l'amianto è sempre qui!!!!

ANCORA NESSUNO VIENE A PRENDERE L'AMIANTO, E' ASSURDO!

UN POVERO ROM CHE GUARDA DENTRO LA BUSTA PER CERCARE QUALCOSA

IL MANIFESTO CHE ABBIAMO ATTACCATO STAMATTINA

POI LA BUSTA RIMANE APERTA: ANCORA PIU PERICOLOSA!

SUL MANIFESTO C'E' SCRITTO: "ATTENZIONE TUMORE PRONTO PER L'USO"

banco alimentare

Venite puntualmente a prendere voti, poi a levar la munnezza, come l’eternit depositato a piazza sanità da una settimana, siete tutti dei “nani” rachitici. Sapete solo sporcare illegalmente il rione con le vostre belle facce da culo.

Sempre e solo brutte notizie così non si costruisce niente”. Le accusa rivolte al blogger, disgregatore di una unione di fatto salda ed efficace. Le notizie buone non le conservo nel frigo, non le mangio e nemmeno le polverizzo. Diciamo invece che molte persone non hanno il coraggio di denunciare, di chiarire, di smentire le assurdità e le incapacità… o gli intrallazzi.

Un organizzatore del banco alimentare presso la basilica di santa Maria della Sanità mi ha raccontato che in passato alcuni consiglieri della Municipalità gli avevano promesso 15 pacchi per aiutare i più poveri del quartiere, contenenti zucchero, caffé, pasta ecc, ecc. La fonte mi ha riferito anche che questi pacchi non arrivavano nei giorni stabiliti come da accordo. Messosi in contatto con chi di competenza gli avrebbero risposto che, in relazione a dei problemi inspiegabili, i pacchi diminuivano da 15 a 10. I pacchi comunque continuavano a non arrivare e, come sempre, il volontario cercava di sapere il perché del ritardo. Ricontattati per l’ennesima volta gli facevano sapere che la cifra continuava a scendere e che da 10 si passava a 7 e da sette forse anche a cinque. Finalmente arrivavano i pacchi per il banco alimentare, con tutta la gioia del volontario che non vedeva l’ora di darli ai bisognosi.

Sembra una favola, ma forse così è. Il povero volontario si trovava con solo 3 pacchi e senza una briciola di spiegazione plausibile. Ma che fino avevano fatto gli altri pacchi? Perché durante il “tragitto” i pacchi per i meno abbienti del rione da 15 diventavano 10, poi 7, 5, ed infine 3? In un film, “così parlò bellavista” si raccontava che per “farsi la comodità”, meglio comprare un bel set di bare, costruito con legno massello, rifinite con merletti finissimi, comodi cuscini e i piedi a zampa di leone. Insomma, la volete proprio una buona notizia, vi servo subito. Una brava donna ha vinto 15.000 euro al banco lotto, si era sognata che arrestavano tutti gli autori degli anonimi illeciti. Un ridere, perché tra gli arrestati c’era suo marito, una figlia, due cognati e la badante polacca. [+blogger]


cosa insegnare...

Parlare con i giovani e i giovanissimi è cosa ardua, il loro linguaggio, gli atteggiamenti, le considerazioni, le opinioni divergono nella sostanza e nelle caratteristiche, gli adulti questo lo devono capire e comprendere. Arginare un problema di natura amorosa, ad esempio, è cosa parziale, inadeguata e priva di riscontri oggettivi. Cosa ancora più ardua è parlare di politica, oggi neanche i grandi riescono a discutere serenamente e con imparzialità. Ma nella società esistono della prerogative incerte, delle condizioni generali, delle inusitate semplici convinzioni che hanno superato di gran lunga la morale adolescenziale.

Come insegnare ad un/a ragazzo/a l’informazione politica, la ricerca scientifica, il gioco del calcio, se non ci sono abbastanza precauzioni per l’uso? Come disinfettare la notizia e scorticare sotto le scoperte sensazionali o le innovazioni che salveranno il mondo? Certo in questa società “del sapere” un adolescente avrà ben chiaro le sue idee se vuole fare il corista di Ratisbona, oppure il giurista politicizzato, o la ministra delle pari opportunità. Un avvocato che difende i suoi assistiti a suon di leggi e decreti, ha dalla sua parte la legge, anche se poi quella stessa legge la modifica, la distorce, la cambia nel momento in qui non può più presentare appello; diventare volontario della protezione civile è un rischio visto gli andazzi e le marachelle.

