ragionier total

Io, ragionier Total, non sono diverso da voi, ne voi siete diversi da me. Siamo uguali nei bisogni. Disuguale nel loro soddisfacimento. Io so che non potrò mai avere nulla più di quanto oggi ho…fino alla morte. Ma nessuno di voi potrà avere nulla più di quanto ha. Certamente molti di voi avranno più di me…e tanti hanno meno. E’ nella lotta legale o illegale, per ottenere ciò che non abbiamo, molti si ammalano di mali vergognosi, si riempiono il corpo di piaghe, dentro e fuori. 

Tanti altri cadono, muoiono, vengono esclusi, distrutti, trasformati. Diventano bestie, pietre, alberi morti, vermi. Così nasce l’invidia e in questa invidia si nasconde l’odio di classe. Che è composto in egoismo e quindi reso innocuo. L’egoismo è il sentimento fondamentale della religione della proprietà. Io sento che questa condizione mi sta diventando insopportabile. Così come lo sta diventando per molti di voi. [flavio bucci, detto total] 

è già di moda

E’ di moda parlare di Napoli, della malavita organizzata e della delinquenza che circoscrive il sud Italia. Ma Napoli è la capitale della chiacchiera: essa esplode in una epidemia di orgasmi cosmici; orgasmi voluti da una commistione d’intendi poco nobili; quelli che inveiscono nella speranza di un Business programmato. Il ragazzo pentito quasi sempre ritorna a studiare facendo l’attore, il giornalista, lo scrittore. Da “disperato” si trasforma in eroe voluto, inneggiato, proclamato. Gli elogi si sprecano, anche se nell'istante in cui l’intervista si conclude, il Davide non ha più la forza di combattere, soccombe sotto Golia che gli trafigge le sue speranze, livido di invidia e di forza. 

Napoli è mitizzata da Giggi D’Alessio che spegne la Terra dei Fuochi con l’acqua minerale. Una proposta indecente e scellerata fa chiudere numerosi pronto soccorsi. Impazzano il Cardarelli e il Loreto Mare: si possono sbagliare le diagnosi quando migliaia di persone affollano le entrate anche solo per un mal i testa. In Campania paghi più per il tiket che per un privato, il pronto soccorso è l’unica ancora di salvezza economica. 

Ma la gente crede ancora. Crede nel Davide che diventa Golia e negli ultimi politici. Crede in una missione salvifica, così come crede in Grillo, in Renzi e ancora in Berlusconi. Il nostro eroe minore uscito dalla malavita crede in se stesso fintantoché un altro, diverso da se stesso, gli dà una pacca sulla spalla e lo manda a cagare. La moda è la costruzione di un passato vecchio e ciarliero che racconta balle per giustificare la sua monotonia. La moda fa parlare di Napoli e la schiaccia sopra e sotto la munnezza. Il sud racconta il sud e Napoli racconta la gente “a botta” di chiacchiere e di meraviglia. 

Gli attori sono gli altri, la volontà della gente è messa a tacere da un cumulo di verdura marcia. La moda fa parare di Napoli, del sud, non parla di guerra. La costruzione di un potere forte si dilegua in una assonanza mitica, la riconoscenza per non aver fatto nulla la definiscono democrazia. I politici si inventano la bonifica culturale di molte aree napoletane, come se la cultura potesse essere definita universalmente. Se pisci su di un fiore quello cresce comunque. [+blogger]

14 proposte

Il nostro quartiere ha grandi risorse e tante problematicità; questi anni hanno dimostrato che credere nelle bellezze del nostro quartiere, e di queste fa parte anche la ricchezza umana e la vivacità di iniziativa, genera il nuovo. La scommessa è che a partire da questi esperimenti riusciti, si può pensare a uno sviluppo possibile, sapendo che i principali nemici da battere sono l’economia malavitosa, la precarietà e il lavoro nero. Proposte:

1) Avviamento al lavoro: Centro di orientamento, formazione e sviluppo di iniziative lavorative, finalizzato all’ emersione dal lavoro nero e rivolto, tra l’altro al recupero di vecchi mestieri che esistono ancora come i lavoratori della pelle, i falegnami, i calzolai, i cappellai, i costruttori di presepi, gli intarsiatori del marmo.
2) Mobilità: Parcheggi ad uso sociale tutelando gli inoccupati, organizzati in cooperative e/o associazioni in prossimità dell’ospedale San Gennaro (Parco San Gennaro, Catacombe di San Gennaro), il Cimitero delle Fontanelle.
3) Mobilità: Sostenere l’apertura della salita Scudillo e di via Serbatoio allo Scudillo per un percorso di sostenibilità alimentare con apertura di orti urbani, fattorie didattiche, percorsi ambientali e trekking urbano.
4) Mobilità e turismo: Avviamento del servizio di trasporto Ape Calessino per potenziare l’ accoglienza usufruendo di mezzi appropriati per un turismo sostenibile e responsabile.
5) Turismo: Sostegno e potenziamento delle cooperative e associazioni già esistenti come la Cooperativa rione Sanità, Celanapoli, VerginiSanità, La Paranza e Ires. Il percorso previsto dal Miglio Sacro incrementa la funzione di conoscenza storica/artistica del quartiere e può essere sostenuto e garantito anche gestendo punti informativi (e formativi) con l’aiuto della scuola Caracciolo.
6) Turismo: Diffusione del concetto di ospitalità diffusa, preceduto dal cosiddetto turismo responsabile, investendo sul valore aggiunto della gente e della loro accoglienza.
7) Turismo: Apertura del museo di Totò, nato alla Sanità e Principe della risata.
8) Ambiente e riciclo. Sostegno alla cooperativa Cartesio per la raccolta differenziata della carta e del cartone e se possibile anche di altri materiali riutilizzabili
9) Edilizia: Recupero edilizio degli edifici degradati mediante sovvenzioni pubbliche ai condomini, col doppio effetto di regolarizzare i condomini e regolarizzare il lavoro nero delle ditte edili.
10) Edilizia: Riattivazione, riconversione e riutilizzo di tutti gli edifici abbandonati e in particolar modo dell’area Fontanelle in prossimità dell’ex opificio di Mario Valentino, di Vienne falegnameria, Esposito Conceria e Ioia Vetreria.
11) Sicurezza: Senza sicurezza qualsiasi investimento sullo sviluppo diventa a rischio; senza sicurezza anche le attuali realtà produttive esistenti rischiano di abbandonare il nostro quartiere. Occorre in particolare garantire la sicurezza, anche di notte, nell’asse viario principale con sistemi di videosorveglianza e stazione di presidio interforze da posizionare in luoghi idonei (Es. Zona Ospedale San Gennaro).
12) Sanità Pubblica: Ripristino delle funzioni di pronto soccorso, in particolare ostetrico, dell’ Ospedale San Gennaro.
13) Commercio e piccole imprese: Recupero dei terranei per apertura di piccoli esercizi commerciali, con regolarizzazione dei venditori ambulanti.
14) Commercio e piccole imprese: istituzione di una Zona Franca Urbana del Centro Storico con agevolazioni fiscali e contributive [rete rione sanità]

