anche i rom muoiono

Una tomba per mio padre sempre pulita, piena di fiori e di attenzione. Certo è meglio mettere un morto a terra, al massimo al primo piano, meglio se costruiamo una nicchia tutta per la famiglia. Quasi ogni settimane persone devote ai loro morti aprono e puliscono i loculi di proprietà, con antibatterici, candeggina, disinfettanti ecc, ecc. Non altrettanto facciamo con vivi.

Scorgere un campo rom è dirompente, straziante. Vederlo fa “schifo”, come fa schifo quello tra il cimitero di Napoli e l’aeroporto di Capodichino. Una pozzanghera di acqua putrida e giallognola ti dà il benvenuto, dopodichè una pseudoporta, fatta di legno marcio e di una rete metallica arrugginita, ti fa entrare nelle viscere di baracche annerite dalla piaggia. Decine di bambini giocano nell’inferno, un pantano protetto dalle anime, anime che un tempo ci appartenevano. Una puzza struggente di effluvi in decomposizione si forgia con l’olezzo dei fiori venduti per la strada. Una scena disgustosa. Scrive Samuel Loewenberg, “The Lancet”, Gran Bretagna: Dallo studio della Comunità di Sant’Egidio emerge che il 20 per cento dei bambini rom ha sofferto di bronchite o polmonite, il 16 per cento ha contratto infezioni della pelle, compresa la scabbia, il 13 per cento ha avuto la diarrea o altri problemi gastrointestinali e il 15 per cento soffre di deficit motori o altre disabilità. Le cause di questi problemi, si legge nello studio, sono soprattutto “le situazioni abitative antigieniche, l’isolamento sociale e la diffusa instabilità alimentare”.

Noi invece continuiamo il nostro bel viaggio tra i loculi del cimitero di Poggioreale tra il vecchio, il nuovo e il nuovissimo. Acqua potabile ogni 10 metri, i fiori si sa, hanno bisogno d’acqua e di quella buona e nutriente. Luce elettrica per illuminare il cammino dei nostri defunti, un bisogno impellente per i trapassati. D’estate meglio i fiori di plastica che quelli veri perché la puzza o l’odore crea vertigini o nausea.

In un campo rom l’acqua è un lusso, la luce elettrica è inesistenze, i bambini e gli anziani possono morire di sete e di freddo. Il caldo non fa eccezione. I servizi igienici sono inesistenti. L’istruzione non ha vita semplice, un rom non è un appestato e solo estraneo o meglio un alieno. Scrive sempre Samuel Loewenberg: I pregiudizi contro gli zingari sono talmente diffusi che è molto difficile per loro trovare degli alloggi normali. I rom, spiega Ciani, hanno molti problemi e isolarli non è certo la soluzione: “Non è una questione culturale o razziale, ma sociale, perché sono esclusi dalla società”. … La maggior parte dei 150mila rom che vivono in Italia abita nei cosiddetti campi, che in realtà sono delle specie di baraccopoli dove mancano i servizi fondamentali come l’acqua, l’elettricità e le fognature. A Roma ci sono un centinaio di campi del genere. Il più grande è il Casilino 900, che raccoglie circa seicento persone. All’ingresso c’è un cartello con scritto: “Siamo tutti figli dello stesso padre”. Ma pochi romani vivono in condizioni simili.

Noi non dobbiamo smettere di rispettare i nostri morti, non dobbiamo toglierci l’abitudine di andare al cimitero, di “interagire” con un nostro caro defunto; noi dobbiamo smettere relazionarci al “diverso” come a qualcosa che è altro, noi dobbiamo smettere di considerare il “diverso” qualcosa che è fuori di noi, che non ci appartiene, che è dissimile e sbagliato. La diversità nei pregiudizi è sempre asimmetrica. [+blogger]

