...denunciando la municipalità

“I presenti sono 14, la seduta non è valida”; con questo annuncio il Vice presidente della Municipalità 3 Stella san Carlo all’Arena Mario Capuano, ha dichiarato chiusa la seduta del Consiglio di Municipalità di ieri, venerdì 8 giugno, con all’ordine del giorno alcune importanti iniziative e provvedimenti previsti per l’inizio dell’estate sul territorio municipale. Assente la presidente Giuliana Di Sarno, hanno risposto (il n° legale perché la seduta possa aprirsi è di 15) all’appello solo 14 consiglieri, tre dell’opposizione e undici della maggioranza (che conta 18 consiglieri più la Presidente: 19).      

Sono risultati assenti: Mario Affinito, Gennaro Manetta, Francesco Nacarlo, Fabio Nacarlo, Giuseppe Pacella, Raffaele Pacifico, Antonio Sarracino, Ciro Terribile e Fulvio Fucito, cioè 9 assenti su 14 eletti dell’opposizione. Per la maggioranza sono risultati assenti i consiglieri: Giuseppe Barbato, Laura Bismuto, Luigi Fucci, Sara Petricciuolo, Vincenzo Ragone, Valeria Vespa e Sergio Galietto; cioè erano assenti 7 dei 18 consiglieri della maggioranza cui va aggiunta la Presidente Di Sarno, anch’essa  assente. Molto duro il commento del consigliere Francesco Ruotolo:

“Su 61 sedute di Consiglio, convocate dal 7 luglio 2011 ad oggi, quelle non svoltesi – come oggi – per mancanza del numero legale sono oramai il 10%. L’importanza dei provvedimenti all’o.d.g. avrebbe consigliato un maggior impegno e la dovuta serietà sia dell’opposizione - con ben 9 consiglieri assenti su 12 - sia soprattutto della maggioranza che, con 18 consiglieri più la presidente, ha fatto registrare complessivamente 8 assenti. Da notare che la maggioranza ha maggior responsabilità nell’assicurare, forte dei suoi numeri, la validità e lo svolgimento della seduta”.

Il consigliere, intervenuto più volte in questi undici mesi nel chiedere alla maggioranza più compattezza e nel sollecitare ripetutamente la Presidente a convocare periodiche riunioni di maggioranza per meglio svolgere l’azione programmata dal centro-sinistra, così stigmatizza l’accaduto:

“Fermo restando che la responsabilità del numero legale appartiene a ogni consigliere, di opposizione come di maggioranza, è quest’ultima che ha la responsabilità di guidare e indirizzare i lavori del Consiglio di Municipalità. Ho a più riprese rivolto alla Presidente Di Sarno ed ai capi-gruppo della maggioranza l’invito – sempre protocollato – a svolgere periodiche riunioni di verifica per valutare i risultati conseguiti, correggere gli errori e superare i ritardi. Sono quasi inascoltato poiché di riunioni di maggioranza se ne sono svolte due in undici mesi quando io ne propongo una a settimana”. “Anche le mie ripetute richieste di un Consiglio di auto-valutazione al mese sono state sistematicamente disattese; se una istituzione, se la stessa maggioranza non sono capaci di una seria analisi, non ci meravigliamo se il qualunquismo grillino ha buon gioco!”.

Sulle modalità di svolgimento delle sedute di Consiglio e di Commissione, il consigliere Ruotolo ha depositato pochi giorni fa una bozza propositiva per un “Codice di autocomportamento” delle/degli elette/i che presto sarà posto all’ordine del giorno della Commissione “Bilancio e regolamenti”. [francesco ruotolo]

iniziativa 2012



quando la sanità non fa notizia

E’ accaduto giovedì 31 maggio, qualche sera fa. In piazza Sanità, in quella piazza che da decenni non celebra più la “Festa del Monacone”, improvvisamente si sono accese luci e riflettori sulla basilica; sul piazzale è stata srotolato un tappeto rosso lungo cento metri e in un’atmosfera magica uno sfondo musicale accattivante ha scandito i passi ora di danza ora felpati ora stile passerella di circa 45 tra modelle e modelli di una sfilata di moda. Sì, nel suggestivo antico scenario del rione Sanità c’è stato un evento di surreale contemporaneità: le ragazze ed i ragazzi dell’Istituto medio superiore “Francesco Caracciolo-Salvator Rosa”, guidati da docenti molto creativi e da una preside veramente in gamba (mai espressione fu più appropriata) hanno realizzato un evento di moda unico nel suo genere.
           
