Il Cardinal Bertone in Cile ha affermato che la pedofilia è sinonimo di omosessualità. In questo forse non si è sbagliato, anche se così facendo ha condannato ancora di più la chiesa e i preti. Il segretario del papa non ha tenuto conto di un fatto abbastanza importante. Nella stragrande maggioranza i preti pedofili sono anche omosessuali, mentre i laici no. Il padre che violenta la figlia piccola, lo zio sporcaccione con le nipoti, lo “spione” della porta accanto ecc, ecc, hanno solo questo problema, di essere violenti e quindi un pericolo per la società. Gli ecclesiali, invece, sono quasi sempre anche omosessuali, basta vedere le cronache, leggere i giornali o altre fonti. Ieri ne discuteva uno ascoltatore su radio24.mi scappa, che faccio?
Il Cardinal Bertone in Cile ha affermato che la pedofilia è sinonimo di omosessualità. In questo forse non si è sbagliato, anche se così facendo ha condannato ancora di più la chiesa e i preti. Il segretario del papa non ha tenuto conto di un fatto abbastanza importante. Nella stragrande maggioranza i preti pedofili sono anche omosessuali, mentre i laici no. Il padre che violenta la figlia piccola, lo zio sporcaccione con le nipoti, lo “spione” della porta accanto ecc, ecc, hanno solo questo problema, di essere violenti e quindi un pericolo per la società. Gli ecclesiali, invece, sono quasi sempre anche omosessuali, basta vedere le cronache, leggere i giornali o altre fonti. Ieri ne discuteva uno ascoltatore su radio24.abboffati di mazzate
il chiacchiericcio...
Questa Pasqua abbiamo saputo una cosa sul conto di papa Benedetto XVI che un anno fa non sapevamo: che è stato coinvolto nell’insabbiamento di due casi di stupro e molestie sui bambini, avvenuti uno in Germania e l’altro negli Stati Uniti. A questo punto è difficile distinguere la sua carriera da quella di tanti altri vescovi e cardinali colpevoli di aver ignorato o insabbiato gli abusi compiuti dai loro sottoposti sul corpo e sull’anima di persone giovani e vulnerabili. Il Vaticano ha passato la settimana santa a replicare a queste accuse, ma non può cancellare i fatti. Il caso tedesco è quello più chiaro, in quanto direttamente legato all’allora cardinale Joseph Ratzinger. Ecco i fatti: un sacerdote di nome Peter Hullermann è stato giudicato colpevole di aver stuprato i bambini di almeno tre famiglie di Essen alla fine degli anni settanta. Il parroco dichiarò che le famiglie “non avevano voluto sporgere denuncia”, e così il caso finì davanti a Ratzinger. Il cardinale decise di non denunciare il sacerdote ma di spedirlo in terapia, consentendogli di restare in attività, e quindi di compiere nuove molestie.Il papa ha reagito alle notizie facendo attaccare il quotidiano statunitense dai suoi sottoposti e facendo definire “chiacchiericcio” le nuove rivelazioni. Il caso statunitense è più complesso. Riguarda gli abusi commessi nel Wisconsin su duecento bambini sordi da parte di un certo padre Lawrence Murphy. Gli stupri, le molestie e gli abusi sono andati avanti per decenni e le gerarchie ecclesiastiche si sono rifiutate di intervenire. Come ha riferito il Milwaukee Journal Sentinel, Murphy “entrava di notte nel dormitorio, li portava in uno stanzino e li molestava”. Ci sono voluti
vent’anni (e duecento vittime) prima che il caso arrivasse a Roma nel 1996. Alcuni degli abusi erano avvenuti dentro il confessionale, quindi doveva occuparsene il capo della Congregazione per la dottrina della fede Joseph Ratzinger. I principali colpevoli di questi abusi sono stati gli arcivescovi locali, che sapevano tutto e non hanno fatto niente. Ma quando il caso è arrivato all’attenzione di Ratzinger, nel 1996, la Congregazione ha preso tempo, non ha allontanato il colpevole dal sacerdozio e quando Murphy stava ormai per morire, ha chiesto alle autorità ecclesiastiche di interrompere il processo canonico. Ratzinger ha dovuto gestire il caso di un sacerdote che aveva abusato per decenni di duecento bambini sordi. Perché non ha pensato di doverlo risolvere rapidamente? Doveva proprio preoccuparsi del rischio di uno “scandalo dilagante” e dell’“esigenza di segretezza”?
