All’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli dott. ssa Roberta Gaeta
OGGETTO: Emergenza freddo: accoglienza senza fissa dimora presso l’Istituto la Palma
Negli ultimi giorni le condizioni meteo stanno mettendo a dura prova la vita dei senza fissa dimora. L’opinione pubblica viene colpita dalle morti per il freddo e reagisce con proclami e appelli alla solidarietà per chi sta vivendo questo disagio. Nonostante gli sforzi delle istituzioni, ci sono ancora altri disagi che vanno affrontati.
La cooperativa La Locomotiva sta garantendo l’accoglienza di 85 senza fissa dimora presso l’Istituto La Palma, sito in Salita Mauro al Rione Sanità. L’orario di accoglienza è dalle ore 19:30 alle 8 del mattino. Date le condizioni climatiche critiche, però, questo non basta più a proteggere i numerosi ospiti della struttura bisognosi di un riparo anche prima di quell’orario di apertura.
Come Presidio Permanente contro la chiusura dell’Ospedale San Gennaro che da mesi è in lotta per tutelare il diritto alla salute, e come Rete Rione Sanità, riteniamo che il Comune di Napoli debba provvedere ad una soluzione immediata del problema e proponiamo di anticipare l’orario di apertura dell’accoglienza dell’Istituto La Palma almeno alle ore 16 per affrontare le esigenze del momento. [Presidio Permanente contro la chiusura dell’Ospedale San Gennaro/ Rete Rione Sanità]
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2 euro
Sono bastate due euro cadauno per ripulire vico san Gennaro
dei poveri. Sono bastate uno disoccupato, una scopa, una paletta, una busta
della munnezza e l’autotassazione. Notizia questa che non fa sensazione né
scandali. Eppure quell’esborso l’hanno fatto famiglie di nullatenenti, di
cassintegrati, di senza lavoro, di scassati dalla società. A ripulire il tutto
un altro scassato reietto della
società. Un atto dovuto?, no!, per me un atto rivoluzionario che passa nell’indifferenza.
Piccoli spazi ritagliati in 5chilometri quadrati, più di 50mila abitanti che in
qualche modo resistono alle accuse. In fondo sono solo due euro. A Napoli si
dice: chi sparte ave ‘a peggio parte!
PRIMA
DOPO
una stupida partita di calcio
E se una stupida
partita di pallone potesse far dimenticare le morti bianche? Esse potrebbero
diventare rosa come la pantera, oppure marrone come l'orso Yoghi. Forza
Napoli... qui fermenta l'acido delle persone infette. Nella città di Dante, giù
sempre più giù, i giocatori ieri sera correvano dietro l'Amorphophallus.
"Guadagnare
soldi non è peccato" ha detto la ministra Severino: certo, chi guadagna
7milioni di euro l'anno cosa dovrebbe dire: "posso salvare circa 20.000 mila
bambini muort'e famm?” Certo che non è peccato se ha definire quest'ultimo
termine è la Giustizia in persona. Si guadagna sull'AIDS, sui Cancri, sulla
Leucemia, sull'Artrite Reumatoide, sulla Scabbia, sulla sclerosi laterale amiotrofica,
sui bot e cct, sulle Assoluzioni dai Peccati, sulle Figurine di Padre Pio e
sulle figurine di merda!
ù
E poi si muore per 800euro al mese. C’è chi spara per 500 euro cadauno,
chi gioca sull’amina e chitemuort, chi testimonia la fine del mondo, chi si
inventa l’escort, chi investe in armamenti. È legittimo guadagnare, come è legittimo
non pagare chi lavora in un call center, chi scambia i contratti di lavoro per
spazzatura, è legittimo chi ti fa lavorare, in fondo ti sta facendo un piacere!
