quello che non si dice

23 giorni... 1300 corpi senza vita sangue che cola da raffiche di chiacchiere con tutto il nostro sdegno... tacciano le bombe si inneschi la ragione mai più guerra a Gaza.... mai più la guerra!!
Tutto finisce così, con uno striscione degno di un popolo civile e intelligente, che ancora una volta di fronte ad una classe politica arrogante,ignorante ed impreparata,cerca il dialogo e non cade nella solita trappola dello scontro! Oramai non si tratta più di calcio o di giustizia, questa e' una questione morale. 31/08/2008 tutta l'Italia apprende dagli organi ufficiali di [dis]informazione che delinquenti, teppisti, camorristi e ultras insomma "napoletani" sfasciano un treno e aggrediscono "civili viaggiatori" facendoli addirittura scendere dal treno. I danni stimati da Trenitalia sono di 500.000 euro (cinquecentomila euro). La pena è il divieto di trasferta per tutto l'anno dei sostenitori azzurri e la chiusura delle curve per tre partite. Dopo pochi mesi la sentenza viene archiviata: manca il treno devastato nessun "viaggiatore civile" ha sporto denuncia per aggressione! E, inoltre, si scopre che il treno che doveva partire alle 10.00 circa, alle ore 12.00 era ancora fermo a Napoli e non era adatto a contenere i circa 3000 tifosi, che arriveranno a Roma solo all'inizio del secondo tempo dell'incontro, cioè con più di due ore di ritardo!!!Ma allora se Trenitalia offre un disservizio pagato (perché quasi tutti avevano il biglietto) e chiede un risarcimento di 500.000 euro, noi che dobbiamo pensare?; che si tratta di una truffa?! Ma non può essere una truffa perchè anche la stampa, i ministri stanno facendo terra bruciata intorno a questi delinquenti (napoletani). Forse è tutto vero, siamo incivili, ignoranti e buoni solo a rubare! O la verità è che tutti ci dipingono così perchè indifferenti alla nostra cultura?! I veri ignoranti sono loro che tacciono di fronte a quelle parole esposte dagli stessi "delinquenti" che chiedono dialogo e non guerra. Una richiesta troppo grossa per essere accettata visto che solo di guerra sanno parlare. Montarono un caso nazionale il 31/08/2008 e ancora non fanno nulla per smentire o almeno addolcire i toni. Ne esce fuori che un tifoso napoletano è un delinquente, mentre tutti gli altri sono semplici appassionati di calcio. E gli scontri di Genova nel derby? Quelli a Roma, con gli assalti alle caserme? Il tifoso "napoletano" picchiato a Firenze? Lo stewart picchiato a Catania? Nessuno ne parla, nessuno chiede giustizia. Ma non c'entra il calcio o la giustizia, è solo una questione morale. C'è troppa indifferenza verso chi cerca dialogo, c'e troppa incoerenza in chi governa, c'è troppo sudditismo in chi scrive. La questione e' solo morale, il resto non conta! Come non contano le parole del dr. ARDITURO che definisce superficiale e miope la condotta dell'osservatorio sulle manifestazioni sportive e addirittura definisce inadeguato il comportamento dell'azienda Trenitalia. Non conta che la sentenza sia stata cancellata, "la punizione esemplare" resta! IN TUTTA QUESTA SQUALLIDA VICENDA DI MORALE C'E' SOLO LO STRISCIONE DEI "DELINQUENTI". [+Lizard]

