità con un'arma infallibile la CULTURA!!!
SEI E RESTERAI PERSEMPRE IL PIU? GRANDE UOMO CHE LA VITA POTEVA PORTARE SUL MIO CAMMINO!! GRAZIE PER AVERMI AMATO!!!!

Anonimo ha detto...

hei tu anonimo per parlì così bene di rassello ma l'hai letta la sentenza? e se sì, perchè non ci spiehi le motivazioni? al blogger che fa ante domande... oltre a rivolgerle gli internauti falli anche ai testimoni del ragazzo quattordicenne... se poi la difesa di don rassello, come dici tu, era debole, allor vuol pur dire qualcosa?! i.p.

Anonimo ha detto...

Giuseppe rassello era un prete odiato e amato all stesso tempo, ti accarezava e ti schiffeggiava nello stesso momento, era un uomo duro e un bambino. all'inizio io ho creduto ad Antonio ma poi col tempo e dopo aver visto quello che aveva lasciato nel rione ammetto che forse il parroco era fastidioso. Pietro (via vergini)

caiant ha detto...

BELLE DOMANDE, SPERO CHE CI SIANO DELLE RISPOSTE. TU ANTONIO SCRVI E GESTISCI QUESTO BLOG E DEDICHI PARTE DEL TUO TEMPO A DIALOGARE CON UN PUBBLICO DI SORDOMUTI, NON PARLO DELLA QUARTIERE MA DI TUTTI QUELLI CHE DOVREBEBRO PRENDERE IN CONSIDERAZIONE IL TUO SITO. IN PARTRE SONO DISPIACIUTO E IN PARTE CONTENTO. NON SO COSA DIRTI, SE TI SENTI SOLO CONTINUA A MACINARE IDEE. BASTA SEMPRE CON LE STESSE COSE. IO IN PARTE MI TROVO CON TE E CONLE TUE TESI. ARMANDO MAR

Anonimo ha detto...

domani arrivano le ceneri di don rassello alla sanità spero che ci sarete proprio tutti ad onorare quest'uomo che ha vissuto, ha combattuto ed è morto per il quartiere.

Anonimo ha detto...

In risposta al messaggio dell'anonimo del 19 gennaio 2009 ore: 10.39.

io oltre a leggere la sentenza ho vissuto pienamente quella storia e ho visto con i miei occhi tutto quello che accadde allora.
Sono uno dei giovani che ha viaggiato con padre giuseppe ho dormito con padre giuseppe e quasi sempre lo abbiamo fatto io e lui da soli. all'epoca avevo intorno ai 13 - 14 anni e posso giurarlo davanti a tutti che padre rassello non si è azzardato mai e dico mai nemmeno a guardarmi in un certo modo. grazie a lui ho visto quasi tutta l'italia e vi assicuro che viaggiare con lui voleva dire sopratutto vivere le città in cui si andava.
quindi tutte le motivazione costruite sono frutto solamente di un progetto fatto esclusivamente per incastrare il povero padre giuseppe

p.s.
non chiamatelo col "DON"
lui diceva che il don invecchia!!!!

Anonimo ha detto...

padre giusè n'event bellissm, ttt chiagnevn e tutte ann'gioit pecchè si venut nata vot d'int a sanità. qant gent c'stev. cia' da pascal

Anonimo ha detto...

padre giuseppe aveva molti nemici anche nel rione. era un uomo nobile e buono. un po' "inchazzato" con l'ignoranza e la mancanza di seso civico che lui non aveva trovato nel quartiera ma tra politici truffatori e uomini senza scrupoli. sei sempre nel mio cuore. Rosario

whiplash ha detto...

Io, ateo ed anarchico, ho avuto il privilegio di conoscere bene Giuseppe Rassello.

Fu mio professore di religione al liceo.

Lo accogliemmo, il primo giorno in cui fu assegnato alla nostra classe, con una classica citazione di Karl Marx scritta alla lavagna.

Beh, ovviamente ci smontò in men che non si dica, spiegandoci perchè la traduzione "la religione è l'oppio dei popoli" non era filologicamente corretta.

Da allora fu amore e io *so*, anche se non ho le prove, parafrasando Pasolini, che tutto il caso giudiziario montato fu una pura e semplice infamia nei confronti di un prete militante che rompeva seriamente i coglioni al Sistema (e non solo) in quel del Rione Sanità.

Giuseppe, questo ateo impenitente ti saluta e ti onora, ovunque tu sia, nel Paradiso in cui credevi tu o anche solo nella memoria di tutti quanti ti hanno conosciuto davvero.

