durante le elezioni

Sono anni che durante le elezioni politiche mi chiedo quale partito votare? E alla fine mi rinfranco nel sentire la mia anima tranquilla. Mi richiedo: voto la coerenza, la sensibilità, i fatti, la perseveranza, la giustizia. Nel mio ideale dovrei votare, come la democrazia dice, chi più mi rappresenta: laureato, specializzato, precario, inoccupato, preoccupato, lavoratore, licenziato numerose volte ecc, ecc.

Vorrei votare un partito che nel suo programma avesse scritto: “Gli operai devono guadagnare da 2000 a 2500 euro al mese; ricevere in busta paga i contributi e il TFR da versare per la vecchiaia. Immediato, per la dignità dei più poveri, un welfare che parta dalla cura dei bambini e finisca con quella dei più anziani. Ristrutturazione generale di tutte le barriere architettoniche. Livellamento del benessere: tutti devono poter contribuire allo stesso modo in virtù della ricchezza conseguita abbattendo le disparità. Stipendi ai politici, ai vertici della RAI, ai manager, a chi fa televisione, cinema, calcio ecc, ecc, uguali a tutti gli atri stipendi. Ricchezza avanzata: distribuita in ragione ad una esistenza più comoda e tranquilla.

Bhè, questa è solo una piccolissima bozza che nemmeno per fruscii nascosti sono riuscito a sentire e leggere nei programmi politici. Eppure tutti sanno che è così, che i poveri diventano sempre più poveri e tanti, e i ricchi sempre più ricchi e pochi. Ma, come diceva un prete del rione in passato: l’uomo tiene due teste, una sopra e l’altra sotto. Se ragiona fa funzionare quella di sopra, se invece il pensiero è rivolto alla testa di sotto è n’a capa e cazzo. [+blogger]

carnevale alla sanità



partecipando ad una riunione

Questo pomeriggio ho conosciuto, partecipando ad una riunione nell’Istituto Ozanam, due associazioni e una fondazione che da qualche anno fanno volontariato nel rione sanità. La prima associazione si chiama tutti i colori, la seconda “adda passà a nuttata” e la terza fondazione Alessandro Pavese. In più c’erano: un parroco, una suora, un ricercatore universitario calabrese, ragazzi e ragazzini, una mamma del rione, volontari della scuola d’italiano per stranieri e qualche “intruso”.

La riunione è durata circa due ore e ho potuto capire che negli scopi dei volontari il bene comune è una costante univoca; l’atra è l’aiuto al quartiere. Naturalmente ho spiegato che da diversi anni opera la rete sanità come coordinamento informale di cittadini attivi che, in tutto questo tempo, ha svolto e creato una serie di attività sostitutive: microcredito, scuola d’italiano per stranieri, aiuto ai senza fissa dimora, aiuto ai disabili, collaborazione con le scuole, carnevale partecipato, Puliamo ma Sanità, Cinema ecc ecc.

Ho spiegato, secondo la mia visione e la mia esperienza, “cos’è il rione”, quali realtà permangono, i bisogni effettivi, le esigenze strutturali, le mancanze. Ma, nel contempo, ho ritenuto fondamentale far conoscere la realtà “Sanità e rete Sanità” per unire maggiormente le forze, la possibilità di fare assieme e l’esigenza di farsi conoscere per “comprendere e risolvere”. Ho invitato le associazioni e la fondazione alle riunioni della retesanità credendo, nello spirito della stessa, di coinvolgere chi con gli stessi principi e pensieri ha voglia di prestarsi, di darsi senza riserva, di coinvolgersi nel marasma di un quartiere che disarma volontariamente.

Spero che l’unione faccia la forza. Se come diceva Eduardo, “‘O marjuolo è marjuolo e non ha nazionalità”, così come considerare il rione luogo complesso come ogni altro luogo complesso del mondo, e allo stesso tempo considerare Napoli città problematica così come ogni altra città d’Italia i presupposti, eliminati gli stereotipi e le etichette massmediatiche, inducono a coinvolgere nelle iniziative quanta più gente possibile aldilà del credo religioso, della nazionalità, del colore della pelle, ecc ecc.

