Ho letto attentamente il programma del Movimento 5 Stelle (in verità anche quello di Ingroia: sono quasi identici), e
per convinzione ho scoperto che molti punti mi appartengono, ossia sono quelli
che da anni devono essere messi in pratica ma nessuno, dico mai nessuno, l’ha
fatto realmente. Naturalmente le 5 stelle realmente possono servire,
protestano, si incazzano, ti mettono in crisi. Ma né il PD, né il PDL, né altri
partiti pongono seriamente la questione del lavoro, lavoro che si ricava dalla
concezione Robinhoodiana,
togliere ai ricchi per dare ai poveri: non è banale, è un assioma straordinario, una verità che
farebbe ripartire l’economia mondiale: padre Alex Zanotelli sono anni che lo
dichiara.
Ma alcuni punti non hanno risposta, anzi in verità non ci
sono affatto. Le stelle dovrebbero essere più di Cinque, vediamole. La
questione Internazionale: il movimento con chi sta? Con Israele?, con la
Siria?, con L’Iran o con gli USA? Il movimento è con o contro il clero? Il
movimento è antiabortista? Il movimento una volta al Governo ha intenzione di
cacciare tutte le aziende italiane che producono armi? Oppure le vuole
potenziare? Il movimento cosa pensa delle banche?, e se pensa male, che farà?
Il movimento è con o contro la guerra? Il movimento è con o contro i Gay? Oltre
alla rete internet quale altra forma di democrazia partecipata ha in mente? Il
movimento ha una precisa concezione, quello di puntare sulle cinque questioni
del programma; io invece, semplice elettore, nel momento in cui voto devo sapere con chi mi
sto schierando. L’ideologia è una componente importante per conoscere il
prosieguo della vita sociale. In questo caso io non so quale sia.
Ma tutte queste perplessità potranno essere lenite in parte
se un determinato partito politico scrive nel suo programma elettorale:
Principio fondamentale: Dichiariamo la povertà, per chi non l’ha scelta
liberamente, illegale, illegittima, incostituzionale, per il futuro della
nostra società. [+blogger]