L’accordo
con più “forze”, e con più rappresentati che si uniscono per uno scopo comune,
è sempre il migliore. A vico Tronari i volontari, i cittadini, qualche
consigliere della Municipalità e qualche assessore del Comune di Napoli hanno
mediato affinché le otto famiglie non venissero sfrattate. Come dicevo nell’articolo precedente, le circa 50 persone che abitano sono riuscite a trovare un accordo
e a parlare con il proprietario delle stabile. Presto, si spera, arriverà il consenso
e con esso i contratti d’affitto. Per ora ci consola sapere che, pacificamente,
le situazioni gravi possono essere ristabilite attraverso il buon senso. E che
il buon senso prevali su tutte quelle persone che hanno potere decisionale.
[+blogger].
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rivoluzione
Parte la rivoluzione
"disattiva" nel rione sanità, disoccupati, abusivi regolari, piccoli
commercianti, precari, insieme distruggendo tutto ciò che esiste. Guerra
d'acqua, d'aria, di informazione, di opinioni con il fioraio, il fruttivendolo,
il politico mai eletto, il parroco gay, la malafemmene, l'ex tossico, il
farmacista, l'alcolista, i giocatori anonimi, l'infermiere, il medico
licenziato, il camorrista perbene, il pescivendolo, l'imprenditore
evasore, l'operaio, il malato di mente.
Si sa che le
raccomandazioni sono un pezzo forte dell'Italietta, ma quando senti che
all'Enav i figli, i nipoti, le sorelle, i cugini, i cognati, e per fino la
suocera, occupano un posto di responsabilità a 5000 euro al mese bhè, allora,
pur sapendo, ti viene voglia di gridare, di sgorgare il marcio che hai dentro,
di vomitare bile, di iniettare veleno catartico, di spruzzare urina, di
schizzare sangue addosso a chi stralcia il lavoro, chi umilia la forza, la
speranza, la vita.
Nel rione un
pellegrinaggio di “zombie”, che per altra gente è bile infetta, si prepara a
superara le politica, la sorpassa senza ambizioni, non crea le differenze le
amalgama, la impasta, fa nascere sul vecchio il nuovo, distruggendo attraverso
la sua rivoluzione “disattiva”. Essi non parlano un linguaggio attuale, lo
scavalcano per recuperare, per ricominciare, per ascoltare, per definire in
modo differente.
Il linguaggio deve
cambiare, così come cambiare una rivoluzione, una imposizione, una categoria. Ormai
non ha più senso parlare di programma, di “informazione”, di onestà, non si
deve parlare di dritto e rovescio, quello che nasce è una frontiera liminale
che sia aggiorna come un antivirus attraverso la costruzione pacifica di un
popolo, il popolo del rione Sanità. Se credete nelle raccomandazione, almeno
raccomandatevi per un posto migliore al cimitero. [+blogger]
...denunciando la municipalità
“I presenti sono 14, la seduta non è valida”; con questo annuncio
il Vice presidente della Municipalità 3 Stella san Carlo all’Arena Mario
Capuano, ha dichiarato chiusa la seduta del Consiglio di Municipalità
di ieri, venerdì 8 giugno, con all’ordine del giorno alcune importanti
iniziative e provvedimenti previsti per l’inizio dell’estate sul territorio
municipale. Assente la presidente Giuliana Di Sarno, hanno risposto (il
n° legale perché la seduta possa aprirsi è di 15) all’appello solo 14 consiglieri,
tre dell’opposizione e undici della maggioranza (che conta 18 consiglieri più la Presidente : 19).
Sono risultati assenti: Mario
Affinito, Gennaro Manetta, Francesco Nacarlo, Fabio Nacarlo, Giuseppe Pacella,
Raffaele Pacifico, Antonio Sarracino, Ciro Terribile e Fulvio Fucito, cioè 9
assenti su 14 eletti dell’opposizione. Per la maggioranza sono risultati
assenti i consiglieri: Giuseppe Barbato, Laura Bismuto, Luigi Fucci, Sara
Petricciuolo, Vincenzo Ragone, Valeria Vespa e Sergio Galietto; cioè erano
assenti 7 dei 18 consiglieri della maggioranza cui va aggiunta la Presidente Di Sarno, anch’essa assente. Molto duro il commento del
consigliere Francesco Ruotolo:
“Su 61 sedute di Consiglio, convocate dal 7 luglio 2011 ad oggi, quelle
non svoltesi – come oggi – per mancanza del numero legale sono oramai il 10%.