municipalità via dalle scatole

Ci rivolgiamo direttamente al presidente della municipalità Stella/San Carlo e alle Istituzioni dei piani competenti. Non è possibile che alla via Vergini, alla via Arena e alla via Sanità, a piazza San Severo e a piazza sanità, alla via Fontanelle e nei vicoli ma soprattutto sotto il ponte della sanità le auto parcheggiate in modo indiscriminato non lasciano passare sia i pedoni sia le auto che circolano, per non parlare poi dei diversamente abili. È vergognoso che non ci sai un vigile o qualche altra figura delle forze dell’ordine che multi, multi, multi chi parcheggia selvaggiamente e/o chi circola altrettanto selvaggiamente. Se proprio la sciattezza ci ha avvolti facciamolo almeno per i malati o per chi ha bisogno di un pronto soccorso visto che le strade occupate portano tutte all’Ospedale San Gennaro dei Poveri. Voi della Municipalità non esitate, come quando vi servono i voti durante le elezioni. Siete tutti nel rione, buoni, bravi e belli, poi dopo basta solo la retribuzione. E ancora. Fate stampare manifesti grandi, come quelli che vi servono sempre durante le elezioni, ma questa volta non metteteci le vostre facce mettete piuttosto il numero verde 800.16.10.10 del Comune che serve per lo smaltimento dei rifiuti ingombranti, visto che nei vicoli, per le strade, appoggiati ai cassonetti della spazzatura, per terra e vicino ai palazzi, i mobili, i materassi, le sedie, intere stanze da letto e da pranzo, cucine, e altra roba vecchia vengono posizionati in bella mostra per i turisti di turno. Presidente non sprecate le vostre mancanze per "difendere" i nostri desideri. [+Blogger]

intervista ad alex zanotelli

Alex Zanotelli parala di Napoli e del rione Sanità

[Intervista di +Blogger]