Insegnare per chi votare è ancora più rischioso. I lavoro pubblici sono quasi tutti già assegnati, al nord il nepotismo e le bieche mazzette, al sud la mafia e l’illegalità dalla lunga data. Un giovane troverà sicuramente espressioni per le sue frasi troncate come in un sms o in una chatt. Gli insulti degli adulti in televisione, nelle radio, su internet. L’italiano scritto e parlato ha sempre giustificazioni, si può affermare e nello stesso momento smentire usando le stesse identiche parole. Cosa può apprendere un giovane o un giovanissimo? Se a scuola le ragazze hanno nella borsetta rossetti, specchietti, cipria, pettini e ogni cinque minuti vanno in bagno a guardarsi, se i ragazzi gelatinati con jeans di marca, scarpe firmate e occhiali a palla rasentano il ridicolo, è soprattutto vero che la nostra forma educativa imita le “paradossali” invenzioni dei nostri maestri: un tempo era l’ingegno, l’intelligenza, oggi è invece l’artificiosa esistenza parossistica.

Attenzione questo articolo è valido se e solo se chi lo legge ha già concluso un percorso di studi fatto di velini e velone, di satira esistenziale, di ascetismo agnostico e di neutralità psichica. Per i primi due termini assumo ogni responsabilità per gli altri credo che sia una questione di stile. È la domanda catartica dell’”essere o non essere”, oppure la medesima espressa in modo più arcaica: è nato prima l’uovo o la gallina? [+blogger]


amianto a piazza sanità


Stamattina appoggiate al muro della basilica di santa Maria della Sanità, c’erano due buste di immondizia piene di eternit e alcuni pezzi buttati così per strada e sul marciapiede. Chi lavora nei paraggi ci ha confermato che le buste sono lì da più di 3 settimane. L’inciviltà non ha limite e non ha pudore, assolutamente e con urgenza devono essere rimosse. Non riusciamo a capire come siano possibili assurdità del genere. Noi della redazione chiediamo con forza che siano tolte al più presto, senza un minuto da perdere. Chiediamo alla municipalità di intervenire con tempismo. Se ciò non accadrà saremo costretti a denunciare chi di competenza. Giriamo questa notizia alla rete sanità, al presidente della municipalità e ai vari assessori preposti.


hinterland napoletano


Pregiudizi, razzismo, noncuranza, rassegnazione e disinteresse. La periferia napoletana, hinterland aggregativi, unione di fatto perversa, eterogenea, abbandonata e ricca. Elucubra la mente di gestori malavitosi, opinionisti d’affari, baldorie comunali e politiche, bieche triviali per accaparrarsi l’ultimo cestino del banco alimentare. Napoli sopporta, sopporta la sua periferia, sopportano gli “eletti” che nel silenzio rimuginano, sopportano gli scettici e le casalinghe.

Terra di mezzo, bivio senza frontiera, un corso spezza l’altro: lì i nolali, i bruscianesci, i pomiglianesi, i boschesi, là i napoletani invadenti, incivili, impotenti e rozzi. Gli uni saccheggiano gli altri, è la guerra tra poveri rivoltosi in cerca di paradisi. È la guerra dell’immondizia, dell’acqua, dell’aria e della sopravvivenza. Nei limiti accerchiati, i rom, gli “extracomunitari, quelli che puzzano di piscio, di catrame, di saliva, di sperma. Gli effluvi salgono fin alla finestra di donna Concetta che ogni domenica prepara il ragù e le salsicce. Un urlo disperato, una constatazione inopportuna, l’ultima catapecchia, tugurio insanguinato, prende fuoco e brucia. Un colore ardente e affascinante, un rosso arancio celeste bianco, è la disinfestazione catartica, e la marijuana che si frantuma in mille foglie, si sbriciola come un cristallo purissimo.

Nel treno i giochi sono fatti. Molti si accostano all’obliteratrice, aspettano l’abbonato o chi ha paura di mostrar le sue “vergogne”. Poi infila uno dietro l’altro per irrompere la frontiera ed eludere la sorveglianza. Una questione di abitudine, di malaffare, di povertà. Tutti nel vagone sentono il diritto di protestare, di scacciare, di spostarsi leggermente per non lasciare posto. L’Italia forse non è razzista e forse neanche la nostra città. È la sostanza che manca, è l’immaginazione figlia dei media, una generale sofferenza invisibile, padrona dell’arroganza; impuro come il guano, la soggezione rispecchia antiche diramazioni accentuate da chi per mostrarsi, per vivere, per morire diventa irrimediabilmente ciò che non è. [+blogger]