profughi autoprodotti

Il dramma degli esuli siriani ha raggiunto finalmente il “cuore” dell’Europa. I campi profughi allestiti per loro nei paesi limitrofi alla Siria sono traboccati. Secondo dati diffusi il 9 luglio scorso dall’Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Acnur), i profughi siriani sono oltre 4 milioni, in gran parte concentrati in Giordania (629 mila), Libano (1.172.000) e Turchia (1.800.000); gli sfollati sono circa 7,6 milioni. Alla fine di questa estate decine di migliaia di siriani hanno attraversato i confini dell’Europa, via Turchia in prevalenza.
Perché così tanti profughi siriani e come mai negli ultimi tempi stanno arrivando in massa in Europa? I paesi europei – Francia e Regno Unito in particolare – hanno partecipato, sotto l’egida degli Usa, alla guerra per procura contro la Siria, che ha provocato oltre 200mila morti (Reuters, 7 febbraio 2015). Dopo le iniziali “sfilate” diplomatiche di diversi governanti europei nei campi profughi siriani, per «solidarietà» e «sostegno», questi campi sono spariti dalla cronaca. E soprattutto sono stati tagliati i fondi e i campi sono diventati un inferno per chi ci vive. Quindi molti siriani hanno scelto la fuga – fase due – verso l’Europa.
Questo arrivo in massa, i governi europei non se lo aspettavano. Pensavano che i profughi sarebbero rimasti nei paesi confinanti. E ora litigano tra di loro su come affrontare l’“emergenza siriani”, che si aggiunge alla già problematica questione immigrazione in Europa. Gran parte del dibattito è stato focalizzato sugli effetti di questo esodo verso il vecchio continente ma poco è stato detto circa le sue cause originarie.
Tra gli effetti ipotizzati da vari osservatori: 1) l’ulteriore indebolimento dell'Europa “politica” già traballante dopo la crisi greca; 2) lo scontro sociale all’interno della classe lavoratrice: i migranti/profughi sono potenziali concorrenti sul mercato del lavoro a basso costo; 3) l’allargamento del consenso popolare a favore della destra nazionalista in seno ai paesi Ue;
4) il rischio che tra gli esuli siriani vi siano individui portatori del seme jihadista che potrebbe germogliare in Europa: un tale rischio – vero o presunto – potrebbe indurre i governi a stabilire nuove normative che limitino i diritti, specie per migranti/profughi.
Quali sono invece le cause profonde che hanno portato decine di migliaia di siriani – e insieme a loro afgani, somali, eritrei ecc – ad avventurarsi alla ricerca di un rifugio “sicuro”, incontrando in diversi casi la morte?
Generalmente la fuga dal proprio paese è spesso dovuta alle guerre o/e alla estrema povertà.
Le guerre sono spesso fomentate dai paesi occidentali, Usa/Europa, per motivi geostrategici. Secondo l’Acnur, i tre paesi da dove arriva il maggior numero di esuli nel 2014 sono la Siria, l’Afghanistan e la Somalia, paesi la cui destabilizzazione chiama in causa gli Usa/Nato.
La guerra per procura contro la Siria – appaltata ai sauditi e ai turchi – affidata ad una manovalanza jihadista, ha distrutto il paese e costretto milioni di persone alla fuga dai tagliatori di gola dell’Is (Gruppo Stato islamico), di Al Nousra e altre filiali di al-Qaida. Il ministro degli esteri francesi Laurent Fabius aveva dichiarato nel 2012 che Al Nousra fa «un buon lavoro» in Siria (Le Figaro, 10/12/2014). E di recente un dirigente americano si è stupito per il fatto che Al Nousra abbia attaccato la “division30”, un corpo militare addestrato dagli Usa e mandato in Siria per “combattere” l’Is (The New York Times, 31/07/2015).
La povertà estrema, che spesso costringe la gente ad “esodare”, è in gran parte causata dalla ruberia delle ricchezze del Sud del mondo da parte delle potenze occidentali (neo)coloniali. Oltre a razziare le sue materie prime, si impadroniscono – con la complicità di governi fantocci – anche delle loro terre e dei loro mari, riducendo le popolazioni locali alla fame. Nel 2013 gli “aiuti umanitari” al Sud del mondo sono stati 50 miliardi di dollari; contemporaneamente esso ha sborsato 500 miliardi di interessi sul suo debito estero…
Gran parte del (dis)ordine mondiale – causa principale di guerre e povertà, che costringe all’esodo decine e decine di milioni di persone – è responsabilità delle potenze occidentali. Se queste potenze non rinunciano alla loro logica coloniale nei confronti del Sud del mondo ci saranno sempre più migranti/rifugiati costretti a cercare di sopravvivere altrove, in Europa ad esempio. Né i mari né i muri né le leggi li potranno fermare! [ Mostafa El Ayoubi - fonte nigrizia.it]

creiamo l'ambiente

Per il secondo anno, le  Parrocchie della Sanità celebreranno insieme la “Giornata della Custodia del Creato” l’11 ottobre prossimo.
Ogni parrocchia celebrerà , dove è possibile, una Messa in piazza per aiutare i fedeli a prendere coscienza e a impegnarsi per il rispetto dell’ambiente entro cui viviamo.
La Rete del Rione Sanità si augura che questa Domenica del Creato serva a far conoscere il prezioso dono che Papa Francesco ci ha fatto con l’enciclica sull’ambiente:”Laudato Si’ “. “Potremmo lasciare alle prossime generazioni troppe macerie, deserti e sporcizie- scrive Papa Francesco -. Il ritmo di consumo, di spreco, di alterazione dell’ambiente ha superato la possibilità del pianeta, in maniera tale che lo stile di vita attuale, essendo insostenibile, può sfociare solamente in catastrofi.”
Per evitare questa catastrofe il Papa invita tutti a una “cittadinanza ecologica”, a una “conversione ecologica.” “L’educazione alla responsabilità ambientale - scrive il Papa - può incoraggiare vari comportamenti che hanno incidenza diretta e importante nella cura per l’ambiente, come evitare l’uso di materiale plastico e di carta, ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, cucinare solo quanto ragionevolmente si potrà mangiare, piantare alberi …..”