Hanno presentato, tra gli sguardi attoniti di centinaia di persone, capi di abbigliamento assolutamente inusuali e frutto di lungimirante fantasia. Giacche da uomo, vestiti da sera femminili, casacche, abiti da sposa e da cerimonia, vestitini da passeggio e via elencando: è sfilata l’attività didattica di un anno scolastico di un Istituto statale superiore dove si studia moda e costume. E ciò che ha caratterizzato la serale passerella della Sanità è stato un messaggio culturale, e non solo, di grande attualità: nel popoloso rione, culla del dialetto e della tradizione più pura, ha sfilato il futuro. Tutti i capi di vestiario erano rigorosamente disegnati e realizzati con materiali riciclati, minuziosamente raccolti, selezionati e catalogati in mesi di ricerca e di lavoro collettivo di un’intera comunità scolastica.
           
Gli abiti hanno sfoggiato, in originali sequenze, multicolori e scintillanti materiali inediti per la moda: tappi di bottiglia, luccicanti spille da balia, pacchetti di sigarette, guanti in lattice da infermieri, cannucce per bevande, piatti e bicchieri di carta, sacchetti di plastica, chiavi, fermacarte, fili elettrici usati, bottoni, chiusure lampo, cucchiaini per il caffé, contenitori per uova, camere d’aria di puro caucciù, lattine…Una sfilata di moda come una metafora: riutilizzare il prezioso rifiuto per dire alla Città e al quartiere che nel rione Sanità ci sono energie e risorse, intelligenze e giacimenti mentali da mettere in campo: risorse nascoste, quasi ignorate e che hanno un futuro, come lo sono i tanti oggetti che la sfilata di moda ha riutilizzato ed egregiamente valorizzato. Tra applausi e grida da maxiconcerti, tra sguardi ammutoliti dalla curiosità e da un coinvolgimento attento, il quartiere – che nelle sue viscere ancora fabbrica guanti e cinture, borse e scarpe – ha lanciato la moda dell’avvenire coniugando la cultura dell’usato e del riciclato, del riuso con un gusto estetico degno dei nomi più affermati della moda.

E’ accaduto a Napoli, è accaduto nel rione Sanità tra un assordante silenzio degli organi d’informazione e nel disinteresse generale di televisioni e operatori cinematografici. Non c’erano boss di camorra da catturare, non bisognava zoomare cumuli d’immondizia; l’evento non evidenziava i pregiudizi - veri o presenti - sul rione Sanità. Non c’era da fotografare il degrado o da documentare arretratezza, inciviltà, crimine. Poche sere fa la Sanità, uno dei più emarginati rioni periferici nel centro storico della Città, ha tenuto in piazza una lezione che ha unito comunità scolastica e Municipalità, popolazione e comunità parrocchiale, autorità comunali, ministeriali e anche qualche degno sponsor, facendo emergere dal ghetto il presente ed il futuro di una realtà sociale che si vuole e si sta riscattando ed ha voluto dirlo sulle gambe, con il corpo con la manualità e la mente di tante ragazze e di tanti ragazzi che a un passo del diploma hanno manifestato impegno, applicazione, voglia di fare e di esprimersi.
           
Lontano da riflettori e da tesi precostituite, da luoghi comuni e frasi fatte, la Sanità è scesa in piazza con la gioia e lo studio e la voglia di esserci di decine di giovani desiderosi di costruire il proprio presente e dando, essi - con la guida di docenti degni di questo nome - una lezione di ordinaria civiltà. Forse per questo è stato un evento oscurato, una notizia non-notizia: un assordante silenzio, l’assenza di fracasso mediatico ha circondato un evento memorabile. Memorabile, basta questa sola parola. [francesco ruotolo]

fermento

La citazione è “obbligatoria” quando ha un senso compiuto, specialmente se fa capire esattamente di che cosa si sta parlando. E’ il caso di scrivere una massima di Ettore Petrolini: “Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco ma sono in tanti”. Una giustificazione eccellente sia sotto il profilo morale che materiale. Ed è un discorso che va a pennello, in modo quasi perfetto, con il rione sanità.

Quartiere operaio, di sporchi rossi, di “razza” superata, di arretratezza psicologica. L’incontro con la politica e la storia è determinate, così come la violenza, la camorra, la superstizione. Ciò che mette più tristezza è l’ambiguità che ha violentato la bellezza: è bellezza pensare che un abbraccio riveli un’amicizia; credere che un caffè bevuto assieme includa stima, che attraverso una partita di calcio si possa sentire la propria storia.

