la guerra di mamma

Mercoledì 17 marzo ore 17,00 all’Istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli presentazione del libro “la guerra di mamma” di Gaetana Morgese. Maddalena “Lenuccia” Cerasuolo nelle quattro giornate di Napoli. L’evento e la scrittura di questo libro hanno un particolare significato per le persone che vivono nel rione. Il ponte della Sanità, odiato per aver relegato il rione a diventare “periferia cimiteriale”, è difeso con una estrema lucida incoscienza dalla protagonista del libro. Lenuccia diventa napoletana come il padre, come il suo amico Antonio e come tutti quelli che resistono alla disfatta dell’Italia, al “tradimento” delle istituzioni, alla tabula rasa dei tedeschi.

Il ponte della sanità minato dai nazifascisti resiste all’esplosione grazie alle barricate mai realmente riconosciute, grazie ad una organizzazione spontanea e pronta, grazie a Maddalena e ai suoi amici. Una guerra assurda che non ha avuto eroi né malvagi, né vinti né vincitori, una guerra come tutte le altre che attualmente “bruciano” il pineta. Dall’Africa all’Asia, dai Balcani, al sud America, in nome di una economia folle e di un potere irriconoscente, una Lenuccia nel mondo vivrà per sempre come esempio distinto, come esempio di stanchezza, di protesta, di resistenza e di amore.

5 commenti:

Rolando ha detto...

se ce la faccio ci andrò alla presentazione, lavoro proprio lì, ciao

Anonimo ha detto...

Roberto Battaglia: «Napoli non fu divisa nel corso dell'insurrezione in "patrioti" e "borbonici" come era accaduto all'alba del Risorgimento: fu unita attorno ai suoi mille e più combattenti. Sulle barricate s'incontrarono i popolani generosi, le umili donne che offrivano cestini di bombe, come la "Lenuccia" (Maddalena Cerasuolo) e gli esponenti della piccola borghesia meridionale; un Tarsia insegnante a riposo, un Fadda medico-chirurgo, un Murolo impiegato. Era un incontro o una alleanza nuova nella storia, assai più intensa di quella attuata nel '48, quando sulle barricate andarono gli intellettuali come Francesco De Santis. L'insurrezione di Napoli fu il primo e più forte contributo portato alla storia unitaria d'Italia» (Roberto Battaglia, "Storia della Resistenza Italiana", Torino, Einaudi).

Anonimo ha detto...

Maddalena Cerasuolo una grande donna.

Anonimo ha detto...

"la guerra di mamma" ha un profondo significato quello che è successo nel sud nessuno se lo ricorda, Nanni Loi lo ha raccontato attraverso il cinema, poi i libri sono quasi tutti infarciti di retorica.

adriano ha detto...

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