povero cinema

Subito dopo la seconda guerra mondiale e fino a agli anni 1955/’60 il cinema italiano ha insegnato al mondo l’arte di fare i film, ha insegnato la regia, la sceneggiatura, la recitazione ecc, ecc. Il neorealismo cinematografico ha educato il cineasta, l’ho ha modellato e ha istruito molti produttori ad investire sul dialetto parlato, sulle differenziazioni e sulla realtà circostante. Tutto quello che di diverso c’è oggi. Il cinema italiano attuale è quello dei Fratelli Vanzina, registi al di sotto della media, è quello di Vacanze sul Nilo, film che la critica non si azzarda neppure a definire, programmi televisivi e fiction inguardabili. Sarebbero troppi ed impossibili da citare tutti anche perché non basterebbe un solo articolo. Ma purtroppo anche la legge che finanzia pubblicamente il cinema o i documentari è tra le più obsolete al mondo. I finanziamenti pubblici sono appannaggio sempre e soltanto delle stesse produzioni, standard che non riguardano la sceneggiatura o l’argomento, ma solo e sempre la fritta pubblicità; la logica è seguire le dinamiche degli inserzionisti non quelle della comunicazione. Si privilegia il nome importante anche se poi l’argomento è banale e artefatto. Il tema e il copione hanno sempre gli stessi stereotipi (amore e sesso, uccisioni e tradimenti, oggi vanno ancora di moda le forze dell’ordine e ancora imperterrito l’eroe/antieroe). Un esempio: il regista Pappi Corsicato sforna film inguardabili, decisamente brutti, argomenti gretti, imprecisi e poco studiati, ma comunque continuano a produrgli film, i cortometraggi, i documentari. Eppure il cinema fatto da molti filmaker napoletani non ha mai neppure visto un briciolo di riconoscenza o di apprezzamento anche perché non è permesso neppure di “proiettare”, a meno che non si disponga di una forte somma di denaro. Al contrario di quello che può sembrare e di quello che ci propone la tv i cortometraggi e i documentari fatti da decine e decine di ragazzi che si attrezzano con un computer, con una piccola telecamera digitale, con piccole attrezzature hanno la capacità di trasmettere un altro neorealismo napoletano. Basta vedere le piccole rassegne cinematografiche, come quella di Bagnoli, Ponticelli, Fuorigrotta, Sanità, Scampia ecc, ecc. La giustificazione che oggi danno i grandi network è che comunque questo tipo di spettacolo prodotto fa audience, la gente vuole vedere la sparatoria napoletana, il tradimento e la prostituzione, l’assassino e l’amore tra due giovani amanti. Niente di più falso visto che la televisione offre solo un solo palinsesto e mai altri per metterli a confronto. Sul digitale Iris si distingue un po’ e per fortuna fa lettori appassionati, ecco la prova che se c’è l’alternativa le cose possono cambiare. Ci dicono che oggi la tv deve essere dinamica e anche un po’ banale, altrimenti si rischia di non fare ascolti, ma è già da trenta anni che la tv non sforna programmi educativi in prima serata, oppure film d’autore o documentari informativi. Il mondo è pieno di questioni serie, importanti; l’acqua è stata privatizzata e tra poco non ne potremmo più bere, ma chi ha mai trasmesso una cosa del genere? David Mills è stato condannato ma nessuno ha proferito parola. Nel Comune di Napoli i dirigenti e responsabili e assessori compresi spendono 60mila euro mensili solo di telefonate fatte dai cellulari attingendo dalla spesa pubblica. Propongo un bel docufilm sui parlamentari con avviso di garanzia. Un bel documentario sulla politica della chiesa “culta” e sul fatto che un importante rappresentate molto vicino al papa incontri tutte le settimane alcuni Ministri Italiani. Un film che parli della condanna per terrorismo degli Stati Uniti d’America (unico paese al mondo ad essere condannato) da parte del Consiglio di Sicurezza, condanna per il