L’importanza dei provvedimenti all’o.d.g. avrebbe consigliato un maggior
impegno e la dovuta serietà sia dell’opposizione - con ben 9 consiglieri
assenti su 12 - sia soprattutto della maggioranza che, con 18 consiglieri più la
presidente, ha fatto registrare complessivamente 8 assenti. Da notare che la
maggioranza ha maggior responsabilità nell’assicurare, forte dei suoi numeri,
la validità e lo svolgimento della seduta”.
Il consigliere, intervenuto più
volte in questi undici mesi nel chiedere alla maggioranza più compattezza e nel
sollecitare ripetutamente la
Presidente a convocare periodiche riunioni di maggioranza per
meglio svolgere l’azione programmata dal centro-sinistra, così stigmatizza
l’accaduto:
“Fermo restando che la responsabilità del numero legale appartiene a
ogni consigliere, di opposizione come di maggioranza, è quest’ultima che ha la
responsabilità di guidare e indirizzare i lavori del Consiglio di Municipalità.
Ho a più riprese rivolto alla Presidente Di Sarno ed ai capi-gruppo della
maggioranza l’invito – sempre protocollato – a svolgere periodiche riunioni di
verifica per valutare i risultati conseguiti, correggere gli errori e superare
i ritardi. Sono quasi inascoltato poiché di riunioni di maggioranza se ne sono svolte due in undici mesi quando
io ne propongo una a settimana”.
“Anche le mie ripetute richieste di un Consiglio di auto-valutazione al mese sono
state sistematicamente disattese; se una istituzione, se la stessa maggioranza
non sono capaci di una seria analisi, non ci meravigliamo se il qualunquismo
grillino ha buon gioco!”.
Sulle modalità di svolgimento
delle sedute di Consiglio e di Commissione, il consigliere Ruotolo ha
depositato pochi giorni fa una bozza propositiva per un “Codice di autocomportamento”
delle/degli elette/i che presto sarà posto all’ordine del giorno della
Commissione “Bilancio e regolamenti”. [francesco ruotolo]
miracolo di san gennaro?
Qualche settimana fa c’è stato un
incontro tra il comitato per la riapertura del parco san Gennaro e una
delegazione composta dall’assessore all’ambiente, diversi assessori alla
municipalità, architetti e agronomi. Si è deciso di aprire un percorso che
coinvolga le associazioni del rione e la possibilità della riapertura a breve
del parco chiuso ormai da diversi mesi.
Il comitato ha richiesto guardiani specializzati, la ripulitura dei giardini e la riqualificazione del manufatto. Sarà convocata a breve una assemblea tra comune, municipalità e associazioni. Inizia un percorso Progetto partecipato. Prima fase la ripulitura e la messa in sicurezza del manufatto.
Il comitato ha richiesto guardiani specializzati, la ripulitura dei giardini e la riqualificazione del manufatto. Sarà convocata a breve una assemblea tra comune, municipalità e associazioni. Inizia un percorso Progetto partecipato. Prima fase la ripulitura e la messa in sicurezza del manufatto.
E’ inutile ribadire che il parco San
Gennaro nel 2008 è stato aperto dai cittadini dopo che il Comune aveva speso
circa 1milione e mezzo di euro. Una delle prime forme di riappropriazione degli
spazi pubblici con una cinquantina di persona munite di scope e palette, buon
senso e la capacità di gestirlo, senza l’aiuto delle istituzioni, per circa 2
anni. All’interno un campetto di calcio, giochi per i bambini, una compostiera,
un struttura in pietra, bagni ecc ecc. [+blogger]
semifinale e finale
Il portiere caduto alla difesa ultima vana, contro terra cela la
faccia, a non veder l’amara luce. Il
compagno in ginocchio che l’induce con
parole e con mano, a rilevarsi, scopre
pieni di lacrime i suoi occhi. La folla -
unita ebbrezza - per trabocchi nel campo.