L’affetto economico ha reso tutti schiavi della virtù e chi cambia prospettiva è un sottile inquisitore. Agire per sopravvivere e per essere ricordati, lasciare che gli altri ti avvinghino per fiducia, lasciare che i cani strappino al povero la sua povertà. Chi ha poco deve pagare la sua ignoranza, eh, sì, perché di ignoranza pura si tratta, ignoranza bieca e stupida.

E’ certo che anche il denaro ha la sua bellezza. Non è la speranza che intestardisce, non è la mancanza che immiserisce. E’ la differenza che impartisce gli ordini e la comunicazione, così come le passioni e i sentimenti. Chi si entusiasma ha poco, quel poco gli viene tolto con un sorriso, sorriso dolce, buono, amico. C’è una cosa che ho, come un cretino, dimenticato di dire: a volte a qualcuno viene dato il resto, esso ha un nome, si chiama politica! [+blogger]    

san severo il rockettaro

Ho notato che l’altro ieri nella basilica di san Severo è stato inaugurato uno studio di registrazione musicale, studio posto quasi sull’altare maggiore alla sinistra di Cristo (quest’ultimo l’ho appreso  da fonti giornalistiche). Non per criticare, figuriamoci, ma cosa c’entra uno studio di registrazione in una basilica del 1600?

Senza nulla togliere a chi ha avuto quest’ idea, una cosa proprio non riesco a capire e spero che presto mi venga spiegata. Spesso le cose che si fanno, e che fa la chiesa nel rione, le attribuisce alla continuità. La continuità è rappresentata dal vecchio parroco, Giuseppe Rassello, morto diversi anni fa. Già gli è stata intitolata una biblioteca nella basilica di S. M. della Sanità... ma quelli sono tutti libri suoi.

Ricordo benissimo che padre Giuseppe non voleva neanche sentire parlare di messa suonata con la chitarra, figuriamoci uno studio di registrazione nella basilica di san Severo. Quest’ultima, in verità, era un vero tesoro per il vecchio parroco tanto più che scrisse un libro su di essa.

Un sondaggio fatto pochi anni fa sancì una vittoria netta di un asilo nido nel rione. La gente, e soprattutto le mamme, erano entusiaste di poter dedicarsi qualche ora in più al lavoro senza eccessive preoccupazioni. Sarebbe una vera rivoluzione se qualche volta chiedessimo ai cittadini del rione di cosa hanno realmente bisogno? [+blogger]          

lavori in corso

Un po’ di informazioni in funzione di quello che nel rione si fa tutt’ora, con una più o meno buona riuscita. (Ultima proposta solo per ordine cronologico: wifi libera a piazza sanità).

Quello attivo e in cantiere. Attenta collaborazione con l’Asia per la raccolta differenziata porta a porta. Scuola d’italiano per gli immigrati fatta esclusivamente da volontari (la scuola raccoglie circa 200 studenti e 30 insegnanti). Microcredito per favorire i piccoli commercianti, nuovi e “usati”. Volontari e medici che cercano di aiutare l’ospedale San Gennaro (discorso da approfondire in separata sede). Parco San Gennaro: quasi un ettaro di terra, con capetto di calcio, zona bocce, giochi per i bambini ecc ecc… ripensando alla sua riapertura. Viabilità e collaborazione con le forze dell’ordine per un controllo pacifico del territorio. Zona mercato via Vergini, un mercato per tutti. Orto pubblico alla via serbatoio alla Scudillo. Ripensando alla riapertura di salita Scudillo. Intesa per l’apertura del museo Totò, per la gestione del cimitero delle fontanelle…. Attenta collaborazione con gli “alcolisti anonimi e con gli ex giocatori d’azzardo. Intervento nelle scuole del rione, sia quella elementare che media inferiore e superiore. Monitoraggio sull’Educandato di via Miracoli. Progettando il TuttoGratis e un last minute alimentare.

Sicuramente avrò dimenticato qualcosa, anzi, è così, lascio a voi nei commenti ricordare altro e soprattutto quello che in questi anni si è fatto nella totale anonimità. Ma soprattutto quello che preme è sapere chi e cosa desiderano i cittadini nell’immediato così come nel futuro. Le differenze, quelle che etichettano, sono semplici e  stupide elucubrazioni della mente umana. Le passioni, i desideri, le sofferenze, le fatiche, le nostalgie hanno tutte qualcosa in comune. La sostanza non cambia le cose, è la forma che la contamina. [+blogger]

miracolo di san gennaro?

