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pensare di votare...

Come si può andare a votare per non far eleggere gli in candidabili? Una cosa non ho mai capito: mi accusano che quando non vado a votare faccio un piacere alla maggioranza; ma se ‘o puorc è n’fettat da capa, come posso pensare di cambiare le cose?! Se la legge permette di candidare i condannati, gli indagati, i trasformisti, i voltagabbana, i collusi, i concussi, ecc., bhè, allora mi dite come posso esprimere il mio voto democratico? Come si può mai pensare di essere contro la pena di morte, poi quando c’è da decidere di ammazzare 1000 o 100 persone si sceglie il meno peggio? Mi dispiace, ma si dice NO!, io non scelgo!, io non ammazzo!, io sto con Caino! Ecco come il PD e il PDL in Campania hanno candidato chi ha un processo in corso, chi è stato condannato, ecc. Nomi e Cognomi:



Antonio Amente (Campania in Rete per De Luca) / Antonio Agostino Ambrosio (Forza Italia) / Carmine Attanasio (Verdi) / Carlo Aveta (Campania in Rete per De Luca) / Tommaso Barbato (Campania Libera per De Luca) / Dario Barbirotti (De Luca Presidente) / Raffaele Cardamuro (Forza Italia) / Mario Casillo (Pd) / Gennaro Castiello (Noi sud per Caldoro) / Armando Cesaro (Forza Italia) / Bruno Cesario (Udc per De Luca) / Gennaro Cinque (Forza Italia) / Angela Cortese (Pd) / Rosa Criscuolo (Cd – De Luca) / Ugo De Flaviis (Ncd per Caldoro) / Vincenzo De Leo (Campania in Rete per De Luca) / Silvia De Luca Ferrara (Campania in Rete per De Luca) / Dario D’Isa (Noi Sud per Caldoro) / Pietro Diodato (Ncd per Caldoro) / Fernando Errico (Ndc per Caldoro) / Pietro Foglia (Ncd per Caldoro) / Corrado Gabriele (Psi per De Luca) / Giuseppe Galasso (Forza Italia) / Alberico Gambino / Carlo Iannace (De Luca presidente) / Massimo Ianniciello (Forza Italia) / Pietro Maisto (Caldoro Presidente) / Attilio Malafronte (Campania in Rete per De Luca) / Franco Malvano (De Luca presidente) / Diego Manna (Sud per De Luca) / Nicola Marrazzo (Pd) / Sandra Lonardo Mastella (Forza Italia) / Sergio Nappi (Caldoro Presidente) / Enricomaria Natale (Campania in Rete per De Luca) / Marco Nonno (Fratelli d’Italia per Caldoro) / Luciano Passariello (Fratelli d’Italia per Caldoro) / Paolo Romano (Ncd per Caldoro) / Gennaro Salvatore (Caldoro Presidente) / Rosalia Santoro Turco (Campania in Rete per De Luca) / Cosimo Silvestro (Campania in Rete per De Luca) / Luigi Sorianiello (Campania in Rete per DeLuca) / Antonella Tramontano (De Luca presidente) / Teresa Ucciero (Campania inRete per De Luca) / Annalisa Vessella Pisacane (Cd – De Luca) Vincenzo De Luca            

renzino alla sanità

Dopo Grillo anche Renzino nel rione Sanità. Una moda o forse qualcosa di più che una semplice campagna elettorale. Alle ultime elezioni l’affluenza è scesa di parecchio, mentre fiumane oceaniche in passato chiedevano di votare. Rappresentanza scarsa con questo sistema elettorale? Forse i più delusi sono proprio quelli che un tempo si riconoscevano nella sinistra. I quartieri poveri hanno questa caratteristica, sono delusi per eccellenza. E’ vero che i voti si spostano per “virtù”, ma i più attenti questa volta cercano consensi tra gli ultimi. Gli ultimi mettono un po’ d’accordo tutti, parlare di lavoro in un rione ghettizzato è una formula trasversale ma efficace. Gli ultimi sono tantissimi e se scappano dal voto può diventare realmente un problema.

Se per caso tutti assieme decidessimo di non votare, cosa succederebbe a livello internazionale? Potrebbero gli Stati Uniti d’America continuare a dialogare con un interlocutore illegittimo e “vantarsi” della loro democrazia? Ma dopo il quasi voto di protesta a favore dei grillini, dopo la seria possibile occasione di perdere queste elezioni da parte del pd/pdl, dopo la paura che la differenza tra politica e popolo marcisca ulteriormente a protezione del qualunquismo rappresentativo bhé, dopo questi ed altri innumerevoli indizi, anche i più saccenti e accidiosi ignoranti capiscono che il momento è delicatissimo e che è meglio rivolgersi altrove.