Per questo chiediamo a tutti dei piccoli impegni quotidiani, possibili anche nel Rione Sanità:

  Non lasciare rifiuti o cartacce sulla strada o negli spazi pubblici.
  Deporre la spazzatura negli appositi cassonetti nelle ore serali. (19,00 – 22,00)
  Raccogliere i materiali per il riciclo: plastica e metalli, vetro, carta e cartone, per deporli, ove possibile, nelle apposite campane della raccolta differenziata.
  Raccogliere gli oli usati e consegnarli nei punti di raccolta (isole ecologiche, banchetti periodici di raccolta).
  Non abbandonare rifiuti ingombranti e tossici per strada, ma chiamare il servizio gratuito dell’Asia n. verde 800161010.
  Non sprecare l’acqua e preferire l’acqua del rubinetto all’acqua in bottiglia di plastica.
  Cucinare solo quanto ragionevolmente si potrà mangiare.
  Evitare i contenitori di plastica e imballaggi complessi, privilegiare le confezioni leggere con contenitori riutilizzabili o realizzati con materiale riciclabili.
  Evitare l’uso e getta e riusare tutto ciò che è ancora in buono stato.
  Spegnere le luci inutili e ridurre l’uso degli elettrodomestici.
  Usare i mezzi pubblici più economici e meno inquinanti.
  Pulire la strada davanti alla tua casa.

“Non bisogna pensare che questi sforzi non cambieranno il mondo - afferma Papa Francesco -. Tali azioni diffondono un bene nella società che sempre produce frutti.”

Vieni in piazza Miracoli o Vergini o Sanità o Fontanelle a condividere un momento che con la tua presenza  rendere più bello il nostro quartiere.  Ti aspettiamo dalle 9.30. Dove sarà possibile, nelle piazze si celebrerà la S. Messa di mezza mattinata. [rete sanità]

a corto di idee

Chiedo alle persone della Sanità e anche a padre Alex di non rilasciare più interviste sul rione né di partecipare a trasmissioni che manipolano costantemente l’informazione e la realtà. È chiaro da anni che i format televisivi sono venduti esclusivamente per fare soldi e non per informare. In nome di una libertà presunta ciò che vendi è sempre buono. Feltri ha lanciato un twitter scrivendo “ Occorre moltiplicare i pellegrinaggi alla Mecca”. Una mostruosità che il giornalista ha giustificato dicendo che gli altri sono ignoranti e che non capiscono l’italiano. Per lui la moltiplicazione significa riduzione delle persone ai pellegrinaggi perché più frequenti. Più frequenza per Feltri significa che nella testa dei religiosi andare una volta all’anno o tre volte scoraggi quest’ultimi. Quindi meno persone, meno morti.

L’esempio di cui sopra è una chiara notizia giornalistica che non deve informare ma fare sensazione. Come la massima: si parla bene o si parla male, basta che si parli. Se pur nel cervello di Feltri la frase in italiano è scritta bene, immaginate se l’Istituto superiore della Sanità scrivesse: “Bisogna moltiplicare le morti per cancro”. Insomma se la frase di Feltri non è infelice, la sua giustificazione più che banale è stupida. Come la settimana scorsa quando LA7 ha intervistato la gente del Vomero chiedendo perché alla Sanità si spara e al Vomero no. Come dire: perché nel Congo muoiono di fame mentre negli Usa no?! Repubblica Napoli prima di scrivere di migliaia di persone al corteo nel rione Sanità ha detto: uno striscione anticamorra è scomparso; mentre per la protesta a Soccavo ha scritto “nessuno pronuncia la parola camorra”. Tutti i media hanno scimmiottato la stessa cosa: è ovvio bisogna essere al servizio degli inserzionisti e della pubblicità.

Ecco perché chiedo al prete comboniano e alle altre persone del rione di non cadere in questi piccoli trucchi mediatici, in quella che è una mole di notizie senza informazione. La nostra presidente della Municipalità non vedeva l’ora di farsi un po’ di “brutta” pubblicità in periodo elettorale, pensando alle elezioni più che alla voragine della via san Gennaro dei Poveri che per mesi ha messo in pericolo le ambulanze, la gente e i bambini del quartiere Sanità.