roberta, vico sanfelice
“Mi puoi scrivere una lettera?” In che senso? “Nel senso che tu hai studiato e quindi saprai scrivere sicuramente meglio di me”. E cosa dovrei scrivere? “Niente, scrivi... amore mio, ti amo, la bambina ti pensa sempre, io non ce la faccio più a stare senza di te, sei nel mio cuore... e altre cose del genere”. Ve bene, ci proverò. Roberta, nel vicolo ci ha vissuto circa due anni, con il marito e la figlia. La mattina apriva sempre tardi la finestra e spesso la sorella le veniva a fare un po’ di compagnia. Una bella ragazza alta, capelli corti con un sorriso sempre pronto e anche un po’ canzonatorio. Nel palazzo di fronte al suo basso vive un uomo di una certa età distrutto dal dolore perché ha perso la moglie da poco. Dopo mesi l’uomo ha fatto amicizia con una donna più giovane dell’est europeo che ha preso il posto della defunta consorte. In pochi giorni l’anziano signore è stato portato per diverse volte a pronto soccorso per sospetto infarto. Roberta è piuttosto attenta e quando vede scendere la barella con l’uomo supino il suo sorriso smorzato diventa sfottò e quasi ammirazione per un vecchio che ha ancora il coraggio di arare i campi dell’amore. Mi guarda con un po’ di dolore e con un po’ di ironia, e mi dice: “Anto’, ma che è?”un gay per il vomero
Un consigliere della V Municipalità, quartiere alto della Napoli “perbene”, ha intenzione di avviare una crociata contro una agenzia di viaggi per gay. Andrea Fonsmorti nella sua lungimiranza ha spigato che “L’idea di una agenzia di viaggi per gay è ripugnante… La prima è che è un chiaro segnale autodiscriminatorio che inneggia al turismo sessuale e questo rappresenta uno scempio per la cittadinanza vomerese… In secondo luogo, ricordiamo come le comunità omosessuali puntino particolarmente sul Vomero per mettere in risalto le proprie attività di marketing sessuale”.Basta commentare quello che ha scritto, altrimenti finisco per fargli pubblicità. Insomma una vera lezione di civiltà arriva dai quartieri alti della città, ecco perché il Ministro degli Interni ha lanciato un’altra provocazione per Napoli: “un sindaco leghista, by ciuccio bianco azzurro”.
Il rione Sanità, sceso negli inferi perché sta sotto alla collina del Vomero, pacato per la normalità e una intelligenza senza precedenti, qualche settimana fa ha pubblicato un articolo uscito sulla rivista loop (http://quartieresanita.blogspot.com/2010/03/ni-hombres-ni-mujeres.html). Ora provo a riassumere brevissimamente, attraverso le frasi dell’autrice, quello che c’è scritto nell’articolo, parlando della comunità TTTI argentina (travestis transgender transxuales intersex).
“Lohana si definisce un travesti, una donna, socialista, indigena, grassa, povera, di colore, lavoratrice, e ancor di più, che nulla vuole salvo creare un mondo in cui essere accettata. …il punto di partenza delle rivendicazioni TTTI è il rifiuto del dualismo e di tutte le logiche binarie, l’abbandono del punto di arrivo a favore di un punto di partenza che si ribella alle opzioni esistenti anche nelle Istituzioni… In questo gioco la resis-trans cessa di essere un territorio travesti per diventare uno spazio politico trasversale. Una creazione politica la cui forma è una tangente di cui si conosce l’inizio la non la fine, in cui muovere passo dopo passo a partire dalle certezze che il presente non può essere salvato, e del desiderio di sogno e di amore…
Sono quasi certo che il signor consigliere non ha capito un granché, al di là delle logiche foucaultiane, temi del genere li possiamo capire solo noi abitanti dei bassifondi partenopei. Che sballo, il quartiere sanità che filosofeggia, parlando di una logica umana binaria, tema affrontato da grandi pensatori intellettuali del passato. Il rione che discute di temi internazionali, temi che riguardano le grandi città europee e del mondo. Per fortuna che i vomeresi non sono tutti così. [+blogger]
ieri… dell’angelo

Era intorno all’una di notte di eri 5 aprile. Sulla strada che da Pomigliano porta a Casalnuovo, fino a Poggioreale, una miriade di corpi bianchi camminavano sotto la pioggia, instancabili e fieri. Qualcuno si distingueva per il rosso, qualcun’altra per l’azzurro. Le 4 frecce di posizione accese scongiuravano il pericolo. La pioggia incessante, sigarette accese, braccia unite l’un l’altra, un passo frettoloso e pacato, una meta da raggiungere per onore, per disincanto, per devozione.
buona pasqua… fantastico!