lavoro in percentuale

Chiedo scusa se per una volta tanto vesto i panni di sindacalista. Credo però che aldilà dei massimi sistemi, quello che sto per dire sia importante. Guardate i giornali di oggi: quello che ho scritto in alcuni articoli qualche mese fa, è riportato in prima pagina dai maggiori quotidiani nazionali solo adesso ( Disoccupazione in Europa al 10% in Spagna al 19% ecc.). E’ semplice: l’informazione possiamo trovarla noi con i nostri mezzi, senza che decidano i “generalisti” dell’informazione quando e come propinarcela. Facciamo allora una panoramica sulla situazione dei lavoratori e della crisi in tutta Europa o almeno nei paesi più importanti dell’UE.

Regno Unito: I datori di lavoro chiedono al 58% delle imprese di congelare i salari e al 12% di abbassarli. Il tasso di aumento dei salari è in caduta rapida (dal 4 al 2% dal 2008 al 2009) e il 34% è congelato. Disoccupazione al 7,8%

Spagna: contributo delle aziende in materia di sicurezza tagliato del 5%-riduzione del tfr e della buonuscita. Eliminare l’obbligo per le aziende a farsi autorizzare i piani di esubero. Aumenti non superiori all’1%. Se si concedono aumenti, questi non saranno indicizzati all’inflazione. Possibilità di rifiutare la contrattazione se il bilancio aziendale è in perdita. Queste le richieste dei padroni. Disoccupazione al 19,3%

Germania: Aumento salariale medio del 3% : 1,2% nel commercio, 3,5 nel meccanico e 4% nel chimico. Riduzione del lavoro a breve termine da tre settimane a un giorno. Limite massimo del rinnovo del lavoro interinale da 2 a 4 anni (accordo del Baden-Wurttenberg). Disoccupazione al 7,6%

Polonia: In cambio del blocco dei licenziamenti si prevede una maggiore flessibilità e l’introduzione del lavoro a breve termine: Fino al 50% di riduzione oraria con indennità che coprono circa il 70% del salario. Variazioni per le 40 ore settimanali (lavorando meno ora e recuperando dopo senza maggiorazione di straordinario). Disoccupazione al 11%.

Francia: Accordo senza la CGT (il maggior sindacato del paese). Totale dell’orario ridotto passato da 800 a mille ore anche per il commercio e i servizi. Contratti di “noleggio” dei lavoratori per spostarli da aziende in crisi ad altre che hanno bisogno di forza-lavoro. Estensione dei contratti di transizione da 25 a 40 aree: indennità dell’80% per i lavoratori che durante un anno entrano ed escono dalla formazione e dall’”orario ridotto”. Disoccupazione al 10%

Olanda: dopo la liberalizzazione del servizio postale la tnt ha tagliato il 15% dei salari. Si stanno sviluppando schemi ad orario ridotto e di lavoro part-time. Disoccupazione del 3,6%

Belgio: Congelamento dei salari. Aumenti una tantum per il 2010. È stata mantenuta l’indicizzazione dei salari, che con un indice di inflazione negativa si traduce in un congelamento se non in un abbassamento dei salari reali. Disoccupazione del 7,9%

Non sono un professore e non commento i dati: per correttezza dico che la fonte è il centro studi della CGIL. Le considerazione fatele voi: solo una domanda: chi sta pagando la crisi? E come si supera se non comprendendo, con profondità, che gli operai, i lavoratori in Europa devono unirsi per fronteggiare l’attacco? Ora basta , sono purtroppo vittima dell’ideologia comunista pregiudiziale. Berlusconi ha detto che la crisi è soprattutto dovuta a fattori psicologici: bene, allora voi che a fine mese siete disperati e non vi basta lo stipendio sapete come comportarvi: fatevi visitare da uno psicologo. [abu abbas]


microcredito

Nasce oggi un microcredito dal carattere singolare: la scelta di un territorio limitato ma particolarmente significativo, per poter sperimentare alcuni principi fondamentali su cui si basa la Banca Popolare Etica. Per questo il comitato promotore dell’iniziativa sottolinea la definizione di “esperimento”. Il radicamento territoriale è la condizione originaria del microcredito, come fu ideato da Yunus in Bangladesh, e dà all’iniziativa quel carattere sperimentale che ha permesso di verificare i risultati per estenderne poi gradualmente e con successo la portata.