Qualche settimana fa c’è stato un incontro tra il comitato per la riapertura del parco san Gennaro e una delegazione composta dall’assessore all’ambiente, diversi assessori alla municipalità, architetti e agronomi. Si è deciso di aprire un percorso che coinvolga le associazioni del rione e la possibilità della riapertura a breve del parco chiuso ormai da diversi mesi. 

Il comitato ha richiesto guardiani specializzati, la ripulitura dei giardini e la riqualificazione del manufatto. Sarà convocata a breve una assemblea tra comune, municipalità e associazioni. Inizia un percorso Progetto partecipato. Prima fase la ripulitura e la messa in sicurezza del manufatto.

E’ inutile ribadire che il parco San Gennaro nel 2008 è stato aperto dai cittadini dopo che il Comune aveva speso circa 1milione e mezzo di euro. Una delle prime forme di riappropriazione degli spazi pubblici con una cinquantina di persona munite di scope e palette, buon senso e la capacità di gestirlo, senza l’aiuto delle istituzioni, per circa 2 anni. All’interno un campetto di calcio, giochi per i bambini, una compostiera, un struttura in pietra, bagni ecc ecc. [+blogger]   

calcio in libertà


la finale del torneo

Sabato 19 maggio al campetto di Capodimonte è stata giocata l’ultima partita del torneo organizzato dalla scuola d’immigrati Samb e Diop. La finale è stata vinta dall’ItaliaSanità sui calci di rigore dopo che la partita, allo scadere, è finita 5 a 5.  Il  3° e 4° posto si è disputata invece il giorno 13: ha vinto invece l’Africa2 contro lo Sri Lanka per 6 a 3. La premiazione, un piccolo discorso, una piccola festa… adesso ci prepariamo per gli esami finali, c’è chi deve sostenere quello di terza media e chi quello di attestato rilasciato dall’Università di Siena.

Tra qualche giorno posterò su questo blog alcune immagini delle partite, piene di agonismo e di buon senso, qualche momento di tensione, come normale nel calcio, per il resto divertimento, incitazione, tifo e solidarietà. La scuola ha intenzione di organizzare altro, così come avviene per l’integrazione al contrario, (siamo noi professori che impariamo la loro lingua), un modo per insegnare l’italiano in pieno rispetto, con la consapevolezza di aiutare, di confrontare, di “restituire”.

Il ringraziamento va a tutti, chi ha partecipato, chi è venuto solo a tifare, chi ha assistito con passione, chi ha agito e aderito con e per l’iniziativa. Non c’è molto da dire ancora. Una sola cosa tengo a sottolineare. Il torneo si è svolto senza regole precise, chi veniva sul campo giocava anche se non aveva partecipato alle altre partite precedenti. La finale ha contato circa 15 giocatori italiani, anche se la squadra iniziale era formata da 7 persone. Nella totale “anarchia” anche gli africani hanno schierato in capo i più bravi, qualcuno che aveva giocato la finale del 3° e 4° posto si è "intromesso" nella totale disponibilità che continua… [+blogger]   

azione alla via vergini

Credo che sia la prima volta che un’auto della polizia municipale sosti per un’intera settimana a via Vergini. L’azione anticipata è quella di non permettere i commercianti, senza licenza, di depositare fuori frigoriferi, scarpe, ombrelli e bancarelle di ogni genere. Praticamente nessuno adesso ha il permesso che in verità non è stato più rinnovato dall’amministrazione.

Solo tre ambulanti con regolare licenza espongono adesso la loro merce, mentre gli “abusivi” rivendicano la loro giusta causa: “questo è un mercato, e come tutti i mercati la gente compara all’esterno”. Certo quest’ultimo è pur sempre una cosa caratteristica che non deve perdere la sua identità, ma lo spazio che per camminare, per fare in modo che una persona con la carrozzella possa circolare liberamente è sì cosa degna di nota.

Se il problema va risolto (speriamo bene), allora le prossime azioni devono essere il parcheggio selvaggio, il senso unico che viene sempre scambiato per doppio senso, gli schiamazzi notturni, che in estate soprattutto, per chi abita alla via arena e via sanità, è uno problema costante e quasi irrisolvibile.

Ma il rione sanità è un rione, è un quartiere che si identifica come quartiere, è un luogo identico ad un altro luogo, è un posto dei posti che preventivamente disarma e accoglie. Ci vuole poco per cambiare e fargli cambiare idea. Un esempio: è bastato un piccolissimo manifesto distribuito a tutti i commercianti che indica in che modo ordinare, piegare  e raccogliere i cartoni: attualmente siamo quasi all’80%. [+blogger]