un rione per il blog

Noi della redazione del blog chiediamo più informazione per il rione sanità. Il nostro scopo è quello di smuovere quanto più possibile la coscienza della gente. Sensibilizzando la "società civile" a riconoscere il quartiere per quello che è e non per quello che dicono essere. Non neghiamo alcune situazioni scabrose, fatti brutti che disonorano le storia di questo luogo. Ma vogliamo anche guardare avanti, mostrando tutto quello che da anni è offuscato e messo sotto processo da cronache affaristiche e speculative. Il rione ha una sua dignità: nel diciassettesimo secolo furono edificate numerose chiese e basiliche: poi gli anni "nobili", quando molte famiglie agiate facevano costruire le loro abitazioni (Palazzo Sanfelice, palazzo de Liguoro, palazzo Lagni , ecc.); negli anni '40 la resistenza ai tedeschi e le barricate alla via Cristallini (Maddalena Cerasuolo, detta Lenuccia); sempre negli stessi anni gli artigiani del rione esportavano in tutto il mondo.

I più bravi erano i guantai, seguiti subito dopo dai falegnami, calzolai, ceramisti, impagliatori ecc. Ed è proprio in virtù di tanto lavoro, di tanta arte e storia (gli Ipogei dei Cristallini, il Cimitero delle Fontanelle, le Catacombe di san Gaudioso e San Severo, i Monasteri di via S. M. Antesaecula), che noi della redazione abbiamo aperto questo blog perché crediamo in quello che un tempo era la Sanità e in quella che in futuro potrà essere. Il rione è vivo come le sue numerose famiglie, i suoi numerosi operai, quelli che giocano la bolletta ogni domenica, che parcheggiano male e urlano quando parlano, quelli che gettano l’immondizia fuori dal cassonetto, quelli che fanno amicizia con gli immigrati e osannano i preti. Il quartiere è caotico. Un sabato di mezz'estate, intorno alle ore 19,00, è un inferno di motorini, pedoni che cercano di camminare, districarsi, deviare un percorso per non urtare contro un auto, una moto, la navetta del ANM.

C’è un misto di contraddizioni, di armonia, di intolleranza, di ingenuità, di situazioni assurde oppure di quelle che ti lasciano senza parole. Amore e rispetto, assurdità e maleducazione. Il nostro è un quartiere ombra, un rione invisibile situato in una valle che sprofonda sempre di più, sostenuto solo da chi intende considerarlo per quello che è. Non diciamo: “qui non c’è illegalità”, ma chi in Italia potrebbe dirlo? Il rione, Napoli, il Sud… prima o poi usciranno allo scoperto, mostrando non più il “buon cuore” ma il cervello, l’intuizione, l’organizzazione. Tutto questo sarà possibile solo quando sapremo riconoscere l’alternativa che non è solo ricchezza, potere, camorra, ma anche solidarietà, lavoro, passione, intelligenza… [+blogger]

perché non mi fanno votare?

Perché non voto? Ve lo spiego subito. Guardo tutti i gironi, mentre vado a lavoro, i numerosi manifesti elettorali e i candidati alla regione Campania. Emozionante leggere le frasi che accompagnano la loro candidatura. Frasi indefinite che sfidano i grandi della letteratura italiana e straniera. Che elogio all’eloquenza e alla piazza per noi che abbiamo voglia di votare allegramente. Non voto non perché sono un sovversivo, un anarchico, uno stanco delle promesse al contrario, sono ben disposto a dare il mio contributo per il paese, direi sono un conformista pieno di idee e speranze, uno che comprende tutto e sa tutto. Ammirare tutte quelle belle facce pulite, manifesti elettorali che ti danno fiducia e ti mettono tranquillità, rilassante riflessione e soprattutto un bel vedere, mi rappacifica con me sesso e con gli altri.

Finalmente ho le idee chiare. I manifesti mi mettono allegria, danno speranza e fiducia. Mi piace l’espressione di Casini, quella di Caldoro, preferisco la bellezza della Carfagna ma anche la posa della Mussolini. Mi piace il sorriso di De Luca, lo spot di Roberto Fico, la foto di Bersani, la promessa di Ferrero. Allora ho deciso di non votare proprio perché non posso indicare con la x tutti i candidati presenti. Non è giusto: io voglio esprimere tutte le preferenze, li voglio votare tutti, ma proprio tutti. Protesto formalmente come un vero elettore sa fare: non vado a votare perché impossibilitato a scegliere! [+blogger]

leggifilmsanità


"c’è speranza per te"