Intorno al vincitore stanno, al suo collo
si gettano i fratelli. Pochi momenti come
questo belli, a quanti l’odio consuma e
l’amore, è dato, sotto il cielo, di
vedere. Presso la rete inviolata il
portiere - l’altro - è rimasto. Ma non la sua anima,
con la persona vi è rimasta sola. La sua gioia si fa una capriola, si fa baci che manda di lontano. Della festa - egli dice - anch’io son parte.
Così scriveva Umberto Saba negli anni ‘40 rapito dal gioco
del calcio, cogliendo emozioni, attimi di gioia e tristezza, ma anche di affratellamento in
tempi così difficili e pieni di
odio come quelli dell’Italia del’epoca.
Posso dirvi che nel corso dei primi 2
incontri del torneo interculturale organizzato dalla scuola “SAMB e DIOP”, mi è
tornata alla mente questa poesia studiata molti anni fa sui banchi del Liceo.
Il gioco del calcio, che ormai da tempo non mi emoziona più, è riuscito a
farmi ancora provare tanti sentimenti attraverso lo spettacolo offerto di sano agonismo, di lealtà e di
voglia di correre e giocare per
il solo gusto di farlo…
Gli africani mi sono sembrati
molto bravi tecnicamente e individualmente e a volte mi sembravano danzare …
gli srilankesi, contrariamente alle previsioni, sembravano per contro molto compatti e affratellati, anche se a
volte inconcludenti. Gli italo- napoletani li ho visti bravi e molto
opportunisti nel gioco. Tutti però sono stati molto leali e pronti ad aiutare
l’altro, anche l’avversario, se in difficoltà. Momenti poetici li, a volerli cogliere,
ce ne sono stati molti, come quelli prima dell’incontro quando Babikar (l’allenatore) prende i suoi e,
come il pifferaio magico, li porta agli
esercizi muscolari preliminari sul campo ancora vuoto o come quelli, durante
l’incontro, di gioia esultante degli italo- napoletani dopo il goal o di
generosità e impegno degli srilankesi
che corrono senza sosta e si aiutano a
vicenda. La cosa più bella però è che il
pubblico, al contrario di quello che avviene sugli spalti, tifa tutto sempre per chi sta perdendo….
Se avete desiderio di provare
anche voi belle emozioni venite ad assistere alle prossime partite al campetto del seminario
arcivescovile di Capodimonte. I prossimi incontri sono:
Domenica 13 maggio
ore 10 Africa 2 - Sri lanka, finale per il 3° e il 4° posto - Sabato 19 maggio ore 17 Africa 1 – Italia, finale
per il 1° e 2° posto - Vi aspetto. [Gennaro
Sanniola]
Foto della seconda partita: Sri Lanka - Italia Sanità
juve napoli
Ieri la partita più attesa dei
napoletani, una vittoria e un terzo posto assicurato. Invece la nostra squadra
non solo ha giocato male ma ha anche perso in modo indecoroso. Quagliarella ha
segnato senza esultare, mentre al san Paolo quel 71 risuona ancora nella sua memoria. Ieri allo stadio c’era anche mio
cognato ed un suo amico partiti per tifare contro il Napoli. Due Juventini doc
che si sono “scontrati” con la busta dell’immondizia esposta da un tifoso
bianconero (napoletani siete monnezza).
Poppella, uno dei tifosi più
tifosi della nostra generazione, un maradoniano superlativo, uno che nella sua
bottega ha decine di poster di giocatori del Napoli, ieri mi ha guardato
sconsolato: “con una prestazione così… cosa posso dire?”. Il calcio italiano ha
la forza di estromettere ogni convinzione, i tifosi fanno paura con le loro
proteste, anche se nessuno li legittima, tutti fanno finta di non vedere. Come
ogni verità: se l’affermi non esiste più…
così ancora il buon Pasolini insegna.
Gli stadi possono diventare
veicolo di proteste legittimate. Un po’ di tempo fa ho conosciuto un veneto fan
del Napoli ed un Sampdoriano, in trasferta per l’Italia, che tifa
intellettualmente bene. Sembra che tra nord e sud i tifosi si odiano, e se gli
interisti hanno schifato la strage di cani in Ucraina, così nella curva dello
stadio partenopeo si è gridato contro la guerra e le stragi delle bombe a
grappolo.
