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11° non abbandonare l'ospedale



blocco dei ricoveri

COMUNICATO STAMPA

BLOCCO DEI RICOVERI, DAY HOSPITAL E 
DAY SURGERY ALL’OSPEDALE  SAN GENNARO 


Il blocco dei ricoveri, day hospital e day surgery, disposto dal direttore del dipartimento assistenza ospedaliera, dr. Rosario Lanzetta, sancisce la completa dismissione dell’ospedale san Gennaro, in definitiva la morte del presidio ospedaliero.Disposizione contraria a quanto concordato e cioè la riconversione dell’ospedale anche in attività ambulatoriale 12 H , per prestazioni in Day Surgery.
Riteniamo grave la chiusura dell’ospedale in poche ore perché questo obbliga i pazienti ad andare in altri presidi, tradendo il rapporto di fiducia che gli stessi hanno stabilito con i medici dell’osp. San Gennaro. 

Tradendo altresì  ogni principio di etica tra medico e paziente. Inoltre è grave che sul dispositivo, a firma del dr. Lanzetta, manchi quella del direttore generale dell’ASL NA , dr. E. Abbondante.
Tutto questo avviene disattendendo quanto promesso dal presidente della Regione V. De Luca nell'incontro con i rappresentanti del comitato ospedale San Gennaro tenutosi in Regione il 2 novembre scorso. Come comitato riteniamo tutto questo molto grave , perché lesivo dei diritti alla salute dei pazienti del Rione Sanità. [comitato ospedale san gennaro]

quello che c'è!

L'incontro c'è stato, un bicchiere mezzo pieno, sempre meglio che vuoto. Si può discutere. Un rianimatore, un chirurgo e una autoambulanza attrezzata.... bastano a salvare la vita di qualcuno?! Quello che non basta sbilancia le istituzioni. Una mandria impazzita protesta e continua il suo presidio. Gente che fa scena, teatranti dell'ultima ora, artistucci morti di fame, gentaglia! Queste persone della Sanità hanno forse imparato un copione poco usuale,: recitano a soggetto, s'immergono nel pubblico creando una gran confusione. Come Pirandello che aderì al fascismo quando il Duce rischiò di cadere, per poi rinnegarlo proprio nel suo "massimo splendore".

Parabola o non, le proteste vanno avanti da molti anni. Solo la riappropriazione degli spazi pubblici (riapertura del parco intitolato in un secondo momento alla signora Parisi), e l'occupazione dell'ossario delle Fontanelle, avrebbe dovuto far pensare a qualcosa di più di una semplice "commedia". Ma i mass media e le Istituzioni sono abituati alla spettacolarizzazione. La linfa vitale per fortuna è nascosta.

Concludo con una dichiarazione del governatore della Campania, che dopo aver garantito che nell'ospedale San Gennaro un primo fondamentale soccorso è importante, subito dopo ha detto: "se non passa il referendum rischia la nostra democrazia". [+blogger]

barricate


saracinesche abbassate


chi non conosce la verità...

I media nazionali stanno pubblicando l'occupazione dell'ospedale san Gennaro, ATTENZIONE agli speculatori che tra poco s'innalzeranno a paladini delle salute pubblica. IMPORTANTE ricordare che da circa sette anni (eravamo soli a manifstare), la RETE DEL RIONE SANITA' ha iniziato questa battaglia di civiltà.

Con l’aiuto della gente e soprattutto con le  donne del quartiere abbiamo continuato a protestare e a dimostrare che la chiusura dell’ospedale è una assurda tragedia che può lasciare senza un primo soccorso migliaia di cittadini. Provando che le strade sono quasi sempre tutte bloccate, che in un quartiere a rischio il pronto intervento è un doppio diritto, che le circa 3000 famiglie del rione san Gennaro sono spacciate perché l’unica via d’uscita è via san Vincenzo, strettissima, a doppio senso di marcia e sempre bloccata in ambe due i sensi; che l’altra via, subito dopo quest’ultima anch’essa è zeppa di auto, intasata dal traffico soprattutto nei giorni di pioggia; proprio in virtù di tutto ciò le risposte in merito non sono mai state esaustive e convincenti. In verità le risposte non sono mai state date.