genocidio nei confronti dei nicaraguesi, ma purtroppo mai avvenuta perché il veto americano fece il suo corso (Noam Chomsky). Non si parla più di precariato (operai, impiegati), di disoccupazione e di morti sul lavoro in modo serio; l’Italia sottopaga i laureati, li costringe ad emigrare, li affoga nelle sue fratte demagogiche e di bassa politica. La disabilità mentale e fisica è argomento sconosciuto, l’assistenza è praticamente zero. Un bel film sulle [non]proposte fatte per [non]aiutare quartieri disagiati di Napoli. E’ viscerale la disinformazione, è catartica e disarmante. Questa estate due bambine sono annegate nelle acque di Bagnoli mentre le persone indifferenti continuavano a prendere la tintarella come se niente fosse successo. A Ponticelli la gente ha incendiato un campo rom e una donna ha scampato un linciaggio perché accusata di aver rapito una bambina, niente di più falso, anche se non se ne parla affatto. Sono anni che gli israeliani sparano contro donne e bambini che passeggiano mettendo in mostra un fazzoletto, uno straccio oppure una maglietta bianca. Sparano su chiunque, ma niente, un bel documentario non si può fare. Avete mai sentito parlare degli albini africani?!, che rischiano la morte ogni istante, che vengono venduti per essere scuoiati, come carne da macello, che sono sottoposti a continue minacce e uccisi per sacralità?!. Un bel documentario sugli albini africani! Parliamo delle centinaia e centinaia di famiglie immigrate che vivono nei bassi di 15mq per euro 400, oppure dei senza fissa dimora che nei periodi invernali non vengono aiutati dalle Istituzioni e muoiono di freddo e di fame… niente, niente di niente… chi cazzo se ne fotte! [+Blogger]

giovanni battista alfano

Oggi che il tempo vola veloce inesorabile, corriamo il rischio di dimenticare la figura di un Uomo eminente, personalità di primo rilievo nella cultura del Novecento. Approfitto dei mezzi telematici e ringrazio il blog “Quartiere Sanità” e Antonio Caiafa per ricordare quello che ritengo il più importante uomo della Sanità e certamente fra i più illustri Napoletani d’ogni tempo. Il sacerdote Giovanni Battista Alfano nacque nel nostro Rione l’8 dicembre 1878 e ivi si spense il 27 dicembre 1955. Dottore in Scienze Naturali, fu allievo e collega di Giuseppe Mercalli e nel 1907 ebbe la direzione dell’Osservatorio meteorologico-geodinamico “Pio XI” di Pompei, diresse il reparto sismico dell’Istituto Vulcanologico al Vomero e diresse pure l’Osservatorio sismico del Seminario Maggiore Arcivescovile di Napoli. La sua cultura spaziava in ogni campo dello scibile e seppe dissertare e scrivere libri sui più disparati argomenti: sul Vesuvio, sui terremoti, sul sangue di San Gennaro, sulle reliquie di Santi in Italia, sullo spiritismo, sulla reincarnazione, sulla cosmogonia mosaica e cosmogonia naturale, sulla radiestesia, sulla Sindone, sulle Spine della Corona di Gesù, sulla continenza periodica del matrimonio dal punto di vista storico e morale (siamo nel 1949!), sulla fecondazione artificiale della donna, sull’origine della specie, sulla metapsichica e la metafisologia, sulle scienze occulte. Come se non bastasse, questo autentico Genio scrisse libri didattici su nozioni di geografia antropica e commerciale, fisica e geologia, biologia animale, zoologia, igiene, biologia vegetale, chimica, mineralogia, litologia. E lo spazio non ci consente di enumerare tutte le sue pubblicazioni. Giovanni Battista Alfano è citato nell’Enciclopedia Treccani per la quale, a sua volta, scrisse alcune voci. La città di Napoli gli ha dedicato una strada, un istituto e alcune sale di vari istituti, fra cui l’università. Era di statura minuta, sempre cagionevole di salute, ma dalla cultura smisurata. Nell’ultimo periodo della sua vita abitava in vico Cangi a Materdei. [Guido Iazzetta]