Le dichiarazioni del presidente della nostra circoscrizione sono eclatanti e sensazionali, finalmente i nostri rappresentati municipali sono andati da chi di competenza per “rimodernare” il quartiere. Tutti i consiglieri hanno firmato una lettera, data 01/04/2010, indirizzata al prefetto, al capo dei vigili urbani, al direttore dell’asl. Si legge: “…rilevante problema da risolvere è il traffico, il parcheggio selvaggio alla via vergini, via Sanità, san Gennaro dei Poveri dove, importantissimo, esiste un pronto soccorso… alla via Fontanelle, piazza Mario Pagano, ecc.Chiediamo soprattutto la presenza di vigili urbani che multano le automobili in caso di sosta vietata. Una zona pedonale più ampia per i diversamente abili possibilmente controllata e sicura. Pronto intervento NU con la presenza di ausiliari che multano chi scarica, accanto ai cassonetti dell’immondizia, materiale illegale come tv, armadi, tavoli, computer vecchi, amianto.
Chiediamo la riapertura della Salita Scudillo, arteria importante e caratteristica del rione chiusa da più di vent’anni. Riapertura del Cimitero delle Fontanelle, ossario storico e tra i più suggestivi del mondo, sono stati spesi diversi milioni di euro per restaurarlo senza un risultato concreto. Chiediamo una sedia a rotelle per la signora … che non ha le gambe, da più di 10 mesi combatte per averla. Chiediamo che mai più debba succedere che una mamma ed un bambino non italiani muoiono di freddo e asfissiati per colpa della povertà.
Chiediamo garanzia per le persone e per la vita sociale, rispetto e dignità, chiediamo alternative valide. Chiediamo garanzie minime per la gente, per i lavoratori, per i malati, per i “diversi”, per gli immigrati, per le casalinghe, per i senza fissa dimora (questa parte è superflua, ma noi la vogliamo ribadire con forza)”.
In calce alla lettera, con caratteri diversi e usando un formato più piccolo, anzi direi piccolissimo, c’è scritto: “pesce d’aprile”. [+blogger]
la lega di fanzaga
Molti preti e vescovi accusano padre Alex Zanotelli di confondere la politica con il credo cattolico, meglio starsene chiusi in convento a pregare per i morti che a protestare per una centrale nucleare che fa nascere bambini storti e con una cozza al posto del cervello. Togliamo pure l’acqua e la luce alla mamma di Elvis e facciamoli morire di freddo tanto poi saranno le preghiere a salvarli dalla città di Dite.Renzo Bossi ha 21 anni ed ha vinto le elezioni a consigliere regionale in Lombardia: è uno dei più giovani politici mai esistiti nella storia dell’Italia Unita. Cruciani ne “la zanzara” (radio24), intervistandolo si è fatto spiegare cos’è la bandiera italiana, ossia cosa vale per lui ma la risposta, come prevedibile è stata indefinita, mettendo in risalito la padania e la sua squadra di calcio che vorrebbe sfidare, nella città di Milano, l’Italia di Lippi.
Noi abbiamo le incoerenze in casa, ma non le sfruttiamo a dovere e con i dovuti “ringraziamenti”. I leghisti dichiarano che oggi sono un partito forte perché la coerenza e la determinazione li contraddistingue. Un leghista medio riconosce un Italia a metà, anzi, uno solo terzo, (il nord, senza centro, ne sud), quindi sarebbe coerente che lo stipendio che percepisce per fare il consigliere, il presidente della Regione, il sotto segretario, il Ministro, fosse di due terzi decurtato perché a versarglielo sono gli italiani che abitano “sotto lo stivale”.
Non riesco a capire se il papa sia diventato leghista o se il partito padano sia stata colpito da una crisi mistica di valori cristiani. Mi scuso, ho lasciato una preposizione incompiuta, quella che ho iniziato scrivendo questa articolo. Voglio dare un consiglio a Zanotelli: padre ascolti Radio Maria, il suo “collega”, padre Livio Fanzaga, ha commentato così la vittoria di un leghista in Piemonte e della Polverini nel Lazio: “Bonino, Bresso, il cattolico non è fesso”. La politica non è cosa da preti! [+blogger]
dialogo tra sordi...

Il fatto che il governo di Silvio Berlusconi possa imporre alla televisione Pubblica la sospensione di alcune trasmissioni è allarmante. Che poi