Insomma se di pluralità si parla ebbene che sia plurale a tutti gli effetti. Ora aspettiamo di incontrarci per parlare e riflettere, ma più per conoscerci, fare amicizia, spiegarci, far convergere, partecipare. [+blogger]     

sta morendo

NAPOLI - Il fagotto di stracci che vedete nella foto non ha neppure la sagoma di un uomo. Ma sotto c'è un uomo. Non si può muovere da un mese, qualcuno dice un mese e mezzo. Non si sposta più da quell'angolo da quando qualche scellerato, forse stanco del suo vai e vieni vagabondo in piazza san Domenico Maggiore, gli ha fatto sparire la sedia a rotelle che gli consentiva di spostarsi in autonomia.

Una bravata, una perfidia, un accanimento. Forse, presto, anche un omicidio. Quest'uomo - come riferisce l'associazione Corpo di Napoli con Gabriele Casillo - infatti non si alza più. Non può cercarsi il cibo. Appartarsi per fare i bisogni. Delira e si percuote. A volte è in grado di accettare la carità, a volte non è neppure in condizione di capire chi vorrebbe aiutarlo ed inveisce: forse è abituato a temere chi si avvicina al suo angolo.

Casillo racconta delle suore di madre Teresa che riescono, a volte, a convincerlo ad accettare qualche cosa. «Vorremmo aiutarlo - ma non si capisce chi debba farlo». Qualcuno ha chiamato il 118, ma lui - gridando in francese - si è rifiutato di salire in ambulanza. E' rimasto in quell'angolo, come una nave spiaggiata, a naufragare sotto gli occhi dei passanti.

Ha l'odore della cattiveria di chi gli ha sottratto l'unico bene, la sedia a rotelle. Chi lo ha visto ancora padrone, almeno, di muoversi, dice che ha un piede malato. Ora si vocifera che abbia una cancrena, e l'odore lo farebbe pensare. Ma il destino di quest'uomo sembra confinato sotto quella coperta. Possibile che non possa essere raggiunto da nessuno? [articolo di chiara graziani]   

con nessuno

E’ roba vecchia, non ha più scampo, chi “parla” vince sempre, e a vincere questa volta non è stata la politica, ma gli inserzionisti.  L’immagine continua ad avere un ruolo fondamentale nella comunicazione, anche se non così netta da spostare centinaia di migliaia di voti. Infatti, i voti veri per adesso ce l’hanno i grillini che in televisione ci vanno poco. Ma i vincitori assoluti ancora una volta sono loro, gli economisti del mercato, chi dirige milioni di euro per una pubblicità, chi ingaggia il miglior Showman a discapito della vita degli italiani, della giustizia, del lavoro, della medicina, della cultura.  

Per Santoro e la sua troupe era già tutto previsto, facile da capire soprattutto dopo i dialoghi di ieri sera in tv. Non l’ho visto, mi sono rifiutato, ho preferito un film di Stanlio e Ollio. Oggi invece per scrivere quest’articolo mi sono documentato e ho sentito alcune scene, finti screzi, critiche arruffate, stupidità da italianetti. In verità stamattina mi ha più colpito la morte di Mariangela Melato che le insulse critiche fatte a Santoro, a Berlusconi, a Travaglio.