educandato piazza miracoli

Dopo il progetto Primavera, un altro tassello si aggiunge nella giusta direzione per il positivo rilancio dell’Educandato Statale, offrendo una nuova opportunità per le famiglie del rione Sanità: l’avvio nella struttura di Piazza Miracoli, da settembre 2009, delle attività di semiconvitto per il quartiere Sanità (Organizzazioni Sindacali della scuola). Nel corso di un incontro tenutosi lo scorso venerdì 20/2 presso l’assessorato regionale all’Istruzione, e pertanto autorizzate dalla Direzione Scolastica Regionale con propria nota del 21/02/09 per i vari ordini di scuola dell’Educandato. I genitori del quartiere potranno così da quest’anno presentare le domande d’iscrizione per i propri figli anche per le attività di semiconvitto (cioè con attività di pranzo, ricreazione e studio effettuate sotto la guida di personale docente e educativo specializzato e pubblico) presso la segreteria dell’Educandato di Piazza Miracoli dal Lunedì al Venerdì dalle 9 alle 13. Proseguono infatti presso l’Educandato anche per il 2009-2010 le prenotazioni per il progetto Primavera e le iscrizioni per la Scuola dell’Infanzia, e per la Scuola Primaria e Media da quest’anno con semiconvitto fino alle 17,00: come sostengono da tempo gli educatori e gli operatori delle istituzioni educative, che hanno fortemente richiesto e voluto tale offerta formativa per il quartiere Sanità, con la collaborazione di tutte le famiglie del territorio, l’Educandato oggi può finalmente tornare ad essere una prestigiosa Istituzione Educativa.

comitato parco san gennaro

Il 2 maggio del 2008 è stato aperto un parco abbandonato all'interno del quartiere, il rione San Gennaro dei poveri. Il Parco è stato aperto autonomamente dai cittadini che, stanchi della mancanza di luoghi di socialità e di svago, desiderosi di godere di aree verdi e di spazi sociali, si sono riappropriati di un legittimo diritto. Quartieri come quello della Sanità sono da sempre rinchiusi nella gabbia dell’indifferenza. Una gabbia voluta da tutte le istituzioni e amministrazioni locali per far sì che in questi luoghi non si sviluppi coscienza critica, che potrebbe significare ribellione a tutte le ingiustizie che i cittadini di questi quartieri vivono e subiscono quotidianamente. L'apertura del Parco ha significato per tutta la cittadinanza del quartiere una forma di riscatto importante che ha dimostrato la volontà di esprimersi e cambiare da parte di chi ha subìto le decisioni degli altri senza mai poter dire la propria. Da quel 2 maggio all'interno del quartiere Sanità si respira un' aria diversa, nel parco si è formato un comitato di quartiere, che lo ha reso non solo un semplice luogo di svago e di gioco, ma anche di socialità, di crescita per i bambini attraverso i cineforum e i laboratori autogestiti, di sviluppo di coscienza critica, con il confronto e la cooperazione delle assemblee per gli adulti di oggi e di domani. Proprio l’apertura del parco ci ha fatto capire che il cambiamento e il miglioramento possono partire solo dal “basso” e solo attraverso l’attivarsi dei cittadini, che in modo autonomo uniscono i loro bisogni e le loro intelligenze per trasformare radicalmente la vivibilità di questo quartiere. Lo scopo che si è preposto questo comitato è quello di creare uno spazio di discussione, che si interroghi sui problemi di questo rione, a 360 gradi e allo stesso tempo agisca per risolverli. Proprio per questo invitiamo tutti ad unirsi alle nostre Assemblee, che si svolgono tutti i MERCOLEDI alle ore 18:00 all'interno del parco San Gennaro per provare a cambiare giorno dopo giorno il nostro presente e il nostro futuro. Il rione sanità è anche altro. [Comitato parco San Gennaro, parco dedicato a Rita Parisi]