Non protestare, tanto è inutile, fuori ci sono 50 ragazzi pronti a
svendersi per guadagnare. Fare la puttana o il puttano è sicuramente più
dignitoso. È più dignitoso che morire senza una giusta litania. Qui continuano
ora e per sempre le differenze, anche nel calcio qualcosa sta cambiando. Il calcio,
il tifo, il Napoli ci fa sognare, come si sognano i soldi, il lavoro, la
reputazione, la dignità! [+blogger]
nulla di più
Piazza sanità, una coppia di srilankesi con tre figli, un’altra che si è sposata da poco: per far venire in Italia suo marito ha dovuto sborsare 8000 euro. Vivono assieme in una casa di circa 30metri quadri. 400 euro al mese più 30 euro condominio a parte luce, il gas, ecc ecc. La prima coppia guadagna circa 700 euro al mese, lui fa il portiere di un albergo di notte, lei la sguattera per il quartiere. L’altra coppia, gli sposini, la donna lavora alle dipendenze di una vecchia baldracca di corso Vittorio Emanuele, lui per adesso non conosce la lingua e sta a guardare la moglie. Assieme le coppie guadagnano circa 1400 euro che devono ripartire per la casa, il condominio, le spese per le cure mediche, per mangiare, per mandare soldi ai parenti, per vivere, per amare nella felicità.
Una delle donne spesso mi chiede dove può comprare a buon prezzo il detersivo, la frutta, l’olio, i vestiti per i figli. Hanno lasciato i pareti stretti, hanno lasciato la loro infanzia, fanno l’amore per corrispondenza, si sposano per “successione”.
Queste persone emigrano dalla povertà, si fittano case che costano più di quello che guadagnano, si fidano delle “sanzare” povere che spiluccano soldi, accettano lavori sottopagati. Vivono una condizione ibrida in un paese straniero, vivono in un rione povero dove lo sfruttamento non è compreso abbastanza, vivono per dichiarare guerra alle monetine che ti permettono di campare. E’ la storia di Eduardo e del suo vicolo?, è la voglia forse di imparare una nuova lingua? E’ forse la forza della sincerità che ti trascina via, che ti lascia indietro, che ti fa capire che l’esistenza è solo questa? Malgrado tutto c’è la vita, se la sporchiamo o no, questi sono problemi nostri e non solo, se invece una persona è costretta a lasciare il paese d’origine è perché la sua terra ha deciso di non essere più “sfruttata”.
Mi avvicino con discrezione e spesso sento il loro disagio, è un disagio che vivo anche io qui a Napoli, da Italiano, un disagio che mi trapassa, mi respinge, che ritorna come ritorna il nostro passato. Vi consiglio di vedere un film: “Almanya – La mia famiglia va in Germania”. Non si parla di srilankesi ma di turchi che emigrano in Germania. [+blogger]
il risultato più importante della rete
Una cosa è certa, se la Rete Sanità non avesse fatto un granché dalla sua costituzione, e se invece si fosse concentrata solo sulla scuola d’immigrati dell’Ozanam bhé, questa iniziativa da sola varrebbe il premio della “solidarietà” riconosciuta dalla gente del rione e dalle sue numerose associazioni. Un centinaio d’immigrati seguono i corsi d’italiano il lunedì e il giovedì dalle 19,00 alle 20,30. Suor Lucia, invece, insegna tutti i giorni di mattina e di pomeriggio. Il 22 dicembre abbiamo festeggiato con una tavolata degna del più classico teatro di Viviani, come testimoniano le foto di cui sotto. L’anno scorso hanno superato l’esame di terza media 9 studenti su 12 (2 dei quali non si sono presentati). Quest’anno si prevedono nuovi esami, si spera che la scuola possa diventare essa stessa sede d’esame. E’ questo, a parer mio, il risultato più importante della Rete Sanità. Ci sono altri volontari? Benvenuti! [Suor Lucia, Gennaro, Giovanna, Sara, Tiziana, Anna Maria, Andrea, Antonio, Battista, Carmela, Francesca, Giada, Stefano, Cinzia]


