Chi ha confezionato questo pacchetto televisivo formato famiglia ha avuto ragione, ma d’altronde non poteva sbagliare. Sono anni che l’economico surclassa il sociale, sono anni che i produttori dello spettacolo guadagnano su Cogne, su Misseri, sulla carità pelosa, sul dolore degli altri; così come la politica, attualmente, nell’ignoranza più assoluta si china di fronte ai principi economici, allo stesso tempo chi dovrebbe rappresentarci cade nel più disperato bisogno di assistenzialismo privo di un giudizio al di fuori degli interessi privati

Qualcuno in passato diceva che nel marasma completo, nella turpitudine generale, le menti iniziano a staccarsi, si forma un’altra realtà, qualcosa che macina nuovo, linfa vitale, solo che nessuno sa a che prezzo. Per adesso una sola cosa è certa: stanno perdendo i lavoratori, i pensionati, gli invalidi, sta perdendo la vita. [+blogger]          

dov'è il rom?

Mentre il mio cuore dialoga con i 160 scalini della Penninata S. Gennaro, un insolito accordo di fisarmonica, laggiù, alla prima rampa. In quarant’anni di vita, in questo quartiere, queste scale le ho affrontate in maniera diversa. A volte, di prima mattina, in gioventù, volando, (parite ‘na locomotiva, quanno salite), a volte dialogando con chi si affacciava dalle finestre, (venite dottò, ve faccio nu cafè), a volte, tra gli scrosci di pioggia, di portone in portone, per un riparo precario. Le note della fisarmonica s’intrecciano a un motivo che so riconoscere. Ora ne scorgo l’artefice, un rom scuro di volto e d’abito. Gioco a celare l’arrendersi del mio compagno cuore, duratura macchina di un tempo datato. Alterno nascoste e mimetizzate respirazioni, pur di dargli ossigeno e non fargli fare figuracce da chi osserva il mio procedere in salita, vaticinando esausti crolli. Il motivo ora l’ho colto. Le mie labbra accennano a seguire quelle note. Sento uscire parole: “ Besame..besame mucho…” 

La fisarmonica ora sembra avermi raggiunto e insegue versi che non so. La cucina di via Acquarone a Genova, una mattina di sole. Papà si fa la barba sul tavolo di marmo. Sposta il piccolo specchio portatile, per non riceverne il riverbero negli occhi. Sorride, tra la spuma, pennellata sul volto con cura. “ Besame…besame mucho..” Ha la sua tonalità, ferma, baritonale che mi affascina. “ Besame..besame mucho..” La voce di mamma, intonata melodiosa, giovane, gli risponde dall’ultima camera, sul mare. Le note della fisarmonica, ora, le ho perse. Dove si sarà mai cacciato il rom? [lucio paolo ranieri]

profezia sanità

Se volessi scrivere tutte le schifezze di quest’anno, ne avrei di che raccontare. Se avessi voglia di urlare farei sentire il mio ruggito dappertutto. Ma non è stanchezza, non è abbattimento né indebolimento. È la condizione che genera una illusione constante che le cose possano veramente cambiare. Come ogni anno, all’inizio qualcosa gira in un modo differente, qualcosa va per un altro verso, poi la nostra testa deve cambiare. E alla fine qualcosa effettivamente cambia.

Non sono il mago di Napoli, una profezia che si auto adempie ha le sue giuste ragioni per avverarsi. Piccoli o grandi che siano i cambiamenti sono fuori di noi: nella nostra busta paga, nella benzina, nella nuova famiglia allargata, nell’ottimismo economico, nella finzione, nel cinema, nell’amore. Grazie a internet tutti hanno la possibilità di scrivere, di farsi una pagina di giornale, di pubblicare foto, di criticare, di ignorare. C’è la libertà di scelta, di parola, di opinioni, di giudizi.

Questa differenza di fare e non fare, di cambiamenti senza novità, di speranze illuse ha la sua grande e straordinaria novità. Questa è la parte attiva della nostra epoca; si crea intelligenza ignorante, si scoprono cose straordinarie che non servono, si guadagnano milioni senza far nulla. Tutto questo è la sfera pubblica. Quella nascosta, quella che si mette vergogna, quella che non ha voglia di farsi vedere è la parte passiva, il brutto anatroccolo, quella che sa ma non parla, quella che puntualmente parla ascoltandosi da sola.