Come afferma Bertolt Brecht: “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”. [+blogger]         

senza partito politico

Unico nello scenario della riforma assistenziale, che nel tentativo di risanare i conti pubblici, ha chiuso definitivamente l'ospedale san GENNARO DEI POVERI. 

l'ospedale è morto

COMUNICATO RETE RIONE SANITA'

L’ospedale San Gennaro dei Poveri (rione Sanità) è morto il 30 settembre scorso , in obbedienza al decreto regionale 33 che ne rispetta un altro, quello governativo. Il tutto in una logica nazionale e mondiale che sta smantellando pian piano tutti i servizi pubblici a favore del privato. Di fatto, il S. Gennaro sarà un polo territoriale riabilitativo e polispecialistico, con accesso tramite ticket, disattendendo le proposte dei lavoratori del S. Gennaro. Questo colpirà le fasce più deboli , in un quartiere con gravi difficoltà economiche. Purtroppo sono sempre gli impoveriti a pagarne le conseguenze. In più, viene così chiuso l’unico polo di legalità in un Quartiere ad alto tasso di violenza, dove manca un presidio fisso di polizia e di vigili urbani. La Rete del Rione Sanità, a nome di tutto il popolo del Rione, denuncia questo atto così profondamente ingiusto e invita tutto il popolo del Quartiere e non solo, a ritrovarsi il

14 ottobre 2016 alle ore 16,30 in Piazza Sanità


diventa il san gennaro



lotta continua


invito rete sanità




san gennaro balla

Chiusura definitiva o riconversione? Ormai da anni assistiamo ad affermazioni e smentite sulla fine o sulla sua riutilizzazione: l’ospedale popolare, come l’abbiamo battezzato, è al centro di una disputa tra vertici aziendali e  politici, a scapito della gente e del buon senso. Gli articoli giornalistici contraddittori non ci aiutano né ci chiariscono le idee.
Oggi per caso mi trovavo nell’ufficio prenotazioni (CUP) della struttura, per una colonscopia bisogna aspettare il nuovo anno. Ormai molte persone non si curano, l’ospedale san Gennaro è l’unico del centro storico che chiuderà definitivamente.

È stato fatto un piano di riconversione da parte dei lavoratori, delle proposte di riqualificazione ma sembra che fino ad ora nessuna risposta è stata data, soltanto due righe sul piano ospedaliero regionale.  Le persone esigono una riscontro immediato sul futuro della struttura.  Mi chiedo: ma questa benedetta responsabilità di chi è?  

la gori mi chiede 200€

La società che gestisce l'acqua in molti paesi vesuviani mi chiede 200 euro di multa e, se non provvedo, ci sono gravi conseguenze per me e per la mia famiglia. La GORI S.p.a. si permette il lusso di non pagare alla regione Campania 100 milionidieuro, cifra che avrebbe dovuto pagare già nel 2013. L’avvocato che mi ha contattato mi ha detto: “lo sa che le possiamo staccare l’acqua”?, e io gli ho risposto: “vero”?! Oggi (2-6-2016), su la repubblica c’è scritto a riguardo della Gori S.p.a. che si indaga su le manutenzioni degli impiantie i costi di depurazione. Un danno erarialeipotizzato di ben 500 milioni di euro…Eppure nel 2009, quindi tra il 2005 e il 2013, scattarono aumenti tariffari proprio per consentire al gestore diinvestire nella rete e ridurre le perdite…