Se due napoletani che amano la
loro città e tifano Juve riescono ad andare allo stadio, condividere le emozioni
di un 3 a
0 e farsi buttare in faccia, si fa per dire, la spazzatura da uno stupido
torinese(?), se un triveneto simpatizza
per Lavezzi, Cavani e Cannavaro, se un tifoso, ma dico vero tifoso della Samp,
espone a Pescara un cartello su scritto “io stimo Zeman”, allora forse questo
modo di protestare, di gioire, di fraternizzare e sfottere, è un modo del tutto
nuovo per riappropriarsi delle scelte, della libertà, della consapevolezza, e
della franchezza.
Rimango esterrefatto perché il
Napoli non ha tirato quasi mai in porta, non ha mai impensierito veramente
Buffon, la mia è una giusta riflessione, come mi ha confermato Salvatore
(Poppella) di via Sanità, io non posso recriminare, né indignarmi, la mia è una
consapevolezza che va al di là del tifo… e forse anche di quell’imbecille del
71. [+blogger]
illeciti amministrativi
La presidentessa della III Municipalità indagata per
illeciti amministrativi. Non ho capito, ma per caso è un avviso di garanzia? E non
ho neanche capito cosa significa: “presunti illeciti amministrativi”. Presunti vuol
dire che non si sa se sono veri, ma allora perché già alcune testate
giornalistiche nazionali e blog riportano la notizia come se fosse vera? Leggo da
periferiamonews.it che tutti i consiglieri si sono schierati dalla parte della
Di Sarno, tranne uno, il sig Fabio Nacarlo.
La mia impressione dopo averci discusso: non mi è sembrata
una persona disonesta (premetto che non la conosco affatto e che se ho paralato
con lei 15 minuti è già tanto). Mi ha spaventato però il fatto che si occupasse
troppo del rione sanità, che passasse troppo tempo a discutere con le
associazioni, la gente, i volontari ecc ecc. E sì, perché da anni noi semplici
internati del rione non abbiamo un dialogo con le Istituzioni, e questa nuova presa di posizione mi è sembrata
molto ma molto strana.
Al dì la dei luoghi comuni, tutti possiamo fare del male a
volte anche inconsapevolmente, i giornali e i mass media ne fanno molto, così
come le notizie, le dicerie, le statistiche. Aspetto con fiducia, anche se so
che fare politica di questi tempi è dura e che il primo a non capirci un cazzo
è proprio il rappresentante votato a maggioranza. Oramai viviamo nelle “istituzioni
totali”, nei manicomi criminali, nelle periferie “sub culturali”, dire cosa è
giusto e cosa è sbagliato mi sembra una eresia.
Concludo l’articolo prendendo in prestito alcune frasi ultime
di Monsieur Verdoux: “…e quante donne innocenti e bambini sono stati uccisi
senza pietà, e magari in modo più scientifico; come sterminatore sono un misero
dilettante a confronto. …un omicidio è delinquenza, un milione è eroina, il numero
legalizza mio caro amico”. [+blogger]
NB Tolgo il posto video che avevo messo questa mattina per
dare spazio a quest’articolo, lo rimetto domani per solidarizzare con i no tav.
incontri: comune e municipalità
Il 13 febbraio alla scuola Caracciolo della via s. m. Antesaecula le diverse associazioni del rione hanno incontrato l’assessore alla cultura del comune di Napoli Antonella Di Nocera e, il giorno dopo, la presidentessa della III Municipalità (stella/san Carlo) Giuliana Di Sarno. Al di là delle buone intenzioni verso il quartiere, cosa per le verità strana da parte delle Istituzioni, la cosa che più ha stupito è che, finalmente, chi di dovere ha deciso di occuparsi del rione sanità.
Ho partecipato, mal volentieri, il giorno 14 alla via Lieti. Con una buona intenzione “le associazioni”, ha detto la presidentessa, “hanno sostituito le Istituzioni che non sono mai esistite, il quartiere è stato abbandonato e in qualche modo i volontari hanno fatto un ottimo lavoro… finalmente ci occuperemo del rione Sanità”. Mi chiedo ma se non se ne occupa la III Municipalità del quartiere chi se ne deve occupare? Forse la Di Sarno parlava del Comune, ma insomma fa ridere il fatto che tutti fanno qualcosa tranne chi di dovere.