intervista ad una precaria

“Oggi si può dire che si lavora come veri schiavi, all’epoca dei servi della gleba forse il tempo poteva giustificare l’inciviltà, ma adesso è assurdo e illogico”. Così esordisce Sandro D., 26 anni, da 4 anni lavora in un tour operator. Come hai iniziato il lavoro? “Uno stage tramite l’Università, poi tanta passione, dopo sono rimasto e tutt’ora lavoro”. Com’è che ti hanno assunto? “Prima ho lavorato per circa 10 mesi gratis, poi per più di un anno a 300 euro, infine mi hanno assunto a progetto per 600 euro mensili… adesso ho un contratto di apprendistato che mi garantisce 3 anni a euro 800”. Quante ore fai al giorno? “Otto, ma in realtà esse non sono mai rispettate”. In che senso? Nel senso che spesso facciamo riunioni durante la pausa pranzo e quindi le ore di lavoro diventano 9, 10”. Vengono considerate straordinario? “Assolutamente no, è un lusso!”. Non ho capito. “Nel senso che se hai bisogno di qualche ora di permesso ti dicono di prenderti mezza giornata e te la scalano dallo stipendio, se invece fai gli straordinari o ti pagano un forfait oppure ti danno alcune giornate libere quando dicono loro”. Ma il contratto almeno lo rispettano? “No, questo dell’apprendistato determina ogni anno un aumento di stipendio per adeguamento ma quest’aumento non viene mai dato”. E’ Assurdo! E nessuno si lamenta? “Non è il fatto che nessuno si lamenta è che nessuno crede di avere dei diritti, tutti hanno paura e molti sono aziendalisti”. Aziendalisti? “Si, hai capito bene. Qualche giorno fa litigavo con il mio caporeparto, che d’altronde sa di essere sul filo del rasoio, perché ero stato l’unico a non accettare le ennesime ore straordinarie non pagate. Per tutta risposta mi sono sentito dire che ero ancora giovane ancora…, ma cazzo che c’entra la gioventù con il fatto che devo lavorare di più senza essere retribuito? Che c’entra l’esperienza con gli illeciti?”. Ma il tuo caporeparto sa che lo straordinario è reato sopratutto quello non pagato? “Credo che lo sappia ma faccia finta di non saperlo”. Tutti hanno un contratto dove lavori? “Credo di si, ma questo è la cosa peggiore perché oggi ci ricattano tramite la legge. Gli imprenditori dicono di essere in regola ma poi tutta una serie di irregolarità e di illeciti creano le differenze”. Quali differenze? “In primis tra noi colleghi non c’è complicità, non c’è cooperazione, è queste condizioni sono diventate ancora più disperate con questi tipi di contratti. Poi la delazione, che è una cosa schifosa e viscida. Molti fanno delazione per ingraziarsi la stima dei responsabili, senza rendersi conto che la prima crisi, o le prime mancanze, sarà buttato fuori senza troppe scuse. Un mio collega mi ha detto in privato che ho ragione di lamentarmi ma che lui non se la sente di protestare perché lo stipendio gli è necessario”. E’ assurdo! “Peggio, è schiavitù. Un tempo poteva anche essere legittimata la schiavitù, con tutte le aberrazione che ne conseguivano, ma adesso è anacronistico; un paese non può dirsi civile se ruba, se inghiotte cumuli di immondizia sociale. La cosa che più non riesco a capire è la sciattezza con cui i miei colleghi difendono i loro diritti, ormai è di dominio pubblico e consueto che chi ha uno stipendio è fortunato. Quindi questa “fortuna” la devi tenere ben stretta, ma non capisco come fanno a pensare in questo modo, se tutti noi protestiamo per le condizioni pessime la situazione sarà diversa, se tutti noi decidiamo di non lavorare per un giorno la direzione non avrà la possibilità, in poche ore, di formare altri dipendenti”. Un tempo così le condizioni di lavoro sono migliorate… “Se noi fermiamo la produzione tutti gli imprenditori, per i loro accordi, i tempi previsti ecc, non potranno lavorare da soli perché questo li porterebbe ad essere schiacciati dalla concorrenza e dal lavoro”. Se poi volessimo parlare delle 800euro al mese, che sono una misera… “Si glieli darei agli imprenditori che hanno ville, piscine, 10 automobili… ma fosse solo questo. Nel mio ufficio l’aria condizionata non funziona perché chi ha fatto l’impianto ha calcolato male il sistema refrigerante, i mie capi hanno ben pensato di piazzare dei condizionatori portatili nelle loro stanze, in tutto l’ufficio in estate e peggio che stare nel 5° girone dantesco. Assurdo, e nessuno reclama, tutti che muoiono di caldo e i capi con le pacche nel fresco, tutti stanno zitti perché hanno paura di essere licenziati. Qualche mese fa una ragazza che lavora ai documenti, incinta di 4 mesi, è svenuta dal caldo”. Possibile che nessuno protesta?! “Macchè, si dovrebbe protestare per ogni cosa, per ogni illecito aziendale, ecco perché il sindacato non si avvicina”. In che senso? “Oltre gli straordinari non pagati e le forme di contratto non rispettate, bisognerebbe protestare per tutte quelle persone che lavorano a progetto ma che puntualmente devono essere in ufficio alle 09,30 e usciere alle 19,00, questo il contratto non lo prevede ma è legge. Poi quando viene un controllo il capo ti chiama e ti ammaestra per bene su quello che devi dire e su quello che devi fare; bisognerebbe protestare per il fatto che la normativa europea prevede, per chi lavora a computer, di riposare ogni ora di lavoro, pausa coatta e sacrosanta, ma totalmente ignorata dagli imprenditori; bisognerebbe protestare per gli aumenti che non vengono mai dati, per l’inflazione che sale solo per gli imprenditori; bisognerebbe protestare per l’inciviltà di come vengono trattai i lavoratori, per la mancanza di rispetto e soprattutto per il fatto che questo stato di cose ci ha portato allo sfacelo economico e allo sfacelo sciale”. Capisco, e mi sento di avallare questo tuo sfogo, ritengo che in ogni paese civile queste forme di lavoro basse e infime sono degne di arretratezze mentali. Ma come si fa a non capire che se si dà la possibilità di lavorare in condizioni più comode e più vantaggiose il benessere è assicurato per tutta l’azienda?! In molte ditte del nord Europa, alcune negli USA, da anni i lavoratori sono anche soci e autoregolano loro stessi i flussi di produzione. Molti autori americani lo scrivevano già negli anni ’80. Noi qui in Italia siamo dietro di 50 anni. E’ assurdo l’ignoranza della classe imprenditoriale. La storia non insegna… (la crisi del ventinove, questa attuale). Anche un capò come Della Valle qualche mese fa ha commentato che bisogna alzare gli stipendi e migliorare le condizione dei lavoratori precari. Un appello: se la grettezza degli imprenditori non riesce a capire queste affermazioni allora è meglio che siamo noi operai a coalizzarci e credere ancora che l’affermazione, senza lavoratori il lavoro non esiste, è una verità inconfutabile. [+Blogger]

