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renzino alla sanità
Dopo Grillo anche Renzino nel rione Sanità. Una moda o forse
qualcosa di più che una semplice campagna elettorale. Alle ultime elezioni
l’affluenza è scesa di parecchio, mentre fiumane oceaniche in passato
chiedevano di votare. Rappresentanza scarsa con questo sistema elettorale?
Forse i più delusi sono proprio quelli che un tempo si riconoscevano nella
sinistra. I quartieri poveri hanno questa caratteristica, sono delusi per
eccellenza. E’ vero che i voti si spostano per “virtù”, ma i più attenti questa
volta cercano consensi tra gli ultimi. Gli ultimi mettono un po’ d’accordo
tutti, parlare di lavoro in un rione ghettizzato è una formula trasversale ma
efficace. Gli ultimi sono tantissimi e se scappano dal voto può diventare realmente
un problema.
Se per caso tutti assieme decidessimo di non votare, cosa
succederebbe a livello internazionale? Potrebbero gli Stati Uniti d’America
continuare a dialogare con un interlocutore illegittimo e “vantarsi” della loro democrazia?
Ma dopo il quasi voto di protesta a favore dei grillini, dopo la seria
possibile occasione di perdere queste elezioni da parte del pd/pdl, dopo la
paura che la differenza tra politica e popolo marcisca ulteriormente a
protezione del qualunquismo rappresentativo bhé, dopo questi ed altri innumerevoli
indizi, anche i più saccenti e accidiosi ignoranti capiscono che il momento è
delicatissimo e che è meglio rivolgersi altrove.
Concludo sempre ripetendo
citazioni dell’ultimo libro che sto leggendo. ”Se sei nato povirazzo senza coscienza,
e nella vita sai solo zappare, magiare, bere e procreare povirazzi come te, infondo
non sei padrone delle tue azioni e lo stato, che è signuri e patruni e quindi, per
sua stessa natura, superiore e magnanimo, deve capire e macari pirdunari; ma se
hai studiato, hai viaggiato, e ti fai bello nelle città con cravatta e cappello
e, nonostante questo, poi mi sventoli la bandiera rossa e mi vuoi rivoluzionare
la minchia, allora sei proprio di una mala razza, una gramigna spuntata solo
per infestare lo stato e che lo stato, in quanto patruni e signuri, deve
strappare senza pietà”. [+blogger / cit, Francesca
Chirico “Arrovescio” ]
guinness 2014
Sono 2 settimane che questa voragine pericolosissima "parcheggia" indisturbata alla via Sanità
I consiglieri della Municipalità camminano solo per le vie dei Colli Aminei?
Aspettiamo che una moto ci caschi dentro?, che un sampietrino colpisca un bambino?, che si apra maggiormente? Per caso è previsto una buca per il guinness dei primati 2014?
"l'ascensore", di alfred hitchcock
Questa cosa senza ritegno e con pusillanimità, senza aver paura di essere licenziata, chiude le porte indiscriminatamente, creando panico e incertezza... credo che sia una razzista e che vada cacciata per vilipendio e offesa all'onore. Cittadini del quartiere sanità, SNOBBATELA!
imposizioni politiche
Insieme, esautorando le Istituzioni, i governanti, gli
amministratori. Troppe le differenze tra la dignità e la finzione. Vorrei
votare, riscattare la mia precarietà, la mia inoccupazione, la mia solitudine
politica. Invece non mi è concesso, la legge elettorale m’impone di votare
altri, non mi è dato scegliere, ma le imposizioni non mi sono mai piaciute. Le
possibilità non hanno ragione d’essere, la verità è sempre altra, è sempre la
mia, non è mai degli altri. Brutte e assurde generalizzazioni buone solo a
dividere.
Ho lasciato la scuola d’obbligo a 11 anni, per poi riprenderla
a 20, la serale. Terza Media con la sufficienza, diploma sempre serale per
lavoratori, 5 anni meravigliosi e 54 su 60. Quattro anni e mezzo di sociologia,
vecchio ordinamento, 100, bingo… ho fatto tredici al totocalcio si fa per dire.
A vent’anni non azzeccavo due parole d’Italiano correttamente, mettevo la “a”
al posto delle “ha” e viceversa con la “e” e la “è”. Prima degli studi: il
barista, il tappezziere, il venditore di sigarette, l’idraulico, il calzolaio,
il macellaio, l’operaio, il cameriere. Durante gli studi: in un bup, la guida
turistica, il pubblicista, il libraio, il filmaker. Dopo gli studi: il
ricercatore, il filmaker, il pubblicista, la guida turistica, in un bup, il
cameriere, l’operaio, il macellaio, il calzolaio, l’idraulico, il venditore di
sigarette, il tappezziere, il barista.
Un percorso a ritroso, come la nostra società, la nostra politica,
la volontà di non votare. 1milione e 200milalire il salario di mio padre 20
anni fa, 600 euro il mensile di un precario oggi. E’ l’inverso che primeggia, è
la vita e il contrario della vita, è il tutto come l’esatto opposto, è la
voglia di farcela contro la disillusione. Per chi voto oggi? Non voto. Anche se
mi sforzo di essere capito, anche se gli altri si arrabbiano senza spiegare il
perché, vorrei poter scegliere liberamente, esprimere la mia forza attraverso
ciò che mi rappresenta realmente. La forza di chi si “arrangia” e viene
etichettato come camorrista, la forza di chi vive in un rione stereotipato,
ghettizzato per la sua bellezza e le sue possibilità.