Concludo sempre ripetendo citazioni dell’ultimo libro che sto leggendo. ”Se sei nato povirazzo senza coscienza, e nella vita sai solo zappare, magiare, bere e procreare povirazzi come te, infondo non sei padrone delle tue azioni e lo stato, che è signuri e patruni e quindi, per sua stessa natura, superiore e magnanimo, deve capire e macari pirdunari; ma se hai studiato, hai viaggiato, e ti fai bello nelle città con cravatta e cappello e, nonostante questo, poi mi sventoli la bandiera rossa e mi vuoi rivoluzionare la minchia, allora sei proprio di una mala razza, una gramigna spuntata solo per infestare lo stato e che lo stato, in quanto patruni e signuri, deve strappare senza pietà”. [+blogger / cit, Francesca Chirico “Arrovescio” ]                 

[s]miracolo italiano

Non so cosa credere maggiormente se al miracolo di san Gennaro oppure alle parole pronunciate ieri sera da Silvio Berlusconi. Sarebbe bello che tutti potessero avere la possibilità di fare quello che ha fatto l’ex presidente del consiglio, monopolizzare tre reti per difendersi da un terzo grado di giudizio. Ci sono ragazzini che marciscono in galera per aver commesso uno scippo, gente che lavora e che non viene pagata, sarebbe bello far parlare tutti quei “salariati” disoccupati o inoccupati (anche con la laurea) che ad un colloquio di lavoro si sentono dire: “400 euro mensili, una giornata intera di lavoro… c’è gente che è disposta a lavorare per meno”.

Ho chiesto anche io il miracolo a san Gennaro. Mio padre è stato licenziato diversi anni fa, dopo aver lavorato 40 anni con la stessa azienda, senza ricevere il trattamento di fine rapporto  né i contributi pensionistici. Ma purtroppo il sangue non si è liquefatto. La storia è più complicata e tragica ma avrò il tempo di scriverla (se ne avrò voglia) la prossima volta. La televisione ieri ha trasmesso la [s]democrazia in diretta, stamattina il [s]miracolo napoletano.


La passione, l’affetto, la verità si misurano con il consenso, così come lo schermo proietta la sensazione che migliaia, milioni di persone annuiscono come automi. Tutti dettano il proprio accordo, le riprese creano senso pacifico e di affratellamento così come, ad esempio, la telecamere accesa 24 ore su 24 sulla tomba di padre Pio. Quello di Berlusconi è un linguaggio seminatrice, è un  fallo di Priapo che crea la situazione magica. Il sangue di san Gennaro fa applaudire “inconsapevolmente”. La sintonia digitale è solo una sensazione, la realtà e il pensiero sono ben altro. Tutti possiamo credere a Berlusconi; tutti possiamo credere al miracolo del sangue; tutti possiamo lavorare per 400 euro al mese. Viva la libertà. [+blogger]                   

durante le elezioni

Sono anni che durante le elezioni politiche mi chiedo quale partito votare? E alla fine mi rinfranco nel sentire la mia anima tranquilla. Mi richiedo: voto la coerenza, la sensibilità, i fatti, la perseveranza, la giustizia. Nel mio ideale dovrei votare, come la democrazia dice, chi più mi rappresenta: laureato, specializzato, precario, inoccupato, preoccupato, lavoratore, licenziato numerose volte ecc, ecc.

Vorrei votare un partito che nel suo programma avesse scritto: “Gli operai devono guadagnare da 2000 a 2500 euro al mese; ricevere in busta paga i contributi e il TFR da versare per la vecchiaia. Immediato, per la dignità dei più poveri, un welfare che parta dalla cura dei bambini e finisca con quella dei più anziani. Ristrutturazione generale di tutte le barriere architettoniche. Livellamento del benessere: tutti devono poter contribuire allo stesso modo in virtù della ricchezza conseguita abbattendo le disparità. Stipendi ai politici, ai vertici della RAI, ai manager, a chi fa televisione, cinema, calcio ecc, ecc, uguali a tutti gli atri stipendi. Ricchezza avanzata: distribuita in ragione ad una esistenza più comoda e tranquilla.

Bhè, questa è solo una piccolissima bozza che nemmeno per fruscii nascosti sono riuscito a sentire e leggere nei programmi politici. Eppure tutti sanno che è così, che i poveri diventano sempre più poveri e tanti, e i ricchi sempre più ricchi e pochi. Ma, come diceva un prete del rione in passato: l’uomo tiene due teste, una sopra e l’altra sotto. Se ragiona fa funzionare quella di sopra, se invece il pensiero è rivolto alla testa di sotto è n’a capa e cazzo. [+blogger]