Diciamo che viviamo in un’epoca anarchica pur sapendo che la maggioranza degli italiani tra poco andrà a votare. Si, si, siamo degli anarchici che votano per difendere le convinzioni, le proprie opinioni, la propria testa. Il dopo non saprei, lo ripeto, non sono il mago di Napoli, comunque vi posso consigliare un buon veggente, uno di quelli che fa le tre carte sotto la stazione. Buon anno! [+blogger]

festa di fine anno

La scuola d'italiano per stranieri chiude per le feste di fine anno. Un po' di marezza, poi il divertimento, i canti, i balli. Qualcuno non c'era perché lavorava in nero, altri c'erano perché licenziati dal lavoro in nero, anche noi "professori" facciamo il volontariato in nero. 










il III cerchio della III Municipalità

Ad Aprile di quest’anno la rete Sanità ha presentato due proposte nell’ambito del progetto "Cartoniadi" protocollati il giorno 18,19/04/2012. (prima e seconda proposta) L’Asia ha premiato le Municipalità che hanno raccolto la carta e il cartone: la prima si è aggiudicata 50 mila euro (X Municipalità), la seconda, ossia la nostra, 10 mila euro (III Municipalità).

E già da diversi mesi che il consigliere Francesco Ruotolo chiede alla presidentessa Giuliana Di Sarno come mai non siano stati presi in considerazione questi progetti, visto che sono stati gli unici ad essere protocollati. La rete Sanità ha il diritto di sapere questi soldi come saranno spesi e per quale finalità sociale.

Due giorni fa i politici nel rione hanno dichiarato che “il borgo Vergini è riqualificato” grazie al fatto che sono stati “donati” ombrelloni di colore rosso bordò per il mercatino rionale. Allo stesso tempo alla via Arena e Sanità, alla via S.M. Antesaecula, a piazza Sanità, alla via Fontanelle, a discesa Capodimonte e per tutto il quartiere buchi e voragini enormi si sono aperte e si aprono ancora, causa il mal tempo.

Mentre ai Colli Aminei i percorsi stradali si rifanno ogni anno, nel rione Sanità l’ultima volta che gli operai hanno riqualificato le strade risale al 1990 con il progetto Urban, per il resto le voragini si tappano provvisoriamente creando cunette, dossi, avvallamenti rischiosissimi per i pedoni, per non parlare dei diversamente abili.

Ora ci preme sapere dei 10 mila euro e di come saranno investiti questi soldi. Chi si è aggiudicato il miglior progetto? Quali progetti oltre a quelli della Rete Sanità sono stati protocollati? Perché non siamo stati avvisati? Perché noi e il Consigliere Ruotolo continuiamo a non capire come mai queste domande non hanno risposte? [+blogger] 

napoli capitale dell'acqua

E’ con grande gioia che salutiamo la decisione del Comune di Napoli di trasformare ARIN ( Azienda Risorse Idriche Napoli), una Spa a totale capitale pubblico, in ABC( Acqua Bene comune) Napoli, un’Azienda Speciale. Ciò è finalmente avvenuto il 21 novembre scorso con l’ultimo adempimento redatto dal prof. Giancarlo Laurini, presidente del Consiglio Nazionale del Notariato. Il Consiglio comunale di Napoli aveva già deciso questo quasi all’unanimità il 26 ottobre 2011 inseduta plenaria, alla presenza dei comitati dell’acqua. Ma le pressioni da parte dei potentati economico-finanziari sono state talmente forti che è stato necessario oltre un anno per tradurre in pratica quel voto.