Pazzesco. Ragioniamo per assurdo. Se al referendum del 2011 avesse vinto il no, oggi l’acqua costerebbe quanto ce la fanno pagare, una cifra maggiorata di costi di gestione inesistenti. Oggi io pago per bere e per far bere mia figlia di tre anni, un costo quadruplicato; e per un ammanco che non mi spiegano, dopo diverse segnalazioni e mail certificate che ho inviato, mi sento dire che "mi riducono la fornitura idrica". Questo giochetto di una società per metà pubblica e per metà privata ha permesso di raggirare un referendum sacrosanto con oltre il novanta per cento di voti a favore per l’acqua pubblica. La soluzione?, più facile di quella che sembra: non pagare. E' il modo più efficace per delegittimarla. [+blogger]   

diritti dei rom calpestati

In questi mesi abbiamo assistito, nell’area metropolitana di Napoli, a una serie di azioni contro il popolo rom che sollevano gravi interrogativi. Le comunità rom(si tratta di sei-settemila persone, di cui in buona parte bambini!), sparse in decine e decine di campi, sono costrette a vivere in situazioni degradate e degradanti. Questi campi sono vere e proprie baraccopoli, che non hanno nulla da invidiare a quelle del Sud del mondo.
Come missionario e come prete, che ha dedicato la propria vita agli impoveriti e agli emarginati, non potevo non scegliere di battermi anche per i rom, perché oggi sono loro i più emarginati e disprezzati. Lo faccio tutto questo insieme con il Comitato Campano con i rom, che da anni si batte per i loro diritti. Siamo rimasti scioccati all’inizio dell’anno dalle affermazioni del nuovo governatore della Campania, V. De Luca, di sgomberare tutti i campi rom della regione. A queste affermazioni del governatore sono seguite una serie di ordinanze della Procura di Napoli che esigono la chiusura di vari campi rom.

Lo scorso aprile scatta la prima ordinanza contro il campo rom di Torre del Greco, una piccola realtà di 60-70 persone  con ‘minori ben inseriti a livello scolastico. Nonostante le nostre proteste,i rom con i loro bambini, furono caricati dal Comune su un pulmino e spediti in Romania. Poco dopo, la Procura di Napoli ordina, giustamente, lo sgombero del campo S. Maria del Pozzo, perché quel luogo è tossico (ex-Resit). Difatti il comune di Giugliano aveva posto in quel luogo tossico i rom solo per alcuni mesi, in previsione di una soluzione finale. Invece vi sono rimasti parecchi anni con gravi conseguenze sanitarie. Su ingiunzione della Procura, il Comune è stato costretto a trovare temporaneamente un pezzo di terreno molto malmesso, ove ha collocato i trecento rom. Nonostante le promesse di sistemare e disinfettare il luogo e di portarvi i bagni, il Comune non ha fatto nulla! Ma soprattutto non ha ancora iniziato i lavori di sistemazione dell’eco-villaggio che dovrà ospitare i rom. Raramente nella mia vita ho visto un gruppo umano essere così maltrattato come i rom di Giugliano, soprattutto i bambini, tutti nati a Giugliano.

Nello stesso periodo, la Procura ha spiccato l’ordine di chiusura del Campo rom di Via S. Erasmo alle Brecce (Gianturco) nel cuore di Napoli. Un campo che ospita oltre 1.300 persone in condizioni degradanti. Il Campo doveva eseere evacuato entro maggio, ma poi abbiamo fatto pressioni sulla Procura perché fosse dato più tempo per una soluzione. Ora abbiamo paura che durante il mese di agosto si arrivi allo sgombero forzato. Il Comune di Napoli sta preparando un’alternativa che potrà però ospitare solo trecento persone. E gli altri mille dove andranno? E giorni fa è arrivato l’ordine del Tribunale di sgombero anche per altri due campi, quello di S. Maria del Riposo(Barra) e quello di via Virginia Wolf (Ponticelli). Due campi che ospitano 600-700 persone. Lo sgombero deve avvenire entro il 5 settembre. Tutto questo senza offrire un’alternativa abitativa. Dove andranno centinaia di persone, soprattutto bambini? A rendere più incandescente il clima, già torrido, è stato l’incendio (sembra doloso) del Campo rom di Afragola. Dove andranno ora 120 persone di quel campo? La situazione sta diventando sempre più insostenibile per il popolo rom dell’area metropolitana. Siamo di fronte a grosse violazioni di diritti umani.