Niente, nessuno mi affascina, senza voler fare la vittima, e
sì parlo proprio di fascino, quello che manca alla nostra politica; il fascino del
dialogo, della praticità, dell’efficienza, del linguaggio popolare. Tecnicamente
non significa nulla, ma aver fiducia negli altri, nel dialogo, nella
comprensione è la cosa più bella che una persona possa mai considerare.
[+blogger]
perché non voto?
Sono un deluso della politica,
un deluso da circa 30 anni, da quando mio padre mi diceva: voto il PC, ma se mi
aumentano lo stipendio voto anche l’MSI. Chi l’avrebbe giudicato male? Operaio,
con 4 figli, una moglie paralitica, un fitto da pagare, luce, acqua, bombola
del gas, auto 126 personal verde pistacchio; poi natale, pasqua, i battesimi,
le comunioni e tutte quelle altre sciocchezze religiose buone solo a sperperare
soldi. Oggi aspetto ancora qualcuno che mi dica “le cose stanno veramente cambiando,
questo perché dentro sto cambiando anch’io”. Girare pagina è difficile anche
per il sottoscritto che a stento crede nei buoni propositi. Ma ho deciso di
essere convinto, di credere realmente in qualcosa, di non considerare tutto
marcio, un po’ come ha scritto Giovanni De Mauro sull’Internazionale: “Per una volta, invece di chiederci cosa c’è sotto,
potremmo guardare cosa c’è sopra”.
Ho letto attentamente il programma del Movimento 5 Stelle (in verità anche quello di Ingroia: sono quasi identici), e
per convinzione ho scoperto che molti punti mi appartengono, ossia sono quelli
che da anni devono essere messi in pratica ma nessuno, dico mai nessuno, l’ha
fatto realmente. Naturalmente le 5 stelle realmente possono servire,
protestano, si incazzano, ti mettono in crisi. Ma né il PD, né il PDL, né altri
partiti pongono seriamente la questione del lavoro, lavoro che si ricava dalla
concezione Robinhoodiana,
togliere ai ricchi per dare ai poveri: non è banale, è un assioma straordinario, una verità che
farebbe ripartire l’economia mondiale: padre Alex Zanotelli sono anni che lo
dichiara.
Ma alcuni punti non hanno risposta, anzi in verità non ci
sono affatto. Le stelle dovrebbero essere più di Cinque, vediamole. La
questione Internazionale: il movimento con chi sta? Con Israele?, con la
Siria?, con L’Iran o con gli USA? Il movimento è con o contro il clero? Il
movimento è antiabortista? Il movimento una volta al Governo ha intenzione di
cacciare tutte le aziende italiane che producono armi? Oppure le vuole
potenziare? Il movimento cosa pensa delle banche?, e se pensa male, che farà?
Il movimento è con o contro la guerra? Il movimento è con o contro i Gay? Oltre
alla rete internet quale altra forma di democrazia partecipata ha in mente? Il
movimento ha una precisa concezione, quello di puntare sulle cinque questioni
del programma; io invece, semplice elettore, nel momento in cui voto devo sapere con chi mi
sto schierando. L’ideologia è una componente importante per conoscere il
prosieguo della vita sociale. In questo caso io non so quale sia.
Ma tutte queste perplessità potranno essere lenite in parte
se un determinato partito politico scrive nel suo programma elettorale:
Principio fondamentale: Dichiariamo la povertà, per chi non l’ha scelta
liberamente, illegale, illegittima, incostituzionale, per il futuro della
nostra società. [+blogger]
inchiavica che ti voto
Da quando ho smesso di leggere il telegiornale nazionale le
notizie mi sembrano ancora più irreali, quello che un tempo pensavo fosse l’equivalente
di un’informazione oggi la ritengo una verità assoluta. Una condizione di “sudditanza”
ci lega alla televisione, vuoi per compagnia, vuoi per divertimento o per
passione, per intrattenimento o negligenza. Quello che non si sa non ha
importanza, scimmiottare è una prerogativa che per fortuna coinvolge pochi. Le differenze
non sempre vengono evidenziate ma è lapalissiano che chi ci imbroglia non ha
nessuna intenzione di smetterla.
Oggi la differenza vera la fa Grillo, non c’è alternativa,
quello che smarca un po’ tutta la politica, quello che fa terrore, e sì perché
le purghe lui le vuole realmente, e non ha tutti i torti. Il marcio è sotto gli
occhi di tutti e la inoccupazione e disoccupazione sono la diretta conseguenza
di questo disastro inconcepibile. Certo ne ho sentita di gente che in passato
votata Fini o Berlusconi dire: “voto M5S”, quando non sanno neanche perché
esistono quelle 5 stelle. Sarà un movimento di delusi ma la stanchezza
ha lasciato il posto ad altra stanchezza, un popolo di stanchi che cede
lentamente alle antinomie degli inetti politici.
Bhe’, quei 1000 euro al mese per 3 anni fanno gola a chi come
me non ha uno stipendio. Un welfare alla francese inconcepibile per nostri
vecchi bacucchi governanti che si fanno pagare la nutella e il parcheggio e la
puttana di turno alla faccia dell’italiano medio. Senza ritegno, non vado a
votare!, non solo perché nessuno mi rappresenta ma anche perché nel mio quartiere
questi gobbi affiggono i loro culi elettorali sottoforma di manifesti. Sporcano,
inchiavicano e inquinano facendosi beffa della legge che lo vieta. Come posso
io, libero e malconcio lavoratore votare chi, prima ancora di essere eletto,
commette reato? [+blogger]