Nella cassetta della posta stamani ho trovato una lettera della “chiesa cristiana evangelica pentecostale” che si trova a violetto san Vincenzo, nel quartiere. Il titolo è “rione sanità c’è speranza per te”. Nella lettera si legge: ”Purtroppo in questo quartiere di Napoli dove la camorra rappresenta un’alternativa di vita per molti, ed una continua attrazione da parte dei ragazzi che vivono attraverso la delinquenza, e allo stesso modo tanti giovani distruggono la loro vita facendo uso di droghe, persone che mettono la loro vita a rischio entrando a far parte del cosiddetto sistema camorristico senza scrupoli di versare sangue a discapito di altri, dove la gente vive di batticuore perché da un momento all’altro ti puoi trovare vittima di qualche agguato”. Più avanti si legge ancora: "Ora se sei onesto caro lettore, riconoscerai che ciò che abbiamo scritto è una reale e cruda realtà".

Risponde un ragazzo del quartiere.

Mi chiamo Alfonso, ho 27 anni, vivo praticamente da sempre nel rione con i miei genitori. Non ho mai fatto uso di droga o affini, ho tantissimi amici del quartiere che non si bucano né rubano né spacciano e non sono affiliati a clan camorristici. I miei genitori sono entrambi del quartiere, mia mamma è una ex operaia mio padre lavora ancora come automobilista, da poco gestisce un taxi. Ho due sorelle e due fratelli. Due donne amano andare in chiesa, ma non mia mamma, i miei fratelli sono atei, mio padre spazia un po’ su tutte le religioni. Amiamo questo rione anche se non sopportiamo a volte la maleducazione di chi giuda. Ma è la stessa questione che vale per tutti. Mi offende leggere cose del genere, offende me e mio fratello che siamo ancora studenti, gli altri della mia famiglia che lavorano e mia mamma che adesso è casalinga a tempo pieno. Offende mio nonno che per anni ha fatto il falegname nella sanità e anche il bisnonno che vendeva cappelli ambulanti. Offende i miei amici e tutte quelle persone che frequento. Se continuiamo di questo passo ci saranno più malviventi ipotetici che in carcere. Si accusa sempre così in modo indiscriminato ma poi chi delinque sta sempre al suo posto, la Sanità è camorrista mentre in altri posti meno noti i loschi affari finiscono per diventare accanimento giudiziario. [Alfonso B.]

trash politik

Incomincia il via vai di sconosciuti nel rione che girano con volantini, stringendo la mano di uno o strizzando l’occhio mentre sfoggiano un sorriso sardonico. Gente che non sa neanche dove si trova il rione sanità, invitano con calorosa armonia a votare per il bene del paese e del quartiere. Che lestofanti, che imbroglioni, quanta acrimonia nelle parole che poi sfumeranno come sfuma l’ultimo incendio appiccato per disperdere rifiuti. Non hanno dignità. Cercando nella semplicità del pizzaiolo, del salumiere, del pescivendolo o del povero di turno che per pochi spiccioli distribuisce volantini per caso, un consenso illegittimo, anche ieri Poppella, che solitamente vota a destra, ospitava un caos di gente che inneggiava il suo idolo di sinistra. Spacciatori di mezza età che commettono reati prima ancora di essere votati. Il quartiere è zeppo di manifesti elettorali attaccati indiscriminatamente sulle pareti dei palazzi, un reato che nessuno ha voglia di spiegarci, ma che tutti commettono con grande disinvoltura.

La gentaglia vuole la botte piena e la moglie ubriaca. Da questo blog non faremo sconti a nessuno. Tutti subiranno le stesse domande e le stesse accuse. Andate via dal rione, via da un quartiere che non conoscete facendo finta di approvare ingannandolo. Ripulite le strade, prendete soldi senza lavorare, senza essere precari come i lavoratori della fiat, come gli operai costretti a vivere con 500 euro al mese. A casa anche voi, voi che parlate “bene”, che scrivete i vostri slogan indefiniti, voi che amate mentire e tradire.

Il voto si sporca di sangue, un contratto a progetto paga la sua imposta per accertare una politica malsana, mentre le auto pagate dalla regione, le quote per i cellulari, le cene, l’aria condizionata, lo spreco autorizzato è sangue vile di un povero invisibile. Pochi gesti ci fanno capire che essi non hanno più senso. Scrivere, protestare indignandosi, mentre la gente vive ancora nelle baracche a Ponticelli, nei tuguri delle case rom, dove un politico non si degnerebbe nemmeno di andare a pisciare, è l’unica vera opportunità che ci rimane per essere, per sentire e sentirsi, per confermare la nostra esistenza priva di diritti, priva di onestà, di organizzazione e politica. [+blogger].