la volkswagen nera

Sono nato nel rione Sanità, ho 43 anni e vivo nel quartiere da sempre. Mio padre era operaio, mia mamma era casalinga e paralitica. I miei nonni erano poverissimi circondati da non so quanti figli in un basso di vico Tronari. Chi cresceva per strada come mio padre, chi con genitori putativi, chi con la mammana, chi per conto suo. Erano poverissimi; ma avevano tutti una caratteristica particolare, erano onesti; diventati poi artigiani, operai, venditori ambulanti, casalinghe, guantaie. Il più istruito firmava prima con il cognome e poi con il nome. Mio padre emigrò in Germania a 18 anni, dopo 4 anni di lavoro come metalmeccanico, rientrò in Italia per sposarsi portandosi al seguito una volkswagen nera (il maggiolino). Da qual momento divenne il più ricco della famiglia: anche quando aveva 4 figli e una moglie disabile, una casa di 25 metri quadri all’interno di un palazzo sgarrubato e un lavoro da operaio camionista, per i suoi fratelli e sorelle rimaneva il benestante germanese. Insomma una famiglia del quartiere Sanità, di un vicolo della povertà, una famiglia che resisteva al malaffare e alle lusinghe del guadagno facile. E non era l’unica!

Non credo siano cambiati gli ideali di ricchezza, tutti sognavano di vincere un terno al lotto. Mio padre si giocava mille lire a settimana, una “pazzaria” per mia mamma dedita al lavoro di casa e al frigo che non doveva mai essere vuoto. Chi vive oggi nella Sanità è arrabbiato, ha mille idee che possono rivoluzionare il quartiere, vorrebbe che tutti sposassero la sua causa, le sue tesi, così il mio fruttivendolo si lascia ad uno sfogo intimo e tenebroso: “mettiamo due cancelli, uno alla via Vergini, un altro sotto il ponte della Sanità”. E’ la speranza del riscatto abbruttito, selvaggio, è l’avvilimento per chi si compra i voti, per chi promette lavoro, per l’avarizia che sotterra la realtà, per l’indifferenza istituzionale. La differenza tra passato e presente è in quella volkswagen nera che faceva tanto impressione alla gente povera. “In fondo ci stanno bene nella mazzamma”, ogni tanto qualcuno emerge diventando imprenditore, calciatore, truffatore, spacciatore internazionale. Chi resiste è invisibile e, si sa, gli invisibili sono inesistenti, ahi voglia di citare il proverbio “chi allucca gran dolore sente”, questi non sentono neanche la propria moglie che sguscia a letto con un altro.

Questo rione liminale ha talento da vendere, tanto che molta gente dell’altra Napoli sta acquistando case per trasformarle in B&B. La famiglia del rione, la mia famiglia, quella che ha vantato una volkswagen nera non deve chiedere a nessuno, ha lavorato portandosi i maccaroni nel termos rosso nella borsetta di pezza blu, così come i numerosi fruttivendoli, salumieri, macellai, pellettieri, guantai che pur hanno rappresentato una categoria economica e una forza lavorativa. Nonostante mia nonna, in certi periodi dell’anno, dovesse elemosinare per campare, gli occhi della gente però non dovevano mai tradirla per rispetto e dignità. Oggi chi ha paura deve essere compreso non etichettato. Oggi finalmente abbiamo le prove che se ne sbattono di questo rione. Se hai una amante, devi fare l’amore non devi masturbarti. P.S. Non sono contro la masturbazione, sono contro la solitudine. [+blogger]     

3 commenti:

Nic ha detto...

Sante parole di chi ha vissuto solo per sentirsi dire vergognati. Vergognarsi poi, e di che? Non rinnegare mai il passato, non farne un vanto ma ragionare per far comprendere e per essere vicino superando le barriere dell'indifferenza.

Anonimo ha detto...

La Sanità è un luogo incredibile, visitatelo e ve ne accorgerete.

Maria Dangelo ha detto...

Mi hai riportato indietro nel tempo, ho visto mia nonna ,mio padre e mia madre , insieme a tutto il vicinato.....50 anni fà il quartiere era pieno di venditori ambulanti, stiratrici, suonatori di fisarmonica nelle osterie ...oggi non sò, molti personaggi che lo abitano mi suscitano un certo ribrezzo.....e mi giro dall'altra parte e mi scanso, maledicendo la mia impotenza......