Antonio PROCIDA ha detto...

Sono un cuggino di Procida di padre Giuseppe, lo ricordo a malapena un po per la mia età un po perchè nell'isola non c'era mai, voglio ringraziare tutti voi per i vostri commenti che fanno giustizia e fanno capire a chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo chi era veramente Don Giuseppe.
Grazie a tutti
Antonio da PROCIDA.

Anonimo ha detto...

Mi fa piacere sapere che Padre Giuseppe aveva tanti amici, ma nel breve periodo che ci siamo frequentati circa 8 anni, ossia gli ultimi della sua vita nel collaborare alla rinascità del nostro quartiere siamo stati sempre in 3. Il pensiero ricorrente di Padre Giuseppe e la cosa di più che gli dispiaceva era la "solitudine e la superficialità che ci circondava".
Padre Giuseppe amava la povertà "non avevamo neanche una fotocopiatrice" il suo guardaroba era la dispensa degli abiti regalati ai poveri, non aveva un auto ha sempre avuto un unico paia di occhiali ma mi ha dato tanto amore fraterno e delle regole di vita che ancora oggi fanno parte del mio bagaglio religioso.
Uno dei due.

arturo ha detto...

io forse conoscevo padre Giuseppe mi chiamo Arturo Lettieri.

Luca Falcone ha detto...

Non c'è modo di convincermi della colpevolezza del professor Rassello. Sono stato suo allievo quando insegnava religione proprio in quegli anni terribili, quando lasciò anche la cattedra perché sommerso dalle accuse e dalle infamie e noi tutti perdemmo un importante riferimento culturale ed umano. Eravamo in molti ad essere atei in classe e nessuno di noi si perdeva una lezione, anche se eravamo esentati! E lui lo sapeva benissimo e non se ne faceva certo un cruccio. Non so quante volte mi ha chiamato "stronzo", il professore. L'avrà fatto di certo almeno ogni volta che gli ho fatto una domanda cretina o provocatoria. E lo faceva perché era una persona schietta, che non si nascondeva dietro forme e convenzioni. Durante le prime fasi del processo andammo anche a trovarlo in Chiesa e lì lo vidi per la prima volta indossare la tonaca. E percepii l'aria che si respirava in quel luogo... ed era splendida. Era una comunità, non solo un tempio.
Il professore era scomodo. Era franco di cerimonie. Era cazzuto. Era onesto. Era coltissimo. Aveva coraggio da vendere. E l'hanno coperto di infamia proprio per questo. Perché era pericoloso per chi preferiva che la gente continuasse a non pensare.
A distanza di tanti anni il mio affetto e la mia stima sono sempre per lui, per il professor Rassello. Per padre Giuseppe.
Luca

Anonimo ha detto...

Nessuno riuscirà mai a convincermi della colpevolezza del professor Rassello. Sono stato suo allievo quando insegnava religione e quelli furono proprio gli anni in cui lo si volle infangare, brutalizzare, annientare. Fino a vederlo morire consunto.
All'epoca eravamo in molti che, pure atei ed esentati, non ci perdevamo neanche una delle sue lezioni. E lui lo sapeva benissimo e non se ne faceva affatto un cruccio: per lui non c'erano differenze ideologiche fra gli studenti. Quando fu costretto a lasciare anche la scuola perdemmo un importante punto di riferimento culturale ed umano, ma una volta riuscimmo a fargli visita nella sua amata Chiesa... e lì vidi che centro di aggregazione era quell'uomo per la sua gente.
Non saprei dire, ormai, quante volte mi sono sentito chiamare "stronzo" dal professore. Di sicuro lo ha fatto almeno ogni volta che gli ho posto una domanda cretina o provocatoria. Perché lui era una persona schietta, diretta e tagliente. Non era uno che si nascondeva dietro convenzioni, formalità o altre sciocchezze. Era uno senza paura e senza peli sulla lingua. Era coltissimo. Era onesto. Era cazzuto. Era generoso. Era irascibile. Era tutto d'un pezzo. Ecco perché l'hanno coperto di vergogna, l'hanno stroncato con un trattamento peggiore della morte, che ne avrebbe fatto un eroe. Perché uno come Giuseppe Rassello era pericoloso per tutti coloro per i quali è meglio che la gente continui a non pensare.
A distanza di tanti anni il mio affetto e la mia stima sono sempre per il professor Rassello. Per padre Giuseppe, vittima del Sistema. Luca