Il microcredito al rione Sanità non sarebbe stato possibile senza la particolare struttura di Banca Etica, che “per dar voce alle istanze provenienti dal territorio, per sviluppare un’azione più efficace a livello locale e per meglio costruire relazioni e sinergie nel contesto territoriale” si avvale non solo di un decentramento amministrativo, ma soprattutto della partecipazione attiva dei soci (30.000) raggruppati in 64 circoscrizioni locali e 4 aree volte proprio a “facilitare la partecipazione e la cultura di una finanza etica, di cogliere le istanze, le esigenze e gli stimoli provenienti dal territorio”.

Così, dall’incontro fra Banca Etica - Circoscrizione locale dei soci della Provincia di Napoli – e l’associazionismo che opera in gran parte nel rione Sanità, attraverso l’opera di tessitura di rapporti fra realtà locale e sede centrale di Padova della BE, con un lavoro di paziente composizione fra le istanze giuridico-economiche della banca e le sue stesse finalità di promozione di una visione solidale della finanza, si è giunti alla stipula di una Convenzione fra Banca Etica e il Comitato promotore “Microcredito al rione Sanità”, formato da Luigi Saccenti, Coordinatore del GIT (Gruppo di Iniziativa Territoriale) dei soci di Napoli e Referente dell’Area Sud di Banca Etica, Renato Briganti (ManiTese, Rete Lilliput), Francesco Valenti (Associazione Marco Mascagna), Paolo Attanasio (rete del rione Sanità), Anna Maria Laville (rete del rione Sanità). Il Comitato ha poi nominato una commissione di tecnici per la preistruttoria delle pratiche relative all’erogazione del credito: che si tratti di esperti esterni o di stagisti tirocinanti di BE opereranno tutti in assoluto volontariato, il che significa che le operazioni di concessione del credito non comporteranno spese aggiuntive di commissione e istruttoria bancaria. [rete sanità]


lo spazio impossibile

Dalle statistiche sugli incidenti domestici e sulle violenze in famiglia, risulta che è molto più pericoloso starsene chiusi in casa che concedersi una bella passeggiata all’aria aperta. Eppure viviamo in una società che ha paura di mandare i figli a scuola a piedi, ha privilegiato l’uso dell’automobile ed ha eletto come serata ideale quella trascorsa sul divano a vedere la TV, sognando magari di vincere un pacco a sorpresa o di vivere nella casa del Grande Fratello. Intanto i nostri spazi aperti languono come aree di risulta, sfondo informe tra agglomerati di vecchie case, muri ciechi e chiese sconsacrate; la strada è solo un luogo di passaggio o di parcheggio, la piazza è un vuoto; il luogo pubblico è percepito dai più, come lo spazio negativo ed insicuro, microcriminale e clandestino.

Camminare per il piacere di farlo è ormai usanza d’altri tempi o un lusso da vacanze alternative. A Napoli il vicolo ed il cortile, hanno dismesso il ruolo di luogo vissuto, “interno urbano” dove a fine giornata, si invitavano i figli ad “uscire dentro”. Lo spazio pubblico come luogo aperto della città, spazio vitale della società e della democrazia, luogo delle relazioni e delle connessioni tra le differenze, non interessa più a nessuno; non è economicamente vantaggioso. A Posillipo come alla Sanità, le strade, gli slarghi, i sagrati ed i percorsi pedonali sono l’ultima preoccupazione degli Amministratori, la bestia nera delle ditte di manutenzione, l’incubo dei residenti. Quando non è degradato o abbandonato, lo spazio aperto viene parzializzato e semi-privatizzato: estensione di “bassi”, deposito di merci, garage abusivo. I caffè che coraggiosamente dispongono qualche tavolino all’aperto, si circondano di siepi-barriere in vasi di plastica.