Le Municipalità non servono a nulla, non so a cosa sia servito incontrare chi si occupa di sottosuolo, chi fa scuola di italiano agli immigrati, chi vuole far diventare elite la Sanità, oppure chi intende fare soldi privatamente. Non voglio con questo distruggere quello che di buono c’è, ma se prendo in prestito le parole della presidentessa, che ha spiegato come il rione sia stato (è lo è tutt’ora) ricettacolo di volti politici per i truffaldini di turno, allora questa immagine del fare è praticamente inutile se non si fa tabula rasa di tutto quello che prima c’era.
Le associazioni e i volontari non devono assolutamente sostituirsi alle Istituzioni, così facendo sgravano dalle responsabilità chi viene pagato profumatamente per non fare nulla. Basta con l’assistenzialismo forzato, se c’è qualcosa che si può fare lo si faccia prima e poi si può discutere della situazione a riguardo. La Di Nocera ha mostrato interesse per la biblioteca della Angiulli chiusa da diversi anni, poi c’è il museo Totò che da 15anni non si apre perché manca una firma, ancora l’ossario delle Fontanelle non deve essere gestito da chi sfrutta il sottosuolo indiscriminatamente, il cimitero è un bene di tutti e nessuno deve pagare per visitarlo.
Ci sono poi le questioni del traffico, dei disabili che non riescono proprio a farsi una camminata per il rione, poi c’è il parcheggio indiscriminato, la questione parco san Gennaro… Basta mi fermo. Fate, anzi, facciamo tutti insieme. Chi però ha l’obbligo e il dovere perché pagato, deve fare due, tre, anzi dieci volte se vuole l’aiuto dei volontari e alla fine ricordarsi comunque che non sta facendo niente di eccezionale, che non sarà mai un santo né un cristo. Prima bisogna creare, ricreare, riusare, informare… poi si può discutere. [+blogger]
Ho partecipato, mal volentieri, il giorno 14 alla via Lieti. Con una buona intenzione “le associazioni”, ha detto la presidentessa, “hanno sostituito le Istituzioni che non sono mai esistite, il quartiere è stato abbandonato e in qualche modo i volontari hanno fatto un ottimo lavoro… finalmente ci occuperemo del rione Sanità”. Mi chiedo ma se non se ne occupa la III Municipalità del quartiere chi se ne deve occupare? Forse la Di Sarno parlava del Comune, ma insomma fa ridere il fatto che tutti fanno qualcosa tranne chi di dovere.
Le Municipalità non servono a nulla, non so a cosa sia servito incontrare chi si occupa di sottosuolo, chi fa scuola di italiano agli immigrati, chi vuole far diventare elite la Sanità, oppure chi intende fare soldi privatamente. Non voglio con questo distruggere quello che di buono c’è, ma se prendo in prestito le parole della presidentessa, che ha spiegato come il rione sia stato (è lo è tutt’ora) ricettacolo di volti politici per i truffaldini di turno, allora questa immagine del fare è praticamente inutile se non si fa tabula rasa di tutto quello che prima c’era.
Le associazioni e i volontari non devono assolutamente sostituirsi alle Istituzioni, così facendo sgravano dalle responsabilità chi viene pagato profumatamente per non fare nulla. Basta con l’assistenzialismo forzato, se c’è qualcosa che si può fare lo si faccia prima e poi si può discutere della situazione a riguardo. La Di Nocera ha mostrato interesse per la biblioteca della Angiulli chiusa da diversi anni, poi c’è il museo Totò che da 15anni non si apre perché manca una firma, ancora l’ossario delle Fontanelle non deve essere gestito da chi sfrutta il sottosuolo indiscriminatamente, il cimitero è un bene di tutti e nessuno deve pagare per visitarlo.