ombre

Alla via S. M. Antresaecula c'è la UOSM, dipartimento di salute mentale dove centinaia di persone affette da disturbi psicosomatici, della personalità, e schizofreniche vengono curate sia attraverso il normale iter medico sia con i gruppi di ascolto e auto referenziale. Quello che fa la differenza, oltre al problema della comprensione della patologia e della sofferenza del malato, è la famiglia. Se non c'è la famiglia il malato è abbandonato, non ha scampo né possibilità di essere curato. La mancanza totale di assistenza medica ed infermieristica è permanente. Questa "mancanza riabilitativa" è una questione tutta italiana anche se nel sud è ancora più accentuata. Il malato vive una condizione "doppia", vive le angosce e le scissioni; il malato vive le paure, le incongruenze e le disarmonie, ma non le vive da solo! Dietro di esso c'è l'ombra di una famiglia distrutta e incapace di reagire e di sopportare e se ancor di più vive una condizione indigente la sofferenza non è solo economica ma anche mentale. La malattia è il retroscena di un set teatrale, le persone che soffrono sono gli attori principali ma dietro le quinte c'è un universo di ombre e di sfocature, di crepe e di lacerazioni, di pene e preoccupazioni. Quanti di questi operai da retroscena sono diventati malati psichici? Le persone nell'intento di curare un proprio parente diventano anch'esse "disturbate". Se un padre vuole assistere 24 ore su 24 il proprio figlio, sostituendosi per forza di cose alle istituzioni preposte, deve cambiare il suo status: non deve essere più marito, nè avere altri figli, non deve lavorare né uscire, deve avere vita sociale pari zero e l'amore che si prova per la persona affetta da disturbi psichici ne comprova la simbiosi. Le famiglie e le persone che cercano di aiutare il malato vivono in "crepe sociali", abbandonate ad una strisciante realtà, costretti a vedere per metà e sentire acufeni assordanti. Ma nessuno sa! Nessuno capisce! Non c'è comprensione! Non ci sono differenze! Né somiglianze! La malattia mentale vissuta attraverso un parente, la propria madre, il figlio, il marito è devastante come un "rito di passaggio" che sradica all'improvviso l'esistenza e la catapulta in una differente oggettività . Niente teorie della conoscenza, né scabrose acquisizioni semantiche. La realtà è altra, è la normalità di chi non ha esperienza e la povertà accentua queste differenze. L'auto aiuto è una delle forme che lenisce alcune paure, un gruppo di auto ascolto è in parte riequilibrante, ma la poca sensibilità , la mancanza di civiltà e di strutture adatte (se non a pagamento), raccapricciano di più una situazione squilibrata ed inefficace. Non si tratta di comprendere normalità , qui la questione è diversa: uno Stato per essere civile deve poter e saper affrontare ogni questione, anche le più disparate, ma forse realmente il problema sta altrove, magari dietro un set cinematografico o dentro il cervello di un diversamente abile. Forse ci accorgeremo delle assurdità quando queste assurdità si saranno esse stesse accorte di noi. [+blogger]

