“Un calvario per una piccola vittoria”. Ma è mai possibile
che per mettere dei paletti su di un marciapiede adiacente alla scuola elementare
Angiulli un calvario di due anni ha accompagnato una petizione popolare,
diverse proteste cittadine, segnalazioni con foto, parcheggi abusivi,
indiscriminati, pericolo soprattutto per i pedoni e bambini?
Non sto esagerando, “Un calvario per una piccola vittoria” è
il titolo di un volantino che sta circolando per le strade del rione, affisso
sui muri e soprattutto sugli incriminati paletti nei pressi di piazza Mario
Pagano. L’odissea realmente è accaduta e se non fosse per i toni retorici del
manifestino (dove si legge: “grazie all’impegno determinato e incalzante… In
tal modo si è realizzata la riconquista alla pedonalità”), sarebbe sicuramente
portatore di una immensa campagna discriminatoria nei confronti della gente
della sanità
Se quel pezzo dell’ascensore fosse stato reperibile solo in
Australia, ci sarebbero voluti 5 giorni di viaggio andata e ritorno e 5 giorni
per montarlo, tempo massimo 10/12 giorni di lavoro. Se i paletti avessero
previsto un incidente mortale (che per fortuna non c’è stato, ma perché non c’è
stato?), i lavori per la sicurezza stradale sarebbero stati svolti in poche
ore. Per il resto la massima dice sempre la stesa cosa. [+blogger]