Per questo come Comitato con i rom chiediamo:
un’alternativa adeguata a eventuali sgomberi dei campi;
inclusione  sociale abitativa , come chiede la UE;
un incontro urgente con il Sindaco di Napoli;
un incontro urgente con il Presidente della Regione, V. De Luca.


Chiediamo a tutte le associazioni e comitati che operano per i rom di darci una mano in questo momento così difficile per i nostri fratelli e sorelle rom. [alex zanotelli]

la sorte di un codice rosso

La chiusura degli ospedali napoletani è uno scandalo che non ha proporzioni di condanna, ecco perché nessuno ne parla; chi vela argomentazioni con giustificazioni parossistiche discolpa la propria incapacità a gestire la cosa pubblica. Questa doppia differenza è sempre più sottile e si fonda nella consuetudine di un ordine che non ha più identità. Sempre più fino è il filo che interseca la politica e gente, doppia iconoclasta aberrazione che ormai travalica l’intelligenza. L’ultimo tassello con i circa 500mila bambini del centro storico, ospedale efficientissimo l’Annunziata, pronto intervento pediatrico chiuso senza ragioni. Perché Prima il San Gennaro, L’Ascalesi, il CTO la stessa Annunziata avevano tutti un pronto soccorso?

L’amministrazione napoletana, e Napoli che negli ultimi anni ha visto un aumento spropositato di turisti, non ultimo la paralisi critica della viabilità dovuto all’evento di Dolce e Gabbana, con il traffico automobilistico per inaccessibilità o intasamento programmato, sposta in un unico punto tutti i codici rossi della città?!. Interi luoghi isolati dalla mancanza di soccorso, uno su tutti il rione San Gennaro nel quartiere Sanità. La piazza san Gennaro e le vie e i vicoli limitrofi, salita Scudillo e via san Vicenzo, salita Principi e rampe S.G. dei Poveri: la gente che vi abita è spacciata nel momento in cui ha bisogno di soccorso. Da questi punti del rione non ci sono vie di fuga, l'unica strada è strettissima, e per superarla significa affrontate sempre il traffico di salita Sanità. Per chi conosce la zona sa di cosa parlo: traffico a tutte le ore a partire dalla via s. Teresa degli Scalzi, così come il parcheggio selvaggio, i sensi vietati di transito, le strade strettissime... 

Un problema emergenziale che sembra non avere sbocchi. I costi della sanità pubblica in Campania sono di 10euro superiori alla media nazionale. Oggi nel pronto soccorso del Cardarelli si riversano persone che non possono pagare il tiket o che per risparmiare aspettano ore pur di farsi fare una radiografia. Nel pronto soccorso del Loreto Mare la situazione è sempre più irreale. Dalla zona costiera e dai paesi vesuviani arrivano casi disperati o semplici mal di testa, che in un modo o nell’altro intasano la sala d’aspetto o di primo intervento. Una situazione fuori dal normale che non ha precedenti e, cosa ancora più assurda in un silenzio fantastico.

Il tg3 campano ha dedicato giorno all’evento di Dolce e Gabbana, la stessa tv generalista preferisce fare inchieste nere buone solo per gli inserzionisti, la radio sfiora solo il problema mentre si continuano a chiudere reparti costati da poco migliaia se non milioni  di euro.  E’ una situazione parossistica e violenta che subisce soltanto la gente comune. Bisogna creare una mobilitazione popolare, cosa che i partiti neanche si illudono di pensare. Faccio appello ad #unpopoloincammino a quella parte di gente che sente che una tragedia è in atto. Se per caso ci tocca un codice rosso affidiamoci alla sorte. Vergona, vergogna, vergogna. [+blogger]     