Il paradosso è che i nuovi Outlet, fingono di essere centri storici ideali, con quinte scenografiche, finti mattoncini e finti balconi in ferro battuto, finte piazze, finte fontane e finti carrettini con finti gelatai e finti venditori di caldarroste. Puliti, ordinati ed asettici, funzionali soltanto al consumo ed all’esaltazione dei nostri istinti più poveri, sono lo specchio triste di un’economia vincente, che divora progressivamente il legame profondo tra la stratificazione storica e la nostra misteriosa interiorità. [pippo pirozzi]

oroscopo preventivo


Il segno dell'ariete

Un brutto colpo per te mio caro ariete Per non lasciare la tua abitazione spaziosa e confortevole, per non essere lasciato dalla persona che ami, per non rinunciare alle comodità e alla vita modana sarai costretto ad accettare una condizione particolare. Hai “fallito” in virtù di un progetto mai approvato, non hai il coraggio di dirlo ma continui a ostentare la tua tranquillità economica sia con gli amici che con il tuo partner. Alla fine guadagnerai una grossa somma, se e solo se, accetterai di farti asportare l’occhio destro, in fondo con il sinistro vedrai benissimo. Ehe.., hai avuto paura! Questa è solo la trama del film “Il Boom”, una trama ironica dalle conseguenze disastrose. Il protagonista non ha il coraggio di confessare di essere “povero”, non ha il coraggio delle proprie azioni, non ha il coraggio di affrontare la realtà, teme che tutto gli si ritorcerà contro, anche la propria moglie. Un fallito è carne da macello! Attenzione, se il vero di questo film è l’assurdo, la verità assoluta è una tragica mancanza di rispetto verso la vita e verso gli altri.


Il segno del toro

Il libro “La piazza del diamante” è stato scritto da Mercè Rodoreta, una scrittrice brava, attenta agli aspetti sociali e caratteristici della sua terra. Una Barcellona dilaniata dalla dittatura e dalle contraddizioni. Vivrai anche tu un momento storico del genere mio amico toro. E' nel momento del bisogno che l’uomo si inventa la sua intelligenza, le sue ambizioni. Certo la protagonista in preda ad un povertà dilaniante non esita a estrarre veleno per ingerirlo e farlo ingerire ai suoi figli. Nel momento in cui l’irrimediabile è senza ritorno una piccola semplice situazione girerà per il verso giusto. Natàlie, giovane protagonista, viene chiesta in sposa da un uomo più grande di lei, con un po’ di soldi perché commerciante, una bella casa e solo un piccolo difetto: non può più utilizzare il suo coso perché colpito da una scheggia vagante durante la guerra. Il compenso di Natàlie è grande, la sua vita e quella dei figli è salva… tu, mio caro toro saresti disposto a salvare la procreazione in cambio di una invalidità del genere?

la rete distratta

Mentre l’ansa pubblica una rubrica in prima pagina sul rione Sanità, mentre programmi pubblicitari e video di morte fanno il giro del mondo, mentre il quartiere è oggetto di denigrazione e di maldicenza la RETE sanità è isolata, viaggia nel buio, praticamente invisibile e forse anche etichettata.