Ci sono poi le questioni del traffico, dei disabili che non riescono proprio a farsi una camminata per il rione, poi c’è il parcheggio indiscriminato, la questione parco san Gennaro… Basta mi fermo. Fate, anzi, facciamo tutti insieme. Chi però ha l’obbligo e il dovere perché pagato, deve fare due, tre, anzi dieci volte se vuole l’aiuto dei volontari e alla fine ricordarsi comunque che non sta facendo niente di eccezionale, che non sarà mai un santo né un cristo. Prima bisogna creare, ricreare, riusare, informare… poi si può discutere. [+blogger]
privato
“Siamo ossessionati dal privato”, quello che facciamo nella nostra singola sfera non deve saperlo nessuno, neanche il nostro più
vicino parente. Più in generale: in casa mia decido io, faccio entrare chi voglio,
questa è la mia proprietà che eccessivamente diventa mia, come mie sono: la
moglie, i figli, l’auto, i soldi. È l’esasperazione che diventa ossessione e a
volte angoscia. Eppure non c’è cosa pubblica più evidente del nostro privato.
Facciamo le nostre cose, come fare la cacca, la pipì, l’amore,
ci masturbiamo, guardiamo i film porno, ci scaccoliamo in segreto, la puzza poi
è straordinaria perché in pubblico è difficile capire chi l’ha fatta anche se poi
stiamo attenti a sganciarla. E’ di comune accordo, gli uomini hanno bisogno di
queste cose, molte fisiologiche, del resto
è normale, però è il nostro privato, qualcosa che ripugna l’altro, che fa
schifo, che ridicolizza.
L’eccessiva vergogna delle cose normali ha in se germi di
disuguaglianza, è l’origine delle differenze, delle ambiguità, dell’indecenza. Ma
del resto non faccio questa scoperta, mi piace però ribadirlo perché sono
prigioniero anche io dei miei stessi pensieri. Adesso non voglio dire che
scenderò per strada a pisciare davanti a tutti, rispetto attualmente chi
difende la propria dignità, non posso dire “fai l’amore per strada” (anche se è meglio che lanciare missili), ma prendo atto delle mie “debolezze”
che forse non mi fanno essere realmente quello che sono.
Un barbone qualche giorno ha fatto la cacca dietro la
metropolitana, stava schiattando, dolori di pancia insopportabili. Lo stavano
linciando. Nientedimeno si era permesso di farla davanti a dei bambini che
passavano di lì. In effetti lui cercava di nascondersi ma per strada è quasi impossibile. Morale della favola: scrivetela voi se vi va. [+blogger]
tasse per chi cerca lavoro
La legge di stabilità, ovvero la legge che attua la manovra di settembre, approvato la settimana scorsa, contiene una tassa di 10-15 euro su chi fa domanda per partecipare a un concorso pubblico.Crediamo che questa misura sia sbagliata, per due motivi.In primo luogo ne fa del lavoro pubblico un privilegio da tassare. Il lavoro pubblico è un oggetto di molteplici critiche in Italia. Da un lato è ritenuto inefficiente e dispendioso. Dall’altro lato, odora di clientelismo, in quanto spesso riservato ai raccomandati. Le critiche sono fondate, ma non si possono generalizzare. Non tutti dipendenti pubblici sono raccomandati e non tutti servizi pubblici sono inefficienti. E, soprattutto, le cause di questi problemi non sono i singoli lavoratori, ma gli inadeguati sistemi di governo dei servizi pubblici e di incentivazione di che ci lavora. Occorre risolvere questi problemi alla radice anziché ritenere che siccome i dipendenti pubblici sono raccomandati e fannulloni, è accettabile tassarli.
Il secondo motivo che rende la misura sbagliata è che va contro la prima priorità dell’Italia, cioè la creazione di più posti di lavoro. L’Italia ha il tasso di partecipazione al mercato del lavoro tra i più bassi nel mondo. Da noi lavora il 63% delle persone tra 15 e 65 anni, contro il 75% della Germania. Una tassa sulla ricerca di occupazione, anche se si tratta di impiego pubblico, è un disincentivo al lavoro.
La tassa potrebbe portare nelle casse dello stato qualche milione di euro e quindi un’entrata di entità del tutto marginale nel contesto di una manovra di quasi 60 miliardi. Di fatto, è una misura simbolica che lancia un messaggio che riteniamo sbagliato. Voi, che ne pensate? [fonte: Redazione Global Publishers - link: http://tuttosullavoro.libero.it/caso-settimana/3250/una-tassa-su-chi-cerca-lavoro/]







