Il blog del rione sanità è un giornale online che informa e non fa notizia. La nostra è una attività di volontariato sostenuta dalla Rete Sanità e da padre Alex Zanotelli. Si parla del rione, di Napoli, del sud ma anche del nord, di politica, di immigrati, di scuola, di omosessualità, di lavoro, di donne, di ambiente; si denuncia, si organizza, si propone, si programma, ci si aiuta ecc, ecc; si dialoga, si prendono posizioni, si pubblicano filmati, rubriche, si ascolta la musica, si guardano i film, si realizzano interviste e documentari, insomma, un blog a 360 gradi. Sostieni le nostre azioni con i tuoi consigli, le critiche, i disappunti, gli elogi. Tutto ciò ha una organizzazione per precisa e definita: far comprendere che il quartiere sanità è anche altro.
La Tenda all'inizio di via delle Fontanelle cerca volontari per la mensa dei senza fissa dimora. Chiunque fosse interessato può recarsi direttamente in sedo o scriverci usando la mail del blog.
io smanifsto
Aderisci all’iniziativa. La proposta del blogger (rionesanità) contro l’attacchinaggio selvaggio che n’chiavica la nostra città. Non votare il candidato che incolla i manifesti illegalmente sui muri dei palazzi, degl’edifici storici, delle chiese, degli ospedali, delle scuole, le piazze, le vie, i vicoli. Napoli. Il Comune ha già stanziato diverse migliaia di euro per organizzare le squadre di lavoro col compito di staccare i manifesti pirati. Migliaia di euro sottratti ai cittadini per una “violenza gratuita”.
Ieri [30/06/13] il Manifesto ha pubblicato un articolo che
parlava del rione Sanità, scritto da Angelo Mastrandrea dal titolo: Sott’o
ponte della Sanità, dove la vita è tutta un teatro. La prima affermazione
che sbilancia è quella di Zanotelli, il comboniano ipoteticamente avrebbe
affermato: “Qui il sogno delle ragazze è diventare
“veline” in tv e i ragazzi pensano solo al motorino e alla droga”. Verificheremo. Ma da quando frequento Alex non l’ho mai sentito dire
una cosa simile. L’altra affermazione arbitraria ed illogica è quella
dell’articolista: “Sarà per questo che buona parte dei ragazzi di questaénclavedi
67 mila abitanti incastonata nel cuore della città, a un passo dal
salotto buono di piazza Plebiscito, non ha mai visto il mare”. Sono nato
e vivo da 41 anni nel rione, praticamente da sempre, e vi assicuro che
stupidaggini del genere non le ho mai sentite, se Mastrandrea mi trova un/a solo/a ragazzo/a del rione che non
ha mai visto il mare giuro che chiudo il blog e tutte le aree internet che ho
dedicato a questo quartiere.
Si continua a legge: “…la
disgregazione sociale appena mitigata dall'unica appartenenza comune: il
tifo sfegatato, quasi una religione, per la squadra di calcio del Napoli”. Io e la mia famiglia siamo cittadini del quartiere
da sempre, mia nonna era poverissima, cosi povera che a volte doveva mendicare
per sfamare i suoi 8 figli. Oggi viviamo quasi tutti nel rione, eccezione qualche emigrato. Non tutti però tifiamo Napoli: i miei due cognati sono uno
interista e l’altro milanista, il fratello di mia moglie è juventino: i miei
nipoti sono chi milanista, chi napoletano, chi addirittura romanista. Non
abbiamo mai tifato sfegatatamente, pochissime volte siamo andati alla stadio, al "pallone" domenicale preferiamo il bosco di Capodimonte, la montagna, in estate
il campeggio. Ci sono più juventini nella sanità che in un qualsiasi altro quartiere
di Torino.
Ma tutto questo non mi farebbe arrabbiare più di tanto
visto ormai l’abitudine a trattare il rione e la sua gente con etichette e
stereotipi, se non fosse per il fatto che a scrivere è sempre qualcuno che sa
poco o niente del luogo, come i dirigenti che occupano un posto di responsabilità
utilizzando la competenza di qualcun altro. Da anni lo ripeto e lo scrivo su
questo blog, se non cambiate linguaggio, se non incominciate a trattare questa
gente da esseri umani, voi giornalisti, scrittori, articolisti e intellettuali
non ricaverete un bel niente né dalla gloria né dalla vostra stessa
presunzione. Chi scrive dovrebbe almeno avere l’umiltà di informarsi e capire,
dovrebbe avere la facoltà e l’intelligenza di non esprimere giudizi di valore.
Sul giornale si legge ancora: “L'aspetto peggiore sono i morti ammazzati per strada, il modello
socio-economico camorrista considerato l'unico possibile …”. Il mio modello economico e quella della mia
famiglia non è stato quello camorristico ma quello operaio. Diversi miei
parenti vendono la frutta, altri lavorano come macellai, autisti. Alcuni di noi
invece ci siamo laureati e per fortuna ci teniamo alla larga da gente priva di
scrupoli che non “affolla” solo la Sanità ma Napoli, il sud, il centro e il bel nord
Italia. [+blogger] l'articolo de "Il Manifesto"
lentamente come le tartarughe
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Lavori in corso per una nuova sede, nuovi ideatori, commentatori, tecnici
volontari. Purtroppo settembre è saltato, così come ottobre,
novembre...ecc, ecc...
Incontri con chi è interessato ad informazioni e consulenza gratuita per il microcredito al rione Sanità. Tutti i martedì dalle ore 17.30 alle ore 19.00 giardinetti via Foria sede Mani Tese altezza metropolitana museo
Trovata geniale quella della Philip Morris per aggirare la scritta “Il Fumo Uccide”. Che ce ne fotte se “il fumo ostruisce le arterie e prov...
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Aiuto Doposcuola
Suor Lucia dell’Ozanam ha bisogno di volontari per il doposcuola, nell’Istituto ci sono più di 35 bambini. Inoltre tre giorni a settimana, dalle ore 17 alle 19 si fanno attività sportive, servono quindi istruttori e volontari. Chiunque volesse aiutarla può recarsi a piazzetta San Severo 82, oppure telefonare al numero 081445223 - grazie.
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Particolare Sanità
legge elvis
Mi risulta che in Francia esista una legge di Stato che impedisce al proprio Ente di staccare del tutto l’erogazione di energia e l’obbliga a lasciare un tot di watt. Chiedo ai nostri deputati e senatori di proporre con urgenza una legge simile anche in Italia edi battersi per l’immediata applicazione, con la stessa rapida efficienza con cui fu approvato il Lodo Alfano. Ovviamente, se approvata, una legge simile non potrà che chiamarsi “Legge Elvis”. [Natale Sorrentino] http://www.openworldblog.org/
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un rione di guantai
ultima poesia
L'ultima poesia che Ebe Alongi poetessa del rione Sanità disse a Mauro 'O Roman: "Quella goccia che c'è in Voi di me... Siate ovunque c'è una Ferita".
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