Ho paura che le buone iniziative siano sempre più “messe da parte”, trascurate, inutili. Il microcredito avviato è lodevole ma non ha avuto spazio, i media l’hanno quasi ignorato, solo qualche piccolo articolo e nient’altro. Se guardate su internet (a parte il blog), il rione sembra essere in mano all’”Altra Napoli”, che non disdegno, ma che in verità non ha mai voluto collaborare con i cittadini impegnati per la strada. Anche il Banco Napoli finanzia spesso attività nel rione ma lo fa sempre alla stessa gente… sarà perché ogni giorno vedo moltissime persone impegnate senza guadagnare una lira? Ribadisco ancora una volta una desolate verità non apprezzata dal rione e dalla città di Napoli: un volontario romano da circa 6 anni vive e aiuta i cittadini della Sanità. Attualmente porta avanti da solo una questione piuttosto importante: cerca di far avere una sedia a rotelle ad una donna che non ha gli arti inferiori. Nonostante lui lavori senza guadagnare è costretto anche a pagarsi un affitto per dormire. Alex Zanotelli fa quello che può, ma deve anche essere più presente sul territorio. La rete sanità deve rivedere la sua “organizzazione”, deve cercare persone che “martellino” sia a livello mediatico che a livello costruttivo. Molte attività nel rione sono invisibili e devono essere “recuperate”.
Le donne che ogni mercoledì si prendono cura dei senza fissa dimora, il dopo scuola, le attività teatrali e cinematografiche, gli impegni per un rione con una circolazione meno caotico e con più regolarità. In passato si è parlato di recuperare il Cimitero delle Fontanelle oggi è oblio totale. Questo blog nonostante “sponsorizzi” le attività della Rete Sanità è quasi del tutto ignorato, sporadicamente ho ricevuto articoli.

La RETE sanità è isolata, e anche se le sue iniziative sono portate avanti, sembra che il contentino sia la scelta più dignitosa. Non dobbiamo accontentarci, dobbiamo lottare per riacquistare la dignità di chi vive e viaggia nella suo tempo, ricostruire percorsi che aiutino a far capire che il rione, lo ribadisco per l’ennesima volta, è anche altro. [+blogger]

Pronto soccorso: buone notizie.

Gli articoli, si sa, sono sempre di contestazione e di critica. in realtà è nello spirito giornalistico confutare e mettere in crisi, ma le buone notizie, per dovere di cronaca, devono essere riportate e scritte nell’interesse di tutti. In redazione ci è arrivata una segnalazione che riportiamo con esattezza:

”Caro blogger voglio parlarti di quello che mi è successo a proposito del buon TELEFONO SOCCORSO. Sono tornato a casa, erano circa le 02,00, e ho trovato mio padre in preda ad una crisi di coma ipoglicemico, il termometro segnava 14. All’istante non ho capito bene, visto che lui soffriva sì di diabete ma con riferimenti molto alti 400, 550… lì per lì ho subito pesato di chiamare il pronto soccorso al numero 118. Spaventato e paralizzato ho chiesto aiuto, in pochi minuti l’ambulanza era sotto casa. Ma quelli non sono bastati a far riprendere mio padre. In quegli attimi mi sentivo impotente, i pochi minuti si trasformavano in ore, giorni, mesi… Ecco che, prima di arrivare i soccorsi, un uomo mi telefona dicendomi che avrei fatto meglio a mettere dello zucchero in bocca a mio padre, avvisandomi anche che l’avrebbe rifiutato ma che io avrei dovuto insistere e darglielo. In effetti è andato proprio così. Il diabete da 14 salì a 25. Poi la corsa al pronto soccorso del San Genanro dei Poveri. Ancora pochi attimi è avrei visto morire mio padre. Invece, dopo una giornata passata con alcune crisi, sì era ripreso completante. In parte lo devo anche a quella telefonata, fattami dall’assistente del 118 che accorgendosi della mia disperazione e confusione aveva saputo bene consigliarmi: quell’attimo in più di vita che è servito a ridare di nuovo la parola a mio padre”. Mario, cittadino della Sanità.