errore ai danni dei cittadini

Ormai è chiaro: si sta verificando una vera e propria espropriazione dei Beni Comuni, in primis dell'acqua. I cittadini devono sapere che privatizzando i servizi pubblici saranno in balia totale di quanto verrà deciso, in piena libertà, dai potenti e dagli affaristi. Dimostrazione ne sia quanto sta accadendo in questi giorni in tutt’Italia. Ad esempio in Campania l'ATO3, comprendente 76 Comuni dell'area vesuviano-sarnese, la cui gestione dell'acqua è stata già privatizzata, affidandola alla GORI Spa (con capofila Acea e Suez), la conseguenza è stata che i cittadini dal 1° gennaio 2009 stanno ricevendo bollette pazze, con aumenti spropositati, retroattivi, senza che sia stata eseguita la lettura del contatore ma basandosi su consumi presunti, e che lo stesso gestore dichiara spesso errati e/o riverificabili. "Prima paghi, poi si vedrà…", questo è quanto agli sportelli della Gori SpA i cittadini che reclamano si sentono dire in questi giorni. Alla richiesta di pagamento della depurazione, anche laddove non vi siano impianti o gli impianti siano inattivi, la Corte Costituzionale, con la sentenza 335/08, ha imposto alla GORI SpA di restituire ai cittadini le somme non dovute. I cittadini dell'area vesuviana ricevono acqua con quantità di fluoro oltre i limiti consentiti dalla Comunità Europea; acqua resa potabile, di anno in anno, solo a seguito di deroghe ministeriali e regionale. Acqua in deroga quindi verrà erogata, ancora e per tutto il 2009. Questo è solo un esempio di ciò che si rischia con la privatizzazione dei Beni Comuni ( acqua, istruzione, sanità, rifiuti… ). Noi non ci stiamo e non ci staremo mai! L’acqua è un bene di tutti di cui non si può fare a meno – e non merce su cui lucrare. L’acqua è vita, nessuno deve restarne senza, anche quando ha difficoltà a pagare. Questo è quanto affermano i molti Comitati Cittadini presenti sui territori. Comitati che numerosi, e quotidianamente, vanno a costituirsi. Ma non solo. A seguito : del passaggio al nuovo gestore – mai comunicato all'utenza (che si vedrebbe costretta a pagare ad un gestore non scelto); della mancata comunicazione degli aumenti da parte della GORI SpA; dei pagamenti delle bollette senza lettura bensì su presunti consumi; del gestore che varia lo statuto senza comunicarlo a Enti e utenti, se non con molto ritardo e sul proprio sito; del Presidente dell'Assemblea di ATO3 che convoca la Conferenza dell'Ente d'Ambito senza comunicarlo a tutti i Sindaci (ovvero alla parte pubblica che dovrebbe controllare il gestore). Ormai è chiaro: il sistema idrico gestito da SpA miste (pubblico-privato) è a vantaggio solo dei soci privati, con scelte poco trasparenti in merito a piani industriali, bilanci e tariffe. I Sindaci e gli Enti Locali siano al fianco dei cittadini e non del gestore del servizio idrico! Il 14 gennaio scorso Alfonsina De Felice ha rassegnato le sue dimissioni da Presidente dell'Ente d'Ambito 3, ma ciò non è risolutivo. Si dimetta tutto il CdA dell'ATO3 campano perché ha dimostrato la sua inefficienza! Per quanto riguarda ATO2 Campania, nel prendere atto delle parole del nuovo Assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Realfonzo, espressosi pubblicamente a favore della gestione pubblica dell'acqua - sul Corriere della Sera del 17 gennaio u.s., il Coordinamento Regionale chiede al su menzionato Assessore di far seguire alle sue parole la richiesta di convocazione immediata dell'Assemblea dei Sindaci di ATO2 – praticamente ferma al ritiro della delibera sulla privatizzazione avvenuto il 30 gennaio 2006. In quella unica sede competente si deliberi la gestione totalmente pubblica del servizio idrico integrato, attraverso la costituzione di un'azienda speciale pubblica senza fini di lucro, e non di una SpA. Solo così si ottiene la gestione pubblica dell’acqua, contrariamente a quanto vorrebbe la legge 133/'08-art. 23bis,comma1- che ha dato il via alla privatizzazione, oltre che dell'istruzione, anche dell'acqua - che sino ad ora era fuori dalle regole di mercato. La nostra vera forza saranno le molte iniziative attuate e/o che attueremo - sia a livello territoriale che nazionale e internazionale. Non a caso la proposta LIP (Legge d'Iniziativa Popolare) ha ricevuto consensi da 407mila cittadini a favore della gestione pubblica e partecipata dell'acqua. Grazie anche al Forum italiano dei Movimenti per l'acqua (www.acquabenecomune.org) che vede insieme centinaia di Comitati, Associazioni, realtà locali, artisti, singoli cittadini, ovvero il "popolo dell'acqua" che ancora una volta dice: no alla mercificazione dell’acqua e dei beni comuni! [Coordinamento Regionale Campano per la Gestione Pubblica dell'Acqua]