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dov'è il rom?

Mentre il mio cuore dialoga con i 160 scalini della Penninata S. Gennaro, un insolito accordo di fisarmonica, laggiù, alla prima rampa. In quarant’anni di vita, in questo quartiere, queste scale le ho affrontate in maniera diversa. A volte, di prima mattina, in gioventù, volando, (parite ‘na locomotiva, quanno salite), a volte dialogando con chi si affacciava dalle finestre, (venite dottò, ve faccio nu cafè), a volte, tra gli scrosci di pioggia, di portone in portone, per un riparo precario. Le note della fisarmonica s’intrecciano a un motivo che so riconoscere. Ora ne scorgo l’artefice, un rom scuro di volto e d’abito. Gioco a celare l’arrendersi del mio compagno cuore, duratura macchina di un tempo datato. Alterno nascoste e mimetizzate respirazioni, pur di dargli ossigeno e non fargli fare figuracce da chi osserva il mio procedere in salita, vaticinando esausti crolli. Il motivo ora l’ho colto. Le mie labbra accennano a seguire quelle note. Sento uscire parole: “ Besame..besame mucho…” 

La fisarmonica ora sembra avermi raggiunto e insegue versi che non so. La cucina di via Acquarone a Genova, una mattina di sole. Papà si fa la barba sul tavolo di marmo. Sposta il piccolo specchio portatile, per non riceverne il riverbero negli occhi. Sorride, tra la spuma, pennellata sul volto con cura. “ Besame…besame mucho..” Ha la sua tonalità, ferma, baritonale che mi affascina. “ Besame..besame mucho..” La voce di mamma, intonata melodiosa, giovane, gli risponde dall’ultima camera, sul mare. Le note della fisarmonica, ora, le ho perse. Dove si sarà mai cacciato il rom? [lucio paolo ranieri]

roma bene

Le lacrime di una ministra sono servite a far pagare ai pensionati e alla povera gente i debiti dei politici che tra voli statali, puttani e puttane di turno, soldi illeciti, privilegi e casta, hanno sbancato l’Italia. La situazione lavorativa è drammatica e sgomenta l’inverosimile, e se oggi sempre la stessa ministra afferma che “chi licenzia lo fa comunque”, domani non ci sarà neanche più il problema di chiederselo.    

Vent’anni e più di partiti allo sbando, il PD è vergognoso, il PDL da brivido, l’insostenibilità delle persone che vivono con 500euro al mese, con uno scarto di 6.999.999.500 se confrontato con il reddito della Severino. Certo quest’ultima ha detto che guadagnare soldi non è peccato, come dire che la “Proprietà non è più un furto”. Nevrosi del danaro figlio, marito, amante, amato, moglie e sacerdote.

“Negli Stati Uniti il problema del licenziamento non si pone proprio”: si ricordano solo quello che vogliono e non parlano mai del conflitto d’Interesse che se paragonato con gli Usa a confronto L’Italia è uno stato totalitario. Tutti annegati (i signorotti s'intende), sperando che sullo yacht non resti solo il cane a scodinzolare come nella “Roma Bene” di Carlo Lizzani. [+blogger]         

inter napoli

Dopo diciassette anni il Napoli batte l’Inter a san Siro, una bella soddisfazione per i “terroni” napoletani. In un video postato su youtube girato durante la partita si possono ascoltare i tifosi interisti che gridano “San Gennaro sieropositivo… Senti come puzza, senti come puzza Napoli… Benvenuti in Italia Olè… Zavorra… Ci vuole acqua e sapone, acqua e sapone, ci vuole acqua e sapone… Sarà che sono zingari, sarà che sono colerosi, sarà che non si lavano… Napoli merda, Odio Napoli, Voi non siete esseri umani”.

Nei commenti in risposta i napoletani: “san Gennaro ve lo ha messo nel culo con 3 babà figli di troia; viva il regno delle due Sicilie; Munnezza tre palloni e tornate nella nebbia; Benvenuti un beneamato cazzo! St'italia del cazzo non la volevamo e non la vogliamo! siete voi, sporchi barbari ignoranti , che siete venuti a romperci le palle a noi. Forse perché invidiosi della nostra cultura, della nostra ricchezza o semplicemente perché siete dei fottuti barbari incivili e bellicosi. Tornate nelle vostre putride paludi, fottuti italiani!”.

Anche gli scansafatiche di Pomigliano D’Arco si sentono zavorra lavorativa, un disastro che accomuna gli operai del nord e quelli del sud. Allo stadio si urla, il Napoli vince mentre muore il tifo, i tifosi, gli sponsor, i colori, il calcio. È un tormento che riscatta la nostra società, è il gioco che se lo guardiamo ci fa sognare, ci fa respirare, ci rende ricchi, ci diverte, ci umilia. La controparte dei tifosi è il silenzio, infatti dopo essersi insultati vicendevolmente nessuno più ha la forza di ribattere, si resta soli in questa fottutissima era che mansueta le nostre proteste, che ci rende indifferenti, che individualizza ogni nostro pensiero e ogni nostra azione.

1200 euro al mese per chi si permette il lusso di lavorare con un contratto a tempo indeterminato; 800 per i contratti a tempo; aumenti sproporzionati: per andare a vedere Napoli Milan allo stadio 50euro; il caffè è aumentato del 20% anche lo zucchero, la pasta, l’olio… non parliamo poi del carburante. Ci resta solo il tifo che insulta, che ci rende coglioni, zavorra, sporcizia, terroni e polentoni. Parafrasando Eduardo: abbasso l’Inter e il Napoli, W piazza del Duomo e Mergellina! [+blogger]


frate cercatore

Mercoledì 17 agosto 2011 ore 11,30 circa uscita Caianiello un prete, con tanto di barba, tunica e sacchetto color marrone, elemosinava alla stregua di un metal detector autostradale. Mentre scattavo alcune foto una amica che viaggiava con me dal sedile posteriore mi ha passato alcune monete. In primis non c’ho pensato ma quando sono passato diritto e ho sentito le imprecazione mi sono convinto che quei soldi non erano per pagare in parte l’autostrada.

E’ così, i frati poverelli fanno tendenza, chiedono per dare, elemosinano per gli altri, la barba se la fanno crescere per devozione e apparenza. Se a volte vediamo un rom scartare nell’immondizia ci schifiamo, l'allontaniamo, quello che spesso succede nella circumvesuviana tra rom, napoletani e inurbati, è storia che bisogna pur assistere.

Devo dire la verità questo nomade cercatore con la tunica mi è simpatico. A guardarlo è l’esatta copia di un uomo pacioccone e probo. Uno che non si può dire di no se ti chiede qualcosa. Un uomo simpatico dalla barba lunga e l’espressione buona.

In metropolitana ho visto una scena che mi ha fatto pensare molto. Il controllore si avvicina ad un rom: “biglietto”, l’abbonamento è buono ed è pure firmato. Poi tocca ad un ragazzo napoletano ben vestito: biglietto”, senza abbonamento né biglietto. La povertà ha diverse facce: ha quella del prete cercatore simpatico che con la sua simpatia raccoglie centinaia di euro; oppure quella del rom che si prende la rivincita sul controllore; e ancora quella del ragazzo perbene che crede di fare il furbo bonariamente. [+blogger]