perché riaprire salita scudillo

L'ho scritto più volte su questo blog. Salita Scudillo deve essere riaperta come zona pedonale o ztl visto che sono passati più di 25 anni dalla sua chiusura. Oggi più che mai, visto che hanno chiuso il pronto soccorso e tra poco chiuderanno tutto l'ospedale, questa strada rappresenta l'unica via di sbocco per il più vicino pronto soccorso. La piazza san Gennaro e le vie e i vicoli limitrofi, salita Scudillo e via san Vicenzo, salita Principi e rampe S.G. dei Poveri: la gente che vi abita è spacciata nel momento in cui ha bisogno di soccorso. Da questi punti del rione non ci sono vie di fuga, l'unica strada è strettissima, e per superarla significa affrontate sempre il traffico di salita Sanità. Per chi conosce la zona sa di cosa parlo: traffico a tutte le ore a partire dalla via s. Teresa degli Scalzi, così come il parcheggio selvaggio, i sensi vietati di transito, le strade strettissime... Aspettiamo come sempre, noi gente di serie b, che un fatto tragico "riempi" le pagine di un quotidiano, con la solita parodia politica e il solito esibizionismo dell'onnisciente previsionista. [+blogger]


ospedale 0


comitato ospedale

Il comitato per la rinascita dell’ospedale san Gennaro ringrazia tutti operatori medici e infermieri che hanno reso possibile il successo della “giornata della salute” tenutasi il 10/02/2016 nei locali messi a disposizione dai padri vincenziani a via dei Vergini. La giornata ha visto impegnati specialisti in: diabetologia, urologia, otorino, gastroenterologia, cardiologia, psicologia, nutrizione clinica, dietologia, ortopedia, dermatologia e riflessologia plantare, che hanno contattato 323 utenti del quartiere oltre a qualche centinaio di cittadini che hanno voluto firmare una petizione contro la chiusura dell’Ospedale San Gennaro. Tutto ciò nonostante il goffo tentativo da qualcuno con false informazioni e intimidazioni di impedire a medici e infermieri di partecipare alla manifestazione. Il comitato nel ribadire che il suo unico scopo è quello di battersi contro la paventata chiusura dell’ospedale e  per la difesa dell’assistenza sanitaria pubblica, invita operatori della sanità, organizzazioni sindacali, associazioni, parrocchie, cittadini del quartiere a partecipare alle prossime iniziative giornate della salute. [il comitato per la rinascita dell’ospedale san gennaro]


NO ALLA CHIUSURA DEL SAN GENNARO E DEGLI OSPEDALI DEL CENTRO STORICO DIFENDIAMO LA SANITA’ PUBBLICA

medici senza barriere



difendiamo la salute

Stamattina (19/01/’16), ho partecipato all’incontro organizzato nella Basilica di San Gennaro Extra Moenia dell’Ospedale San Gennaro sull’Assistenza Sanitaria Territoriale nel Centro Storico. Sappiamo da tempo dello scellerato piano di “riorganizzazione strutturale” (in realtà si tratta di un vero piano di smantellamento e di privatizzazione della sanità pubblica). A chi giova, dobbiamo domandarci questo piano? E’ troppo semplicistico dire che sono i privati, quello è solo la punta dell’iceberg, in realtà quello che è in atto è un vero e proprio piano di stravolgimento della Costituzione nata dalla Resistenza, in nome dei piani di stabilità che arrivano da Bruxelles. 

Quando in piena guerra Altiero Spinelli e gli altri esiliati sull’isola di Ventotene concepirono l’idea di Europa unita, pensarono ad un Europa che fosse una comunità di popoli liberi e solidali, che mettesse al centro le persone e i loro diritti inalienabili, uno di questi è il diritto alla salute. Come è possibile che la nostra politica regionale e nazionale siano così miopi da non rendersi conto che accorpare e smantellare presidi sanitari, equivale a sconvolgere interi territori, da quelli con migliaia di abitanti come il nostro alle piccole realtà come le Valli del Pinerolese, con famiglie che saranno costrette a fare dei “metri” per avere quello che spetta loro per diritto costituzionale? E come mai se persino negli USA, lo Stato più capitalista al mondo, Barack Obama è riuscito a far passare una legge federale sull’assistenza sanitaria pubblica malgrado la serrata resistenza delle lobby assicurative, in Italia si vuole fare l’esatto contrario? [Vincenzo Minei]