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il quartiere ritorna non il passato

Riviviamo così nella sostanza a contatto con il passato che ritorna. Prima nella nobiltà attraverso le effigi, poi nella povertà di un misero operaio, adesso nell'inefficienza che s'improvvisa scalmanata e scaltra. Bollono i progetti, si liquefa così come il sangue di san Gennaro e santa Patrizia. Ordalia di una misericordia che non fa scena: l'impatto del cittadino stanco di essere deriso, capace di urlare, di difendersi così come per darsi degna sepoltura. E' l'inizio di una fine già scontata, la solita battaglia, le solite conclusioni, i soliti eroi. 

Tutti hanno attraversato questo rione: politici, preti, affaristi, speculatori, imbonitoti, maghi e ciarlatani. Dentro una triste verità, ma anche una recrudescenza attiva, un sentir l'anima che implode, che balla, canta, che gira, salta, rigira, sgomenta si spegne. Nell'istante vomita latrati di bile, poi ruggisce, così come gli animali difendono la loro prole. Passato e presente si forgiano, si convertono, si piacciono. Passato e presente rivivono nella costruzione di un ideale afflitto. E’ il quartiere che ritorna e non il passato. E’ il conflitto che costruisce, che si oppone, che scalpita. Il nemico è sempre pronto, è sempre forte, è sempre ricco. Con i soldi tutto è possibile?, tranne comprare la pura e semplice verità. [+blogger]

strisce reattive: dove si buttano?

Sono anni che ci battiamo per una raccolta differenziata porta a porta, ma sembra che qui le cose non vadano per il verso giusto. Le vie e i vicoli sono stretti, e con questo?, al massimo un grassone della NU con forme rotonde in latitudine e longitudine resta nel camioncino mentre i suoi aiutanti, messi  di proposito più snelli e longilinei, scaricano e caricano pacificamente. Ma la questione di quest’articolo è un’altra. Insistere tanto sullo smaltimento e recupero dei rifiuti è un bene, ma che succede quando in un piano nazionale sanitario non è previsto lo smaltimento dei rifiuti tossici? Si, si, mi sono espresso bene, mi riferisco proprio ai rifiuti tossici.

Le persone affette da diabete sono in Italia circa 5 milioni. Queste persone hanno diritto, attraverso una prescrizione medica, di strisce reattive, aghi, siringhe ecc, ecc. Ma dove vanno a finire questi rifiuti? Quando un individuo si punge un dito con un ago, il sangue che fuoriesce lo si poggia sulla striscetta appositamente inserita in un misuratore che, scongiurando il peggio, il tutto dopo va a finire nella spazzatura. Rifiuti tossici nella indifferenziata, o peggio in altri posti. Questo perché non è previsto lo smaltimento delle strisce reattive, degli aghi, delle insuline, se non a carico del diabetico.

Ad esempio, un pensionato ammalato di diabete mellito deve, a sue spese, mettersi in contatto con una multinazionale e chiedere come fare per non disperdere nell’ambiente le strisce reattive. Dopo un colloquio se interessate e se frutta, un contratto stabilito annualmente, il bel e buon pensionato ripone i suoi aghi e le sue strisce insanguinate in un recipiente aspettando che un fattorino passa a ritirarle. In effetti la dicitura ci ricorda che: “Tutti i prodotti che entrano in contatto con il sangue umano devono essere trattati come oggetti potenzialmente in grado di trasmettere malattie infettive”.

Il discorso sempre piuttosto grave e se facciamo un po’ i conti ci accorgiamo che: cinquemilioni di diabetici tutti i giorni misurano la glicemia, e spesso anche più volte in un giorno; ma prendiamo per buona una sola puntura serale; 30 strisce reattive al mese con i relativi 30 aghi fanno 60, che moltiplicate per 5milioni, fanno 300.000.000: trecentomilioni di strisce e aghi, ossia rifiuti tossici buttati in modo indiscriminato nella spazzatura, questo alla faccia di tutte le raccolte differenziate, dello smaltimento, del compost, della sensibilizzazione e dell’ecosostenibile*. [+blogger]

*L’articolo pecca di imperfezioni e dati statistici, la pubblicazione nasce dalla sensibilità nei confronti della raccolta differenziata porta a porta e dell’attenzione verso l’ambiente che risente di tutta una serie di problemi mai risolti o risolti in parte. Anche quest’ultimo delle strisce reattive è una questione che se confermata sarebbe piuttosto grave per la salute pubblica.