Finalmente una storia che ci aiuta a commentare e scrivere meglio. Un grazie da parte nostra e di tutta la redazione a quel centralinista del 118 che ha avuto l’immediatezza e la professionalità di consigliare e di ridare una vita. Non è retorica, non conosciamo quel uomo ma né apprezziamo il suo gesto e la sua prontezza.

pecunia non olet

L’Italia spende per la politica quanto l’equivalente complessivo di quattro stati messi insieme: Inghilterra, Francia, Spagna e Austria. È assurdo, ma è così. Lo spreco in Italia è formidabile quanto assurdo nelle sue dimensioni e caratteristiche. Interi edifici costruiti e pronti per l’uso, mai in funzione. “Il Mattino” di Napoli ha pubblicato, giorni fa, un elenco dove si citavano strutture carcerarie finite da più di venti anni mai entrate in funzione, così mentre Poggioreale scoppia di detenuti al limite della sopportazione, miliardi di euro pubblici vengono erogati per salvare banche e banchieri. Più di trentacinquemila enti inutili e inattivi, spreco da record come le telefonate sui cellulari di ministri, assessori e sindaci. Le Municipalità possono essere utili ma attualmente la loro funzione è praticamente pari a zero. Abbiamo in Italia circa 180mila politici, un numero sproporzionato di uffici e ufficietti . Una differenza abnorme è la gestione di denaro pubblico: se provi a chiedere quanto costano gli aerei privati, le auto blu, le scorte ecc, ecc, ti risponderanno che è un affare diplomatico, anche eminenti giornalisti ci hanno provato ma inutilmente. In Inghilterra tutto è reso pubblico, messo in rete. I regnanti e i loro figli sono tenuti a dichiarare chi viaggia e finanche il numero dell’equipaggio. In Italia questo è impossibile. La differenza amministrativa e di denaro è differente da nord a nordest e nordovest così come al sud e in tutte le latitudini. Il Ministro Brunetta fa la guerra contro i “fannulloni”, ma perché non aprono un sito internet dove si possono trovare tutti i bilanci (comune, provincia, regione), e compararli in relazione alle spese singole, complessive e determinate. La scorsa settimana radio24 ha denunciato questi abusi, ma per ora si pensa al processo breve, oppure a far uscire di casa i diciottenni. Una grave ingiustizia, ma com’è possibile che non possiamo monitorare i nostri soldi? non possiamo controllarli, non abbiamo il potere di sapere cosa spendiamo e perché? [+blogger].

istituto caracciolo... che assurdità!