fuori la cultura della povertà

Il rione Sanità nel 2007 riapre un parco ristrutturato alla via san Gennaro dei poveri, chiuso dalle istituzioni inspiegabilmente e costato più di un milioni di euro. L’anno dopo una occupazione simbolica spalanca le porte del cimitero delle fontanelle; oggi tutti possono visitare gratuitamente l’ossario delle anime purganti. In piena crisi rifiuti e inquinamento la gente spazza le strade, organizza riunioni con il capo della ASIA, propone la raccolta differenziata porta a porta, dalla via Fontanelle alla via Vergini. Unico esempio di quartiere che protesta contro la chiusura di molti pronto soccorso di Napoli; quando l’ospedale san Gennaro diventa PSAUT migliaia di cittadini organizzano manifestazione e fiaccolate. Ogni anno il Carnevale organizzato dall’ex educandato della via Miracoli coinvolge centinaia di famiglie e migliaia di bambini; i temi delle sfilate vanno dalla lotta alla criminalità alla riappropriazione degli spazi pubblici. Una scuola di stranieri (ogni anno più di 200 persone), e un doposcuola per i bambini del rione da anni lavora nell’oscurità e nell’anonimato. Oggi il rione ha portato migliaia di cittadini della III municipalità a protestare contro l’uccisione di un minorenne. La cultura della povertà in questo rione non esiste. L’economia spicciola, il “tutto sommato loro ci trovano anche qualcosa di buono” è una definizione irresponsabile, è il passare la palla al più debole, è una vigliaccata, così come i politici promettono lavoro e nuove cooperative per i disoccupati. Cosa fare? La rivoluzione e la resistenza passiva. Trasformiamo il linguaggio dell’economico in quello sociale. Dichiariamo immorale la ricchezza. Buttiamo le carte di credito. Beviamo solo acqua pubblica. Prendiamo il sole sulle spiagge libere… capisco che non c’è una proposta immediata, ma la vita non si estingue subito, devono passare ancora molti millenni prima che il mondo sparisca di nuovo nel big bang. [+blogger]

domani racconteremo

Bisogna partecipare. L’unione fa la forza: una massima che mette paura a tutti, mafiosi, politici, capi di stato e di governo, generali delle forze armate, terroristi, criminali. Costruire un “mosaico di pace” per mettere fine all’ipocrisia. Qualcuno dice: la solita lamentela, le solite frasi, la solita ideologia, ma poi in realtà non si fa mai nulla perché il mondo non può mai unirsi in una lotta comune. Ed è proprio così che si stemperano i regimi di pace; ed è proprio così che di fronte alle iniziative partecipate è pronto un distruttore di turno oppure un mass media intrallazzatore. Nel momento culminante ti abbandonano lasciando terreno fertile ai malfattori e ai corrotti.

Ma cos’è questa ideologia tanto screditata nei fatti? Essa è la vita!, quella che ti fa vedere la luce e il mare, che ti fa mangiare e avere un posto dove dormire. Essa è il cibo, l’acqua, l’aria, la terra, il silenzio, il rumore. Nessuno piò sottrarsi perché tutti sono nati su questo pianeta. Ma la sopraffazione crea equilibri incostanti, l’egoismo è la parte mancante dell’uomo che vive e si sente solo. La solitudine è creata dal benessere che sprigiona altro benessere incostante e con essa altra spartizione iniqua.

Filosofia spicciola? L’uomo vive una sola vota ed è per questo che vuole farlo bene succhiando ogni briciola di felicità. Ma qualcosa è possibile, e per un pessimista, quest’affermazione è un miracolo. I cori da stadio non mi piacciono e fanno tacere volontariamente chi può fare qualcosa. La forza di chi dice le cose in modo semplice avendo il coraggio di battersi è una benedizione. Ma non esistono solo i diritti, anche il dovere e senso di responsabilità deve emergere dalla protesta. Dopo l’isolamento, l’abbandono. Oggi le mamme hanno protestato, hanno parlato, hanno proposto. Domani racconteremo.

senza titolo e parole

A voi banche non investite più in armi, è una bestialità. Siete dei vigliacchi perché vi nascondete dietro una assurda realtà che vi leggittima e vi giustifica. Così muoiono i bambini, gli adolescenti, gli operai della criminalità e dell'abbandono. Fate schifo voi politici di bassa lega che parlate di legalità con le "mani sui coglioni". Bastardi misericordiosi della merda "avete voluto gli schiavi avrete le rivolte".

1 settembre

Chi sa se un Cristo di turno avesse aperto le porte della sua mangiatoia ai turisti oppure ai rifugiati? Il mare è sempre più limpido e più calmo quando la massa va via. Io credo che il mare schifi i turisti, così come credo che i rifugiati schifino fuggire. Ma forse per qualcuno sto dicendo delle banalità. "Sono cose già dette e ripetute", meglio! Meglio così non bisogna mai dimenticare, mai! Meglio ripetere ossessiva!ente che esistono gli esseri umani e che sono tutti uguali, che confondere le parole con la banalità. #unacittapertutti #unaspiaggiapertutti. [+blogger]