Se si è riusciti ad arrivare alla gestione pubblica dell’acqua dobbiamo ringraziare l’impegno dei comitati cittadini napoletani e campani; un impegno portato avanti con tenacia per otto lunghi anni. Tutto infatti inizia nel 2004 quando 136 comuni delle provincie di Napoli e Caserta (ATO2) decidono di privatizzare il servizio idrico. I comitati con una energica campagna obbligano i sindaci a votare il 31 gennaio 2006 la ripubblicizzazione dell’acqua di ATO2, una decisione storica che non divenne però operativa. Fu la vittoria referendaria a dare il colpo d’ala necessario ad arrivare all’ABC- Napoli. Questo è avvenuto grazie all’impegno dell’assessore Alberto Lucarelli con l’appoggio del sindaco Luigi De Magistris. Napoli diviene così la prima grande città che decide di obbedire al referendum. Questa città, che ha una così cattiva stampa, diventa oggi un esempio da seguire. Noi ci aspettiamo che altre città, come Venezia, Trento, Palermo, Milano… facciano altrettanto.

Chiediamo a tutti i comitati acqua d’Italia di fare pressione perché i comuni passino alla gestione pubblica utilizzando la formula dell’Azienda Speciale. Napoli ha dimostrato che si può fare. E’ un passaggio fondamentale per la nostra stessa democrazia. Solo se le comunità locali potranno decidere sui beni comuni fondamentali : acqua, aria, energia e terra, ci potrà essere vera democrazia. Abbiamo bisogno di tante vittorie locali per forzare i partiti e il governo Monti a rispettare il Referendum. E’ grave che, in questa stagione elettorale, il tema dell’acqua non sia oggetto di dibattito. Dobbiamo chiedere che tutti i partiti manifestino la propria posizione sull’acqua. Vale anche per le elezioni europee previste per il 2014.E’ fondamentale riportare la lotta a Bruxelles dove le istituzioni comunitarie risentono dell’enorme pressione delle multinazionali dell’acqua, da Vivendi a Coca Cola, da  Suez a Pepsi, che finanziano buona parte dei quindicimila lobbisti al lavoro in quella città. Per questo è nata la ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei), un movimento sorto dal basso per costringere il Parlamento Europeo a porre le risorse idriche fuori dalle logiche di mercato. 

L’ICE è uno strumento, introdotto da Trattato di Lisbona, che assegna ai cittadini il diritto di proporre alla Commissione Europea atti legislativi sulle politiche di propria competenza. Per formalizzare la proposta sono necessarie un milione di firme raccolte in almeno sette paesi dell’Unione. Per questo diventa sempre più importante lavorare in  rete in chiave europea. E’ quanto abbiamo tentato di fare al Forum di Firenze 10+10 (8-11 novembre) rafforzando la rete europea dei comitati che lavorano perché il Parlamento europeo proclami l’acqua un diritto. La raccolta di firme da portare a Bruxelles è aperta sia in forma cartacea sia in internet(www.right2water.eu).

In Italia riteniamo importante poi l’impegno contro la costituzione della mega multiutility del Nord che ingloberebbe le varie aziende locali da A2A a Hera per formare un mostro finanziario che gestirebbe i servizi anche idrici di tutto il Nord Italia. Il Forum dei Movimenti dell’acqua ha indetto una manifestazione il 15 dicembre p.v. a Reggio Emilia. Diamoci da fare perché la situazione climatica mondiale sta peggiorando. E’ quanto traspare dal Rapporto rilanciato il 18 novembre dalla Banca Mondiale che dà per certo entro la fine del secolo un aumento medio di 4 gradi, mentre per gli USA e i paesi del Mediterraneo sarà di 6 gradi. Questo cambiamento climatico avrà conseguenze gravissime per l’acqua potabile, che andrà sempre più scarseggiando a fronte di una popolazione in aumento. Ecco  perché le multinazionali, la finanza vogliono mettere le mani sull’oro blu, per fare lauti guadagni a spese di milioni di morti di sete.

Quello che stiamo vivendo è l’eterna lotta del Drago contro la Donna così ben descritta nel libro dell’Apocalisse. Diamoci da fare perché vinca la Donna, l’acqua:la madre della vita sul pianeta Terra. [alex  zanotelli]