Nell’anno 2005/2006 un test di accoglienza per le classi prime fu opera di un professore di nome Dario Spagnulo, un test che aiutava gli insegnanti a capire meglio gli alunni con tanto di presentazione: fu regalato anche a tutti i familiari degli studenti. Il professore dalla scuola Caracciolo (via S.M. Antesaecula) scrive nella sua nota metodologica (riportiamo, per problema di spazio, solo alcune definizioni esemplari, che ci spiegano bene le proto intenzioni): “…in contesti particolarmente deprivati dome quello dove opera l’istituto Caracciolo – S. Rosa l’idea che gli studenti siano dotati di particolare fantasia altro non è che una forma di pregiudizio darwinista, che non trova alcun riscontro in indagini scientifiche o nell’osservazione empirica. Mi chiedo: cosa significa? Non capisco quale sia la variabile che relazioni “i ragazzi che vivono in quartieri a rischio.../...con la mancanza di fantasia?!”.
L’autore chiede agli alunni come arrivano a scuola, cioè se arrivano a piedi, in Autobus, Motorino, Auto, Bicicletta, metropolitana, altro. Nel commento finale si legge, visto che 50 su 69 rispondono che arrivano a piedi: Studenti che scelgono un istituto superiore semplicemente per la vicinanza mostrano di essere già in partenza scarsamente motivati allo studio. Scarsamente motivati? Ma che significa? Forse che la bicicletta massaggiando le cosce fa arrivare tramite i polmoni e il cuore un flusso di sangue maggiore al cervello, rendendo lo studente che prende l’autobus più capace? Ma insomma non sa, caro prof, che una buona parte di studenti di media preferiscono un istituto vicino casa anche per una serie di motivi che forse anzi, sicuramente, ignora?
In un altro grafico si riporta la composizione familiare degli alunni. LEGGETE E’ ASSURDO. Ancora su 69 alunni traspare una maggioranza relativa di famiglie che sono composte da: padre, madre e 1 figlio: (tot. 6) - con 2 figli (Tot, 26) – con tre figli, invece, (Tot, 19) – con 4 figli (tot. 6) - con 5 figli (tot. 3) - con sei figli (tot. 2) ATTENZIONE: madre senza marito con 2 figli (tot. 5) - e con 3 figli (tot. 2). Il commento del prof: sono ancora da segnalare 7 nuclei familiari particolarmente deboli, nei quali il capofamiglia è la madre e il padre è assente. Ma cosa significa DEBOLE? Si evince, con chiarezza, che per debole il sig. Dario Spagnuolo intende una scarsa preparazione, motivazione, intelligenza dell’alunno. Se pure non fosse così perché non lo spiega? Il razzismo ha radici nell’inspiegabile o al massimo con storie mitiche.
Il top delle assurdità si raggiunge quando il prof fa la domanda: quale lavoro vorresti svolgere da grande? 12 sui 69 giovani rispondono che non lo sanno ancora, mentre tutti gli altri, ben 57 rispondono in svariati modi: Parrucchiere (tot.9), Operatore Turistico (tot, 9), Grafico Pubblicitario (tot, 5) – Ragioniere (tot, 4), fino ad arrivare a Imprenditore, Artista, ecc, ecc. ATTENZIONE. Il commento dell’esperto prof. In effetti, domandando quale lavoro gli studenti vorrebbero svolgere, emerge con molta chiarezza una diffusa insicurezza”. La maggior parte di studenti risponde di non aver ancora le idee chiare. Ma com’è possibile?! Se ben 57 rispondo con chiarezza, e definendo il loro lavoro futuro, è possibile che una assurdità del genere, ossia un commento di dati così grossolanamente sbagliato, che anche chi non si occupa di statistica riesce a notare le inesattezze, sia anche resa pubblica? Ma poi, visto che il ragazzo o la ragazza di prima classe ha tra gli 11 e i 12 al massimo 13 anni, è anche normale la sua perplessità, e se pure fosse emerso un dato del genere, non sarebbe sicuramente attribuibile alla chiarezza d’intenti. Vi assicuro che nel testo emergono altre ASSURDITA’ del genere, visto che il testo con le domante e le risposte le ho conservate in una cartella timbrata istituto Caracciolo – S. Rosa. Mi chiedo come blogger, e come statistico visto che non è difficile confutare i dati di un esperto: qual è il prezzo che dovranno pagare ancora i nostri alunni, studenti e lavoratori per una istruzione più professionale e degna di un rione che vedrà la sua degenerazione darwinista? [+blogger]

microcredito al rione


venerdì 22 gennaio 2010 ore 17,00
Presentazione del progetto
Sala Maria Cristina di Savoia del complesso monumentale di S. Chiara, Napoli
( adiacente al chiostro di S. Chiara )

Saluti
Paolo Attanasio, Presidente del Comitato per il microcredito al rione Sanità
Fabio Salviato, Presidente di Banca Popolare Etica

Testimonianza
Luigi Marsano, coordinatore Rete Sanità
Francesco Valenti, associazione Marco Mascagna onlus
Riccardo Dalisi, architetto e artista

Presentazione del progetto
Luigi Vivese, commissione tecnica microcredito al rione Sanità

Tavola rotonda
Fabio Salviato, Presidente di Banca Popolare Etica
Luigi Saccenti, Referente dei Soci Area Sud di Banca Popolare Etica
Castellaccio Tania, associazione Caracoles
Renato Briganti, Università di Napoli Federico II


Invito tutti a estendere e rilanciare l'iniziativa anche on line a quanti possano essere interessati. Grazie [luigi marsano, coordinatore rete sanità]